Nicola Ghedin: “Voglio migliorare ancora”

di - 7 Novembre 2014

Nicola Ghedin

 

di Luca Fiorino

La prima volta non si scorda mai. Nicola Ghedin non riesce a nascondere la propria felicità dopo il primo trionfo ottenuto a livello futures a Santa Margherita di Pula, nell’Italia F38. Una settimana, quella appena trascorsa sui campi del Forte Village, da incorniciare e da cui ripartire per aprire un nuovo ciclo, possibilmente vincente. Già, perché un infortunio al ginocchio patito nel mese di Gennaio ha impedito al tennista trevigiano di disputare buona parte dei tornei fra Febbraio e Maggio condizionandone la stagione. Oggi ricopre la posizione numero 734 del ranking Atp, una classifica decisamente migliorabile che lo vedrà entro breve raggiungere e superare il proprio best ranking (n.708 nel 2011). Nicola si è raccontato a noi di Spazio Tennis confidandoci quali sono le sue sensazioni dopo il primo successo Itf, e gli obiettivi in vista della prossima stagione.

A che età hai iniziato a giocare a tennis?

Sono cresciuto in una famiglia che ama e pratica questo sport da sempre. Mio padre è un grande appassionato, ma mio zio in particolare, Massimo Ghedin, mi ha avviato a questa professione essendo da tempo maestro di tennis. E’ stato lui il mio primo maestro, colui che mi ha seguito e guidato sin da bambino fino a quando ho compiuto 17 anni. Ho iniziato a prendere la prima racchetta in mano all’età di 7 anni, da quel momento non ho mai smesso di giocare.

Qual è il tuo idolo tennistico? A quale giocatore assomigli a livello di gioco? Potresti descrivere le tue caratteristiche?

Sono un grande fan di Roger Federer. Mi reputo un suo grande tifoso ma obiettivamente come non si può esserlo? Un tennista al quale però mi ispiro è David Ferrer, per alcune mie caratteristiche tecniche e per la tenacia che mette in campo. Vedere negli anni la sua evoluzione sia sotto l’aspetto tecnico che tattico è un esempio per tutti noi. Per quanto mi riguarda sono sempre stato un giocatore molto regolare e solido da fondo campo.

Negli ultimi quattro futures disputati in Sardegna due semifinali e poi, settimana scorsa, la tanto aspirata prima vittoria Itf. Che sensazioni hai provato? Come giudichi questa stagione?

Era da un po’ di tempo che mi sentivo bene. Dallo scorso anno ho cambiato allenatore, sono andato a Vicenza ad allenarmi sotto la guida di Enrico Bettini. Mi ha accompagnato lui settimana scorsa e devo ammettere che si è instaurato un bel rapporto. A dire il vero ero in fiducia già da inizio stagione, la sfortuna però ha voluto che nel primo torneo in Turchia mi sia fatto male al ginocchio ed abbia dovuto ricominciare da capo. Al mio ritorno i primi tornei sono stati di “rodaggio”, avevo bisogno di riacquisire il ritmo partita ed una condizione atletica che mi potesse permettere di competere a certi livelli. Dopodiché ho iniziato ad ingranare e da fine Luglio ho raggiunto prima una semifinale in un future in Romania, battendo fra l’altro Mathias Bourges (n.279 del mondo),  poi due semifinali qui in Sardegna e la mia prima vittoria future settimana scorsa. Fin dal primo turno le sensazioni sono state ottime e le partite di conseguenza hanno preso il verso giusto. Già il fatto che abbia sconfitto nel match d’esordio Riccardo Sinicropi con cui avevo perso in semifinale la settimana prima mi ha fatto capire di essere in ottima forma e mi ha dato maggiore consapevolezza dei miei mezzi. Vincere il titolo non è stato per niente facile, a partire dalla partita con Salvatore Caruso sino alla finale vinta in rimonta contro Gianluca Naso, ho dovuto lottare contro ottimi tennisti con una classifica migliore della mia. Credo che in quelle partite sia stato bravo a vincere i punti importanti ed a sfruttare le occasioni che mi sono capitate, questo perché sono tutt’oggi carico e libero mentalmente. Inoltre avendo giocato poco ad inizio anno mi sento molto bene fisicamente avendo parecchie energie ancora da spendere.

Quali sono ora i tuoi obiettivi in vista della prossima stagione?

Non difendendo punti sino ad Agosto dell’anno prossimo, penso proprio che possa fare un bel balzo in classifica. L’obiettivo minimo a questo punto è arrivare sotto i 500 al mondo. Vorrei però andare il più avanti possibile senza troppe pressioni  ed aspettative ragionando e concentrandomi torneo dopo torneo, passo dopo passo. E’ in questo modo che a mio modo di vedere si può pensare di scalare più posizioni possibili nel ranking. Ho deciso, già da quest’anno, che guarderò meno la classifica nazionale e mi baserò esclusivamente su quella internazionale. Se riuscirò ad esprimermi bene nei futures arrivando in fondo come sto facendo in queste settimane, vorrà dire che avrò raggiunto un livello tale per cambiare categoria e cimentarmi nei challenger.

Cosa pensi che ti manchi per un ulteriore salto di qualità?

In questa stagione col mio nuovo allenatore ho lavorato molto sui colpi di inizio gioco. Sono migliorato nel servizio, e nella risposta sto cercando di essere molto più aggressivo, non solo come tecnica ma anche come atteggiamento mentale. Devo dire che ciò sino ad ora ha pagato, ad oggi mi sento un giocatore più completo rispetto a prima. Sono diventato più offensivo e cerco maggiormente il punto senza aspettare l’errore come spesso mi accadeva in passato.  Sono cresciuto in questi mesi, ciò non toglie però che bisogna poi migliorarsi sempre e su tutto. Soprattutto sul piano fisico ritengo che possa aumentare la mia resistenza. Sul dritto anche stiamo lavorando ma in linea generale sono sicuro che siamo sulla strada giusta, sono ottimista e spero vivamente che i risultati mi diano ragione.

Cosa ti piace fare maggiormente nel tempo libero?

Seguo il calcio, sono un gran tifoso del Milan anche se purtroppo in questi anni si soffre un po’(ride, ndr). Nelle settimane in cui sono a casa amo stare col mio fratellino, la mia famiglia e i miei amici. Anche mio fratello più piccolo gioca a tennis, quando posso mi diverto a scambiare insieme a lui e se capita cerco di dargli anche qualche consiglio.

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