Andrea Pellegrino si racconta…

di - 24 Giugno 2013

di Mattia Capone

La pressione non è mai facile da sopportare e se non lo è per un adulto, figurarsi per un ragazzo di 16 anni. Eppure la vita ci pone sempre di fronte a sfide, esami, partite che ci conducono a questo stato d’animo. Accanto a noi fortunatamente, quasi sempre, ci sono familiari, amici, fidanzate/i vari che ci aiutano e supportano in qualunque modo vada, ma tutti gli altri sono lì a giudicarci e a porci su un piedistallo se va bene e a buttarci giù, un secondo dopo, se va male. Nel tennis, e in particolare nel nostro paese, a subire questo genere di trattamento sono proprio i ragazzi più giovani, osannati dopo una vittoria e denigrati dopo una sconfitta o una mancata aspettativa mantenuta nei termini prestabiliti. Uno degli elementi che distingue un grande giocatore da tutti gli altri, a mio modo di vedere, sta proprio nella capacità di affrontare giudizi, luci dei riflettori, strette di mano d’occasione andando avanti per la propria strada mantenendo, con determinazione, i piedi ben piantati a terra e gli occhi ben fissi sugli obbiettivi. Vincere l’Avvenire, uno dei tornei giovanili più importanti al mondo, è sicuramente un importante banco di prova per misurare la capacità di tenere a bada la pressione. E il primo passo per sopportare tale peso è rendersi conto che qualcosa attorno a se è cambiato, come lo stesso Andrea Pellegrino sembra aver capito. Pellegrino, classe ’97, è proprio il nuovo vincitore del torneo Avvenire, uno dei tanti nuovi nomi del tennis italiano che ben ci fanno sperare per il futuro del nostro sport. A distanza di una settimana l’abbiamo incontrato e ci siamo fatti raccontare un po’ le emozioni di quella vittoria, i miglioramenti, e le passioni di questa giovane promessa azzurra.

Ciao Andrea complimenti per la vittoria all’ Avvenire, raccontami un pò le emozioni di questo successo, come ti sentivi prima del torneo credevi di poterti spingere cosi avanti?
“In realtà all’inizio non pensavo di poter arrivare così in fondo poi per fortuna sono riuscito a vincere esprimendo un ottimo tennis, è stata una grande emozione e sono molto contento perché ripaga tutti i sacrifici fatti in allenamento in questi anni”

A distanza di una settimana come ti senti, senti che è cambiato qualcosa attorno a te? C’è più attenzione? senti maggiori responsabilità? O comunque riesci a stare tranquillo?
“Si sento che comunque è cambiato molto. Sento una maggiore attenzione da parte di tutti però io penso sempre a me stesso e a lavorare sempre meglio”

Per chi non ti conoscesse, raccontaci un pò il tuo tennis. Che tipo di giocatore sei? Quale superficie preferisci?
“Ritengo di essere un giocatore a tutto campo, mi piace variare spesso il gioco anche con palle corte. Per quanto riguarda il mio colpo migliore è sicuramente il rovescio. Sono cresciuto sulla terra e quindi mi piace molto giocarci anche se  la mia superfice preferita è il cemento.

Su cosa stai lavorando maggiormente? Quale aspetto del tuo tennis vorresti migliorare?
“In questo periodo sto lavorando soprattutto sull’atteggiamento in campo nell’essere più aggressivo e nell’entrare più con i piedi nel campo per chiudere il punto a rete.”

Ti sei già affacciato nel circuito maggiore, precisamente in un Future romano, pensi che già da quest’anno ti dedicherai alle quali nei futures o continuerai a giocare il circuito giovanile? Quali sono le maggiori differenze tra tornei giovanili e tornei Itf, Atp? E quali difficoltà pensi che potresti riscontrare nei tornei pro?
“Si da ora in poi alternerò future e tornei giovanili!! Penso che la differenza sia che nei futures i giocatori sono molto più formati fisicamente e mentalmente e soprattutto hanno maggior esperienza rispetto ai tornei giovanili.”

Hai 16 anni quindi non è facile combaciare un’attività come quella tennistica con le esigenze della tua età, ti pesa a volte non poter fare una vita “normale”? Cosa ti piace oltre al tennis (musica, altri sport etc)? Se segui il tennis quale è il tuo giocatore preferito?
“Si in realtà non è molto facile, e infatti all’inizio è stato difficile combaciare tutti gli impegni ma ora sono abituato a fare questa vita. Ho altri hobbies, ad esempio mi piace molto il calcio, soprattutto giocarlo, ma seguo anche il tennis e il mio giocatore preferito è Roger Federer.”

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2 commenti

  1. Agatone

    Già uno che dice che vuole stare più dentro il campo per chiudere i punti a rete, il cui giocatore preferito è Federer, a me piace. Quindi forza!!
    Tra l’altro comincio a sentire anche i giocatori (Federer il primo e se lo dice lui è possibile che qualcuno lo ascolti) lamentarsi del fatto che i campi sono tutti troppo lenti, che sono troppo omologati, quindi può essere che nei prossimi anni si cercherà di velocizzare un po’ alcuni campi o usare palline più leggere o chissà che e che il gioco diventi un po’ più favorevole agli attaccanti, almeno su alcune superfici. Almeno io lo spero….

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