Eduardo Medica: “Vedo Quinzi come un Verdasco…”

di - 8 Ottobre 2010

Gianluigi Quinzi

di Ivan Sabatini

Eduardo, in Italia c’è grande curiosità su Gianluigi, che tutti considerano la nostra più grande speranza. Come vanno le cose?
“Per la verità con Gianluigi stiamo facendo un lavoro piuttosto importante, e le cose finora sono andate molto bene. Ma siamo solo all’inizio del percorso, occorre continuare a lavorare e a migliorare.”

Come va il diritto? E’ migliorato il movimento, sul piano tecnico?
“Sul diritto stiamo lavorando per renderlo ancora più offensivo: stiamo modificando il gesto per avanzare un po’ il punto di impatto, e per fare in modo che vada più incontro alla palla con il corpo, per ottenere maggiore aggressività.”

In Italia lo hanno visto giocare in pochissimi, ma tutti ne seguono i risultati su internet. Che tipo di tennista è Quinzi? A quale degli attuali giocatori assomiglia?
“Io personalmente lo vedo come un Verdasco, ma con un rovescio migliore.”

Su cosa deve migliorare per competere a livello Futures?
“Dobbiamo continuare a perfezionare il diritto, finché non avrà la confidenza necessaria, e poi sulla volèe e nella posizione a rete.”

Avrete delle wild card per i tre futures che avete in programma di affrontare nelle prossime settimane in Messico e in USA?
“No, faremo le quali, ma è meglio così: andremo là con l’unico obiettivo di fare esperienza, e partendo dalle quali lui potrà giocare qualche match in più.”

Come sarà poi la programmazione fino alla fine dell’anno?
“Dopo i tre futures faremo 2 settimane di allenamento alla Bollettieri Academy, poi il 29 novembre Gianluigi è iscritto all’Eddie Herr, nella categoria under 16, e infine faremo l’Orange Bowl, dove farà sia under 16 e che under 14.”

Ci sono possibilità di vederlo giocare nelle qualificazioni dell’Australian Open juniores 2011?
“Si, se farà bene all’inizio dell’anno e salirà in classifica, altrimenti cercheremo di entrare in tabellone a Roland Garros e agli US Open.”

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104 commenti

  1. Nikolik

    Bravo Medica, così si fa!
    Stimolante l’idea dei tre futures, un primo assaggio con il tennis vero, quello dei cattivi.

    Infine, direi ottima l’idea di fargli giocaqre l’under 16 e poi di provare con gli under 18.

    Viva l’Argentina! Viva l’Italia!

  2. Roberto Commentucci

    Ho fatto un pò di conti (sapete che mi piace): 😉 Gianluigi finora in stagione ha giocato, a livello Tennis Europe (tra eventi under 14, under 16 e a squadre) 49 partite di singolare e 21 di doppio.

    A queste, si aggiungono le 18 (probabilmente 20, speriamo) partite giocate in questa tourneè di ITF under 18 nei caraibi, dove ha messo insieme una striscia ancora aperta di 18 vittorie consecutive, (tre vittorie e una semi) e in cui ha giocato anche un’altra decina di doppi.

    Per finire, avremo i match che giocherà nelle quali dei tre tornei Future (dove non credo che riuscirà a qualificarsi, diciamo che potrebbe fare 5-6 partite).

    E dulcis in fundo, avremo i 3 grandi eventi: Eddie Herr under 16, Orange Bowl under 16 e Orange Bowl under 14. Almeno altre 15 partite, direi.

    In totale, fanno circa 90 match di singolare e una quarantina in doppio.

    Sono tanti, sono pochi? Michelangelo Dell’Edera, in un mio pezzo sulla programmazione dei giovani agonisti che uscirà sul prossimo numero di Supertennis, mi diceva che mediamente un 14enne dovrebbe fare circa 60-70 match di singolo e 30-40 di doppio.

    A questo, vanno aggiunti i viaggi transoceanici, a cui pare però che Gigi sia abituato.

    Gianluigi va trattato come è un 14enne medio?
    Boh?
    Io qualche dubbio ce l’ho, lo confesso.

  3. Stefano

    Attualmente mi pare che l’obiettivo sia giocare più partite possibile per consolidare le migliorie tecniche apportate al dritto, o almeno così si intende dall’intervista.
    Non ho capito per quale motivo vada a giocare anche l’U14 dell’Orange Bowl (contemporaneamente all’U16), non credo importi molto a livello tecnico, ma forse interessa a livello di sponsorizzazioni che si possono accaparrare.
    Chissà quando riusciremo a vederlo dal vivo in Italia, sarebbe interessante avere questa informazione.

  4. Mauro g&f

    Più alta è la qualità del tennista, meno intensa dovrebbe essere sia la preparazione atletica che la programmazione agonistica. Questo per tre motivi:
    1) Preservare dagli infortuni
    2) Preservare dallo stress mentale
    3) Lasciare dei margini di miglioramento, ovvero riservare degli spazi di crescita che possono risultare utili durante la carriera.

  5. Angeli Pierre

    Non riesco a capire quanto è migliorato questo dritto. A volte mi sembra di capire che è stato fatto un lavorone ed altre volte che è semplicemente migliorato ma manca di sicurezza.

    Ma la mia curiosità è sempre nei confronti del doppio. Perchè ne perde tanti (rispetto al singolare)? Problemi tecnici o di motivazioni?

  6. Kill Bill

    Commentucci,
    complimenti per le nuove iniziative .
    Campi veloci, circuito tornei, certificazione insegnanti ……
    Come vedi sono capace anche di fare i complimenti , quando si tenta di far qualcosa e di non far passare per ” efficente” quello che non è !

    Vedo che giustamente ti ecciti guardando i risultati di Quinzi, bravissimo lui e la famiglia, il coach…..

    Allora ti chiedo, se quella di Quinzi è la ”strada” perchè non la facciamo fare ( con i soldi Fit chiaramente ) anche a Baldi, Chessari e qualche altro…. ?

    Perchè non mandiamo qualche altro ai caraibi a fare i punti ? Certo non farà i risultati di Quinzi ma almeno ne seguirà le tracce.

  7. Roberto Commentucci

    Kill Bill, guarda, ti ha risposto su questo argomento Nikolik, nell’area Genitori e Figli. Te lo incollo, dal momento che sono totalmente d’accordo con lui:

    “la faccenda di Quinzi è molto semplice.
    E’ logico che, quando vinci, tutti ti vogliono.
    Mi sembra logico che quel vecchio volpone di Bollettieri, quando vede Quinzi, si lecca i baffi e sente il rumore del registratore di cassa.
    Mi sembra ovvio.

    Ci sta, così come non ci sta (si badi bene), che questo qui diventi un campione.
    Così come, purtroppo, ci sta di no.
    Ma Bollettieri gioca sul “ci sta di sì, che lo diventa”.
    Scommette.
    E che ci perde, semmai?
    Due settimane di mantenimento di Quinzi e del suo staff? Ma che gli importa…

    Peraltro, Quinzi non ha bisogno di Bollettieri.
    Ha un suo coach personale, ha un’intera Federazione che tifa e smania per lui, suo padre ha il numero di cellulare di Binaghi e quando vuole o ha bisogno di qualcosa sa che può alzare il telefono, ha degli sponsor personali…non ha bisogno di nessuno, Quinzi, essendo in posizionedi forza.
    Non deve star dietro a Bollettieri, prende Bollettieri quando gli fa comodo e gli conviene e basta, com’è giusto.

    La sua è una condizione di forza, si badi bene, conquistata sul campa, a botte di partite e tornei vinti e, quindi, è tutto giusto e tutto legittimo, com sempre nello sport.

    Quindi, anche Quinzi, non avendo bisogno di Bollettieri, va da lui perché ci guadagna: lui è già in America per i futures, gli torna bene, anche geograficamente, andare lì due settimane; non spende un soldo, perché Bollettieri è lì a braccia aperte; approfitta di una struttura che non gli insegnerà nulla di tennis (ha un suo coach, Medica, ed è lui, semmai, che gli insegna), ma hanno cento campi e tutta l’attrezzatura che vuole e, soprattutto, centinaia di sparring di livello; oltretutto, ne approfitta per giocare l’EH e l’OB che sono lì di casa, o quasi, da Bollettieri; oltretutto, questi due tornei sono seguiti da tutti gli sponsor, tutti i giornalisti e tutti i coach e lui ne approfitta per farsi vedere da tutti.

    Insomma, Quinzi, con Bollettieri, non c’entra nulla.
    Si fa i fatti suoi.
    Ci guadagna lui, ci guadagna quel vecchio marpione di Bollettieri, ci guadagnno tutti.
    Lui è già un professionista, Quinzi, non ha bisogno di nessuno perché tutti sono ai suoi piedi e fa le scelte che ritiene migliori per sé, in totale libertà.

    In attesa che diventi ciò che un paese importante, come il quinto paese (e, quindi, il quinto potenziale mercato) più industrializzato del mondo, aspetta da decenni.
    Un campione.

    Pertanto, la storia di Quinzi non è applicabile, né paragonabile, né copiabile, da nessuno di noi comuni mortali.”

  8. anto

    @Rob…ti vorrei chiedere una cosa……probabilmente tu lo saprai….ma è vero che Simone Bolelli all’età di Quinzi aveva un talento superiore, che lo pronosticavano sicuro nei top 5…..infatti a 15-16 anni fu convocato da Barazzutti come sparring in un incontro di davis…..te lo chiedo perchè è da un po che sento questa voce…….ciao grazie

  9. Kill Bill

    No guarda, non sto parlando di Bollettieri, ma di programmazione.

    Se riteniamo giusto avere 14 enni con classifica ITF è più facile andare ai Caraibi che fare i gruppi 1 e 2 in Italia. Su questo penso non ci siano dubbi.

    Ribadisco, non sto dicendo che chiunque va la vince i tornei, ma sono pronto a scommetere che sia Baldi che Chessari ad esempio avrebbe potuto fare punti per la classifica ITF.

  10. Kill Bill

    Commentucci,
    poi farmi rispondere da Nikolik ……lo trovo indelicato.

    Comunque se preferisci Nikolik ….. problemi tuoi.

  11. Roberto Commentucci

    Sicuramente, anche Baldi e Chessari avrebbero ottenuto dei punti nei tornei junior giocati da Quinzi. Però come sappiamo le scelte di programmazione sono funzione anche del budget di cui si dispone.

    Quinzi ha una famiglia ricca, degli sponsor privati, un contratto IMG e aiuti federali. Logico che abbia una programmazione più dispendiosa di altri.

    Baldi ha preferito giocare il master finale del cicuito nike, (credo suo principale sponsor) e poi dovrebbe anche lui andare in Florida a fine anno a fare EH e OB.

    Chessari, a quanto ne so, si è trasferito da Ragusa al CT Parioli, dove sarà seguito, oltre che dal padre Sasà, maestro federale, anche da Vittorio Magnelli. Il mancino siciliano aveva avuto grossi problemi, nella piccola Ragusa, a trovare compagni di allenamento adeguati, e questo ne motiva la scelta, che forse andava fatta con un anno di anticipo.
    Credo si stia allenando intensamente, anche per colmare il piccolo gap tecnico che nel frattempo si è creato fra lui e Baldi.

    E poi bada bene, Kill, io non sono nemmeno sicuro che sia giusto andare a prendersi i punti ITF junior nei caraibi.
    Dico solo che non si può prendere l’esperienza di Quinzi e trarne un paradigma da mettere a sistema, perché come faceva notare Nikolik, non c’è nulla di “normale” nella storia di Quinzi.

    Suo padre Luca, agli albori del blog, da Ubaldo, ci raccontava di come quando iscriveva Gigi, che allora aveva 7 anni, ai tornei under 10, le iscrizioni crollavano perché nessuno voleva affrontarlo…

    Uno che vince il “Little MO” il campionato USA under 10 a 8 anni, e di punto in bianco ottiene – primo italiano nella storia – una scholarship da Bollettieri, che secondo le leggende lo nota a 3 campi di distanza, non può essere preso a modello per costruire un percorso standard.

    Questo era il senso del mio ragionamento.

    Che poi tra l’altro anch’io sono pieno di dubbi: non sono nemmeno certo che il percorso di Gianluigi sia quello giusto.

    Boh?

  12. SUPERGONZY

    dal 9 al 13 novembre c’è un itf grade 5 in Lussemburgo, pare che sia più difficile passare un turno in quel torneo che vincere ai Caraibi. E’ chiaro che il budget fa la differenza……

  13. pibla

    Sì però, con tutto il rispetto, con Verdasco l’unica cosa che ha in comune è che sono entrambi mancini…

    p.s. peraltro appartengo a quelli che l’hanno visto giocare dal vivo e per quanto il dritto possa esser progredito e migliorato, è però il rovescio il colpo che Gianluigi si porta naturalmente da casa, così come invece Verdasco si porta naturalmente da casa il dritto; perciò due giocatori dalle caratteristiche di base assolutamente opposte per come la vedo io.

  14. Alessandro Nizegorodcew

    @anto
    Io posso dirti che ho intervistato Bolelli nel 2004, quando aveva doveva ancora compiere mi sembra 19 anni. Per radio rai (stavo facendo uno stage). In quel periodo mi sembra fosse intorno al 350 Atp ma se ne parlava come di “un braccio che non può non arrivare nei primi 30″…. Di più non so…

  15. Kill Bill

    Sono d’accordo….rimaniamo nel dubbio.

    Io comunque un giretto a Baldi e Chessari l’avrei proposto.
    Magari l’hanno rifiutato per diversa programmazione.
    Più che altro perchè, visto che ai caraibi quest’anno c’è stato anche Stefano Napolitano e che il padre, maestro di tennis e suo coach, mi dicono essere tutt’altro che sprovveduto , che una puntatina l’ha fatta anche Matteo Donati, altro precoce fenomeno , seguito come un’ombra da sempre dal suo maestro…. bè se tre indizi fanno una prova …..

  16. Angeli Pierre

    A volte si parla dei tornei in sudamerica come di tornei iper scadenti.

    Eppure partecipano giocatori USA, argentini, brasiliani, ecc…. che non sono Paesi del terzo mondo.

    Se uno vuole punti facili è meglio andare in Asia, Nuova Zelanda ed Australia. In quei posti i punti li portano a casa anche giocatori scadenti.

  17. Stefano Grazia

    Rob: di punto in bianco ottiene – primo italiano nella storia – una scholarship da Bollettieri, che secondo le leggende lo nota a 3 campi di distanza,

    Ecco, credo sia una leggenda perche’ quella settimana d’agosto 04 io c’ero…e c’era anche la Famiglia Miccini e la Famiglia Sanesi (e anche il figlio di ubaldo scanagatta)… Credo che le cose andarono piuttosto cosi’:
    GQ aveva giocato le quali per il Little Mo in Croazia e venne negli US per andare a giocarsi le finali a Houston(dove la prima volta credo fini’ Runner Up negli U8 e vinse poi l’anno dopo gli U10, ma potrei sbagliarmi). GQ era stato notato in Croazia da uno degli EMISSARI o SCOUT di Bollettieri che gli aveva detto di andare a trovarli a Bradenton…Il Padre si mette d’accordo e organizza il tutto ma quando arriva rimane un po’ sorpreso perche’ nessuno sembra ricordarsi di lui e infatti credo gli sia anche toccato pagarsi la settimana … poi pero’ riesce ad ottenere udienza dal Grande Guru che in effetti gli dice: ok, stavolta ai dovuto pagare ma da ora in poi non paghi piu’ …
    Ma mi ricordo che all’inizio Luca era un po’ indispettito perche’ nessuno prendeva l’iniziativa di far vedere suo figlio a Bollettieri e lui giustamente faceva notare: Ma me l’avete detto voi di portarlo!
    Insomma l’inizio fu, se ben ricordo, un po’ arruffato pero’ poi tutto e’ bene quel che finisce bene … Allora c’era anche un dodicenne Miccini che cominciava la sua avventura, durata circa 5 anni, all’Academy…Adesso viene facile dire che e’ stato un fallimento, che l’hanno rovinato, etc etc ma credo che ne’ lui ne’ la famiglia l’abbiano mai pensato veramente (e infatti in attesa di andare al College in arizona Giacomo si sta allenando a Bradenton)

  18. Stefano Grazia

    Ma,Roberto, la Reggi non ottenne una sponsorizzazione anche lei? (Ma GQ comunque e’ IMG…e’ un po’ diverso, almeno credo …)

  19. Stefano Grazia

    In effetti anch’io, come Pibla, a tutti avrei pensato tranne che a Verdasco …

  20. Roberto Commentucci

    Avete ragione, anche secondo me Verdasco non c’entra nulla: da quel che ho potuto capire, a me Quinzi pare più che altro una specie di Murray mancino, se proprio devo dire una bestialità: rovescio naturale e diritto costruito, gran difesa, grande lettura del gioco avversario, buona mano, grande capacità di ribaltare l’inerzia dello scambio.

    Magari l’ho detta grossa, e quindi sparate pure, ma come dice Doc, mirate al corpo, risparmiate il volto 🙂

  21. Roberto Commentucci

    No, mi pare che la Reggi pagasse, anche se allora ancora non c’era la IMG.

  22. Freddo

    Ha 14 anni. Questo ha solo 14 anni. Mi sembra tutto molto esagerato dalla programmazione per fargli giocare i futures in cui si e no si potranno contare i games che farà, dalle aspettative che da noi si hanno già su di lui. Perchè non credo che il resto del mondo tennistico aspetti Quinzi…Poi finisce come Miccini, Ansaldo la Bentivoglio che neanche o appena maggiorenni smettono o come altri che rimangono frustrati a vita….Io non ho solo dubbi per me ad essere onesti mi sembra che siamo al limite del criminale….Almeno aspettiamo di vedere se è competitivo a livello junior qui per me stiamo promprio andando fuori di testa in un momento in cui gli under 20 faticano ad entrare nei primi 100 per questioni fisiche soprattutto…

  23. Lucabigon

    @Freddo: io non la vedrei così tragica. Secondo me fare un’esperienza di 3 settimane di quali nei futures non gli creerà alcun problema come non lo ha creato a quelli che l’hanno fatto prima di lui. E’ chiaro che dopo si ritufferà nei tornei junior e magari se sfonderà lì si riproporrà nel circuito pro. Del resto se si dimostra precoce in quanto a risultati è giusto fare qualche puntatina sopra il proprio livello.

  24. Freddo

    Luca non è questione di vederla tragica, io non parlo solo dei futures, ma non è una programmazione logica. Prima si vede se è competitivo a livello junior poi gli si fanno fare i futures, ci sta anche che provi più avanti ma 14 anni mi sembrano veramente pochi….Già mi sembra impossibile pronosticare che questo diventi un giocatore o pure non alla sua età ma già vedo che si parla di futuro Panatta per me non si ha proprio il senso delle proporzioni.

  25. Freddo

    Se vincesse la Eddi Herr e l’Orange Bowl del under 16 giustificherebbe delle buone aspettative onestemente ed allora sarebbe diverso, io glielo auguro ma adesso si creano invece aspettative per lui e per gli appassionati veramente fuori luogo…

  26. Nikolik

    Però, insomma, che dire…il suo coach è questo Medica, ma, in realtà, il supervisore vero è Infantino.
    Insomma, loro lo gestiscono, sono coach (soprattutto Infantino) di grandissima esperienza e di grandissimo livello internazionale.
    Possibile che infantino sbagli programmazione?
    Se lo farà, se ne farà carico.

  27. pibla

    In linea di massima sono anch’io d’accordo con Freddo, da tempo se ne parla già troppo in rapporto all’età, ma purtroppo temo ci si possa fare poco; il futuro in generale crea sempre grandi aspettative ed interesse…

    Sono d’accordo con te Roberto, anche a me pare che Quinzi al limite appartenga più alla genia dei Murray o dei Djokovic, giocatori con un bellissimo, naturale e penetrante rovescio a due mani e con un diritto non devastante (anche se Djoko e Murray in maniera ovviamente diversa tra loro) e con in più grandi abilità difensive ed una bella testa per il tennis, che a un tipo un pò pazzo e sanguigno alla Verdasco.

  28. Freddo

    Ragà io dico una cosa sola ha vinto dei tornei grade 5, chi partecipa ai tornei giovanili sa cosa contano quei risultati, per dire per esempio che Naso li vinceva sempre quando li faceva, e Naso attualmente è fuori dai 300 del mondo…se vincera l’Eddie Herr o l’Orange Bowl ne riparliamo e allora giusto che faccia anche i futures se no buttiamo fumo negli occhi e basta, si fanno i titoli ma c’è ben poco dietro….

  29. Lucabigon

    Freddo io mica mi esalto perchè ha vinto dei G5, spesso non sfondano neanche quelli che hanno vinto i GA quindi figuriamoci…però sul fatto in sè che esordisca a quasi 15 anni (li compirà a febbraio) non ci trovo nulla di male. Anche Harrison ha giocato 3 future prima di compiere 15 anni e adesso tra i ’92 è quello messo meglio in classifica (top 200 a 18 anni). Vediamo come va, magari prende solo bastonate o magari riesce a passare un turno di quali. Chi lo sa. Poi visto che adesso ne ha pure la classifica lo attendiamo a dei banchi di prova ben più probanti nei tornei junior per verificarne l’attuale valore.

  30. anto

    @Stefano Grazia…..Miccini college in Arizona………non mi sembra una grande scelta…….UCLA avrei capito ma Arizona……sbaglio Stefano o ho ragione?

  31. Ad occhio mi sembra un carico eccessivo per un 14enne, anche se già ben sviluppato (cm186?); anzi proprio perchè così sviluppato, il suo corpo ha già iniziato a cercare i compensi per togliere le tensioni muscolari che un accrescimento osseo così evidente sta inevitabilmente provocando.
    E poi, ha completato l’accrescimento? Io ne dubito, avrà ancora qualche anno(minimo minimo due) di crescita davanti e il suo corpo dovrà fare i conti con:
    crescita staturale importante, crescita ponderale conseguente, carichi di allenamento eccessivi (Bolletta non dice lavoro, lavoro, lavoro? ), programmazioni conseguenti alle alte aspettative, ma dato che tutti i nodi vengono al pettine….il Miccini già operato all’anca insegna…. io spero di sbagliarmi, non vorrei che ci si debba tutti pentire di aspettare il Campione con tale ansia, da ritrovarci poi con le mosche tra le mani, vedendocelo implodere o esplodere per delle leggerezze commesse dagli adulti nella sua fase adolescenziale .
    Ribadisco che per GQ portarsi dietro una struttura così non è posturalmente semplice e che, o frenano sulla sua attività facendo contemporaneamente della vera prevenzione, oppure, fra pochissimo,cominceremo a sentirne delle belle….

  32. Riletta l’ultima frase sembrerebbe portare un po’ sfiga…..
    purtroppo è la dura realtà anatomo -fisiologica.

  33. Stefano Grazia

    anto, hai torto .. uno va dove po’, dove lo prendono ma comunque bisognerebbe anche saper vedere il lato positivo: Giacomo va al College che e’ comunque molto di piu’ di quello che tanti, tennisti e non, hanno mai saputo fare… io la vedo cosi’. Comunque nel Tennis (e anche nel Golf) il College piu’ famoso per il Tennis (La Notre Dame o il Duke del football e basket) e’ Stanford

  34. Barbara

    Io concordo pienamente con Freddo, anche perchè le scelte sembrano più di marketing che di allenamento, altrimenti se ci si aspetta che passi turni nelle quali dei futures non si spiega proprio il G5 in capo al mondo ed avevo già detto in tempi non sospetti come sarebbe finita.
    Poi vediamo quali e dove sono questi futures.
    Ovviamente io non metto in discussione il valore del ragazzo dico solo che sarebbe ora di incominciare a valutarli da quando debuttano nei pro e lasciarli crescere in pace, senza correre il rischio di trasformarli in fenomeni promozionali piuttosto che giocatori.

  35. Mario Polidori

    @Freddo
    Concordo pienamente con tutti i tuoi post.
    Mi piacerebbe vedere un filmato di Quinzi sul duro e magari a tutto campo , per capire meglio quali sono le caratteristiche del fenomeno.
    Questo ragazzo è in una condizione non riproducibile, sia per lo spiegamento di forze che si è riuscito a mettergli alle spalle (ed attenzione anche “sulle spalle”), sia per lo spiegamento di sostenitori, che credo avrebbe fatto diventare un campione almeno altri tot, che mi è capitato di vedere.
    I tornei presi in considerazione possono agitare gli animi e far palpitare i cuori di chi non conosce i meccanismi.
    L’Honduras non è un paese in cui si produce granché nel tennis.
    I Futures sono una parolaccia, non oso nemmeno immaginare che cosa potrà succedere all’inconsapevole ragazzo in una competizione di quel livello.
    A meno che non andiamo in Burundi, per l’occasione, e con tutto il rispetto per il Burundi.
    Se invece si tratta di un manifesto della Federazione, il rischio che sia l’ennesimo flop esiste, purtroppo.
    Però basta, in ogni caso, facciamo le cose seriamente, che non è detto che non vada d’accordo con il marketing.
    E per quanto riguarda il nuovo Panatta, chi possiede buon senso non direbbe mai una cosa del genere, anche se fosse.

  36. Roberto Commentucci

    Vabbè, allora lasciatemi concludere quel che un profano capirebbe dai vostri post:

    se Quinzi diventerà un top ten, sarà per merito di Bollettieri.

    se sarà un flop, sarà colpa della Federazione Italiana Tennis.

    Mi pare un modo un tantino distorto di porre le cose.

    Come dicevo sopra, Quinzi è un unicum, il suo è un percorso del tutto particolare e non riconducibile ai consueti schemi organizzativi di una Federazione.

    La Fit con Quinzi, a quanto ne so, si è limitata a fornire un certo supporto economico (come credo sia doveroso, se non aiuti un Quinzi, chi aiuti?) e a consigliare di rivolgersi ad Infantino quando Gianluigi, all’inizio di quest’anno, era un pochino in involuzione, si era anche infortunato, e la sua famiglia aveva deciso di lasciare le sue due allenatrici argentine (Cinthia Conti e Natalia Grisolia).

    Ripeto, nemmeno io sono del tutto convinto del percorso del ragazzo e della sua programmazione, forse sta giocando troppo e non al livello in cui dovrebbe giocare. Ma non mi sento di dare giudizi definitivi e trancianti come fate voi.

    Mi limito a riportare qualche dato oggettivo.

    Quinzi farà il suo esordio nelle quali future a 14 anni e 9 mesi.

    Murray ha esordito a 15 anni esatti.

    Djokovic a 15 anni e 7 mesi.

    Nadal a 14 anni e mezzo.

    Il punto, è capire se Quinzi è uno di questi o no.

    Evidentemente il suo staff ritiene di si.

    Speriamo.

  37. Barbara

    Si Roberto ma non ci sono arrivati dai G5 e soprattutto non mi risulta che ci fosse tutto questo parlare di loro da quando avevano tre anni.
    .Nessuno mette in dubbio che sia forte, ma anche dall’articolo si evince che debba lavorare su molti aspetti, il che contraddice una precocità tecnica sempre sbandierata, per non parlare del timing altra dote naturale che si rivela tale solo sul rovescio, gli appoggi e naturalmente il fisico e ci mancherebbe altro è alto e sta crescendo.
    Io ho un ragazzino di 13 anni che è circa 1’84 ed è ancora un bambino come lui e so perfettamente quali problemi di equilibrio e mobilità possa creare questo tipo di crescita.
    Dico solo che forse per mantenere quest’idea di precocità a tutti i costi si stanno facendo delle scelte un pò forzate inseguendo i punti, perchè son d’accordo con te che certi tornei possano servire per esperienza ma poi non mi esce un articolo in cui si magnificano le gesta di un ragazzino che a 14 anni ha già vinto tornei under 18 o no? E’ inutile scriverci che sono dei G5 perchè il 90% delle persone sa solo che ha vinto gli ITF:
    Il che è la prova del fatto che è molto forte ma lo sapevamo già, ma il fenomeno si calcola a fine carriera non prima di iniziarla, anche solo per non portargli sfiga, non mi pare che Gasquet abbia fatto una gran riuscita ed a 18 anni ha battuto Federer e forse il problema sta proprio in una eccessiva esposizione mediatica.e nel dover fare sempre i numeri per mantenere le aspettative.

  38. Angeli Pierre

    Certo che Quinzi ha già il record del “maggior numero di tifosi ottimisti” ed anche quello “di maggior numero di gufi”.

    Ma come si fa a pensare che i tornei che ha fatto Quinzi sono più semplici di quelli europei, asiatici o africani? Quinzi ha dovuto confrontarsi con giovani USA, argentini, brasiliani, ecc…. mica con i giovani del Burundi!

    Analizzando i vari tornei di questa settimana io penso che solo il grade3 in Canada sia nettamente superiore a questo ultimo torneo. Gli altri 11 (compreso un grade4) sono di minor qualità considerando le entry list.

  39. Barbara

    Angeli
    notoriamente quelli forti non vanno a fare i G5 e soprattutto ci sono posti nel mondo in cui un G5 equivale ad un G7 che non esite,, questo è risaputo da chiunque, sono proprio quei tornei che consentono di fare esperienza internazionale a quei ragazzini che non sono particolarmente competitivi.
    Lui compete ad un altro livello e quello dovrebbe cercare anche a costo di non vincere un torneo ITFa 14 anni, probabilmente lo farà a 15 o 16.
    Io non gufo, al contrario, e credo non lo facciano nemmeno gli altri, spero tanto che diventi un ottimo giocatore ma preferirei che avvenisse senza tanto clamore per ora, in modo che le scelte non fossero condizionate dalle aspettative, ma ripeto è solo la mia opinione.

  40. Angeli Pierre

    Grazie per la risposta Barbara. Condivido quello che scrivi nella terza, quarta e quinta riga. La penso diversamente per il discorso dei tornei ITF.

    Nel torneo di Curacao partecipano 5 o 6 giocatori che la prossima settimana parteciperanno al grade B1 di Tulsa (USA).

    In questa settimana ci sono dei tornei grade3, grade 4 e grade5 con un’entry list più scadente di quella di Curacao. Solo il grade3 canadese è sicuramente di maggior qualità rispetto al grade5 di Curacao.

    Pensa che nel grade5 svoltosi in Egitto è arrivato in semifinale un ’95 di nome Giuseppe Riccardi che è alla posizione 1354 della classifica.

  41. Mario Polidori

    @Roberto
    io, personalmente, non ce l’ho con Quinzi, nè con chi o con quale scuola sarà un campione o sarà una pippa, dico soltanto, una volta di più e per sempre, che è assolutamente un malcostume parlare tanto di un ragazzino che ancora non ha avuto tempo e modo di convincere sul serio, per motivi non imputabili a nessuno.
    Non dobbiamo nasconderci, questo è il malcostume imperante in Italia che ha sempre prodotto campioni mancati e ragazzini frustrati dal non avere determinate possibilità.
    In un post, nell’ultimo Colpo di Grazia, ho riportato qualcosa sull’importanza di un mental necessario a diventare qualcuno, che in questo modo viene messo ulteriormente sotto pressione ed a durissima prova, non dovremmo farlo, mai.
    Oppure aspettiamo di veder nascere un bambino che abbia la precocità di capire che il mondo è assolutamente una merda e che è meglio che sfrutta tutte le situazioni provvedendo a mandare a quel paese chiunque non si renda conto che lui è ancora un bimbo.
    Se dobbiamo aspettare questo fenomeno mettiamoci l’anima in pace, perché non ne nascono, se, al contrario, vogliamo far bene, diminuiamo le pressioni, gli elogi, le aspettative.
    Per non andare tanto lontano, quando Quinzi era ancora un bimbo stupiva per come aggrediva la palla, adesso dobbiamo lavorare per fargliela aggredire….
    …che vorrà significare? ….che adesso sente la pressione ed è diventato difensivista per paura e per l’impossibilità di gestire la situazione?
    Sembra quasi di sì, ma chiaramente spero di no.
    Cerco di essere costruttivo, non definitivo.

    Angeli
    il meccanismo dei tornei in giro per il mondo è conosciuto da tutti, che Quinzi vada a raccogliere punti per poter entrare nei main draw dei tornei più importanti è una cosa che ha senso, per mille ragioni, tutto il circuito si muove così, i meriti ed i titoloni dovrebbero arrivare alla vittoria di un torneo importante e non prima, tutto qui.
    Credo, e spero, concorderai con me, che in Italia, questo modo di fare, è probabilmente uno dei nostri maggiori difetti, che, secondo me, dovremmo sradicare per vivere serenamente noi e far vivere nel giusto modo il percorso ai nostri atleti.

    Sono d’accordo con Barbara, e trattandosi di mia moglie, faccio molta fatica 🙂

  42. Angeli Pierre

    Il meccanismo dei punti è abbastanza noto. Tuttavia alcuni pensano che Quinzi giri per il mondo a cercare i tornei facili.

    Eppure basta guardare le entry list degli altri tornei per capire che quello che vede in finale Quinzi è forse il più difficile che potesse trovare.

    In Norvegia la finale è tra il n° 810 (che ha già perso con Napolitano, Cammarata e Patracchini) ed il n° 995.

    In Australia la finale è tra il n° 507 ed il 510.

    E c’è di peggio. In un torneo ho letto che in semifinale ci sono ben 3 non classificati.

    Siamo tutti d’accordo che Quinzi dovrebbe giocare tornei più difficili. Ma c’è da guardare cosa c’è in giro.

  43. Barbara

    Angeli
    credo che a prescindere da come lo diciamo siamo tutti d’accordo.
    Il sistema di classifica ITF tiene conto anche dei doppi ed in più non dice in quali tornei hai preso i punti, per cui anche la valutazione del giocatore dal ranking è estremamente difficile, inoltre tanti non se li possono permettere e magari sono fortissimi ma seguono altri percorsi ed arrivano direttamente al professionismo.
    La questione era nata con il primo torneo giocato in Honduras, perchè in quel momento in Europa c’erano tornei più impegnativi ed il livello era sicuramente più alto, in quel torneo ha vinto lasciando se va bene tre games in tutto, allora per fare esperienza forse era meglio fermarsi qui.

  44. Angeli Pierre

    Il primo torneo era sicuramente una semplice “raccolta punti” ma era anche il suo primo vero torneo tra gli under18.
    Poi ha fatto altri 3 grade5 con difficoltà crescente. Quest’ultimo grade5 è più tosto di tanti grade4.
    Comunque è presto per sognare il grande campione. E’ sbagliato sia essere troppo ottimisti che troppo pessimisti. Per ora resto in attesa di sapere quale sarà il suo prossimo torneo under18. Se sarà un altro grade5 ci resterò male anch’io.

  45. Roberto Commentucci

    Allora.

    Come ho già detto, anch’io ho qualche perplessità e più di un dubbio sul suo percorso.

    Però sul discorso che si sente fare tante volte sull’eccessiva pressione mediatica che distrugge le nostre promesse, trasformandole in promesse mancate, sono d’accordo fino ad un certo punto.

    Se vi fate un giro per tutti i blog tennistici, vedrete che ovunque, da un paio di mesi, praticamente si parla solo di Quinzi, su cui fioriscono le leggende più fantasiose.

    Ciò non è affatto anormale o sbagliato, ma al contrario è del tutto normale, del tutto inevitabile.

    Guardiamo in faccia la realtà: per un mucchio di ragioni, la situazione del tennis maschile italiano è profondamente anomala.

    Sono 32 anni che non abbiamo un giocatore in grado di entrare nei primi 10. Dalla partenza del circuito dei master 1000, nessun italiano è mai riuscito a vincerne uno, e il massimo rank ottenuto da un italiano in questi 32 anni è stato arrivare al n. 18: per una settimana, Omar Camporese, per qualche mese, Andrea Gaudenzi.

    Eppure siamo un popolo di 60 milioni di abitanti e siamo la settima potenza industriale del mondo; eppure siamo una forza sportiva anche superiore alla nostra potenza economica e demografica: nella graduatoria all-time delle medaglie olimpiche, siamo in quinta posizione, ex-aequo con l’Inghilterra e davanti alla Francia.

    Quindi, è del tutto inevitabile che il prossimo grande campione maschio di tennis che sarà prodotto da questo paese dovrà sopportare pressioni enormi, che scaturiscono dalle attese messianiche originate da una situazione così anomala.

    Se il talento in questione resterà schiacciato dalle aspettative, vorrà semplicemente dire che lui non era abbastanza solido mentalmente per essere quel grande campione che l’Italia attende, e che la sua famiglia non è riuscita a porre gli opportuni schermi, c’è poco da fare.

    Vi faccio qualche esempio:

    Pensate alla Germania all’inizio degli anni ’80: l’ultimo grande campione tedesco risaliva a quasi mezzo secolo prima, il Barone Von Cramm.

    Per questo, quando si cominciò a parlare di un ragazzino di nome Becker, in Germania impazzirono tutti, ben prima che vincesse Wimbledon. Ma Boris resse la pressione e diventò Becker.

    Lo stesso, più o meno è capitato a Murray, e prima di lui a Henman. Pensate che la stampa e l’ambiente inglese siano meno invadenti di quello italiano?

    Infine: il giovane Djokovic. I serbi sono un popolo fiero, forse il piùnazionalista d’Europa. Il giovane Nole, ragazzino, nel suo paese era un idolo assoluto, ne rappresentava l’ansia di riscatto, dopo la guerra di Milosevic.

    Eppure, anche Nole ce l’ha fatta, con carattere.

    Ecco, se è Quinzi il Messia, lo sapremo anche da come reggerà la pressione che inevitabilmente gli arriverà addosso, a tonnellate.

    Tanto è vero che io, se fossi in lui, aspetterei di avere almeno 16-17 anni prima di iniziare a competere in Italia, perché già mi immagino cosa succederebbe se lui si presentasse l’anno prossimo all’Avvenire o al Bonfiglio

    Se poi la pressione dei media abbia addirittura un peso sulla programmazione di Gianluigi, come ipotizzate voi, io non posso saperlo, ma mi parrebbe francamente assurdo.

  46. Angeli Pierre

    Intanto ha vinto la finale con il punteggio di 6-2 6-0. Giocava contro Leonik, un avversario che l’aveva battuo l’anno scorso.

    Questo testimonia i progressi compiuti da Quinzi in questo ultimo anno.

  47. Freddo

    Si però qui non è che ci si divide tra supporter e gufi, semplicemente e lo dico anche a Roberto i Grade 5 giocati poi in sudamerica sono quello che sono e quindi contano reativamente, l’anno scorso nel under 14 all’Orange Bowl ha fatto terzo turno adesso farà quello under 16 se lo vincerà o farà un buon risultato effettivamente avrà fatto un risultato di valore, io gli lo augurò ma in mancanza di risultati significativi a livello giovanile ha un senso fargli giocare i futures? I campioni che tu citi e ci si potrebbe aggiundere anche Del potro o Harrison erano già molto forti a livello giovanili, Quinzi al momento non è a quei livelli, poi vedremo per me in tutto ciò non c’entra niente la Fit e probabilmente non c’etrerà veramente mai troppo, ne in negativo ne in positivo mi sembra che cq i Quinzi intesi come famiglia fanno un pò come vogliono loro….
    Non ha senso però accusare di essere gufi chi pensa che una simile programmazione e tutta questa pubblicità sia criticabile, mica nessuno qua non si augura di avere un giocatore forte, la preoccupazione più che altro e di non bruciarlo come successo in passato per decine di altri….

  48. Madmax

    Beh è indubbio che da quando è passato nel team di Infantino i miglioramenti sinao stati evidenti

    Per una volta concordo con Roberto (da cui ancora aspetto la risposta sui maestri… 🙂 ) che ripete con quello da me scritto più volte e cioè che un campione è tale proprio perchè a differenza degli altri riece a sopportare pressioni che per altri è fantascienza.. Penso ad Agassi che veniva fatto giocar per soldi già da bambino.. Ed anche il discorso su Gasquet è ridicolo.. Sicuramente non ha raggiunto le mete prefisse ma è stato un top ten, per cui parlare di fallimento mi sembra un po’ esagerato..

    Tra l’altro un esposizione mediatica di questo tipo porterà anche dei vantaggi a livello di sponsorizzazione, per cui è ben comprensibile che ci si muova in quel modo.. Ed anche questo dimostra che non tutti sono disposti a fare fino in fondo quello che serve per arrivare..

    Quello che è assolutamente fondamentale imparare è che tutto può essere utile ma soprattutto tutto può essere inserito in un programma, tutto dipende da cosa ti aspetti o cosa persegui con quella data cosa..

    E’ come se io mi fossi aspettato dalla settimana di Sestola un miglioramento tecnico.. Alessia è andata a Sestola perchè stava sola con le sue amiche una settimana, perchè si confrontava con le più forti e per altri motivi non ultimi alcuni vantaggi che la sua presenza permetterà di ottenere..

    Fermo restando che una settimana non l’ha rovinata di certo ed anzi l’ha sicuramente fatta crescere se non a livello tecnico a livello di consapevolezza, di autostima ed anche a livello morale perchè cmq ha fatto una settimana divertente allenandosii con persone diverse dal solito..

  49. Stefano Grazia

    Freddo, mi sembra sia uscito nei Quarti all’Eddie Herr, non al terzo turno … Forse all’Orange Bowl, non ricordo …
    Secondo me state sbagliando bersaglio: l’unica cosa da dibattere non e’ se fa bene o no a giocare i Grade 5 o l’EH U16 o il Bingo Bongo ma se fra un torneo e l’altro riesce comunque a continuare ad allenarsi e a fare quello che gli serve per continuare a crescere e sviluppare il suo gioco ..O se si ritiene che il suo gioco sia gia’ formato per cui necessita solo di applicarlo in partite d torneo … E comunque come dice Freddo lui (o i suoi genitori)a noi non ci deve mica dei piaceri o dei soldi: fara’/faranno poi quel che gli pare, o no?

  50. diego

    Condivido quello che dice Freddo.
    Mi sembra che le partite che ha giocato e che deve ancora giocare per la sua eta’ siano un po’ troppe.
    I suoi coach sono bravi ma forse sono abituati ad allenare giocatori pro e non ragazzi under ,non so se e’ la stessa cosa.

  51. Madmax

    Ci mancherebbe che uno con il coach privato non riesca a lavorare continuamente sulla parte tecnica e tra l’altro i cambiamenti sul dritto lo confermerebbero..

    Quando un ragazzo lavora per 13/14 settimane all’anno (magari divise in un paio di volte) per il resto deve assolutamente giocare.. Ma come dite che è un bambino che a questa età sta facendo un percorso troppo pesante e vorreste toglierli l’unico momento di divertimento e cioè quando fa dei match che vince facile??

    Tra l’altro trovo molto corretto che qualche volta giochi dei match facili anche a livello tecnico, poichè immagino che oltre alla conquista dei punti in questi incontri verranno perseguiti obbiettivi tecnici che in partite tirate sarebbero obbiettivi mal digeriti e che invece una volta automatizzate potrebbero aumentare il suo arsenale.. Anchè perchè non dimentichiamoci che ha appena cambiato coach e che quindi oltre al dritto la nuova guida tecnica avrà anche dato altre direttive..

  52. Mario Polidori

    @Roberto
    il fatto che sia inevitabile, per noi che operiamo nella comunicazione, e classificato come meccanismo perverso, dovuto alla sovraesposizione ed alla risonanza che sono meccanismi propri dei media.
    E’ vero che se ci troviamo in questa situazione non possiamo pensare di ricreare il piccolo mondo antico, in cui si stava meglio, quando si stava peggio, ma almeno chi può deve usare un senso critico che faccia trovare una mediazione con questo fenomeno, che applicato ad una generazione ancora non pronta, produce effetti devastanti.
    Quello che diciamo sempre è che non la si può accettare come inevitabile, nella speranza di farcela ad arginarla, perché resta il modo meno corretto.
    Le istituzioni servono ancora a qualcosa e spiegare la differenza, da parte loro, che c’è tra quello che la gente “mangia” da un punto di vista mediatico e quello che effettivamente è la realtà, ci restituisce una realtà reale al posto di quella virtuale.
    Essere figli della nuova era, non significa asservirci a ciò che accade, ma filtrarlo, nel miglior modo possibile.
    Se altri, in epoche passate, non avessero fatto questo filtro, anche solo l’invenzione della televisione avrebbe completamente annientato qualsiasi valore.
    Per essere precisi, chi scrive ha 46 anni, si occupa di comunicazione, è un operatore del settore, e non è propriamente un nonnino che non vuole rendersi conto di ciò che accade.
    In questa giungla, dobbiamo formare uomini con il senso critico, non bestie capaci di resistere a qualsiasi sollecitazione.
    Diversamente, accetteremo questo gioco, soltanto perché pensiamo di aver trovato il modo per gestirlo, salvo poi doverci rendere conto che, messo così, non sarà mai nel nostro controllo.
    Se vogliamo accettare questa sfida, allora prepariamoci all’esponenzialità della velocità dei cambiamenti, e prepariamoci anche a scoprire che non saremo mai all’altezza per sconfiggere questo mostro.

    Date un’occhiata a questo video, almeno per sapere quanto io possa condividere l’inevitabilità di cui parlate, ma anche per riflettere su cosa possiamo veramente controllare.
    La conclusione, dovrebbe essere che, per quanto possiamo provare, non è questa la strada percorribile.
    Poi per carità, io sono quello che si spacca la testa nei dubbi, e questo non significa che io sia nel giusto.

    http://www.youtube.com/watch?v=BrRdyOz0qvY

  53. Freddo

    Stefano infatti io ho scritto che ha fatto terzo turno al Orange Bowl under 14. Non me lo ricordavo certo a memoria. La programmazione dei tornei è un’aspetto importante come la preparazione almeno tra i giovani…Certo che i genitori faranno come consideranno, anzi su questo sono contento nel senso che sono autonomi dalla federazione da questo punto di vista e mi sembra una giusta responsabilizzazione per tutti….
    Il motivo per cui ha giocato grade 5 da quello che ho letto di alcune intervista di Medica e con ha la classifica per giocare grade 1 o 2 quindi trovo siano scelte logiche e su i futures e sul numero delle partite che ho alcuni dubbi, oltre ad un pò troppa esaltazione (non sua e del suo staff, pe carità) da parte di tanti su risultati cq poco attendibili. Detto ciò non ho il verbo, ho detto la mia come chiunque altro, sono un pò preoocupato in generale ormai per me è una forma di reazione istintiva quando si esaltano precocemente da noi i giovani, trovo che bisogna dargli il tempo di crescere e fare le loro esperienze, perchè la strada è lunga. Poi è vero che devono essere capaci di gestire la pressione ma bisogna anche fare le scelte giuste, pensare che possano arrivare anche se si fanno solo cazzate (scusate il termine un pò forte) nella gestione e nella crescita è una cosa un pò assurda. Federer e Nadal sono fenomeni per dire ma di certo chi li ha gestiti nella crescita, le ha anche azzeccate tutte o quasi e questo fa la differenza.

  54. Freddo

    Preciso che le ultime righe sono più un discorso generale che riferite alla gestione di Quinzi che cq è migliore di tanti giovani cresciuti per esempio nei centri federali ed obbligati a fare tornei junior o a non confrontarsi con i migliori.

  55. Roberto Commentucci

    Mario: ma si, certo che bisogna comportarsi in modo responsabile.

    Io per quanto posso ci sto provando, sto cercando di mantenere un profilo basso, su Quinzi, so benissimo che nei futures con un giocatore che ha classifica mondiale può fare forse 3 games in tutto…

    Ma sai benissimo come vanno queste cose. Come cantava Battisti: “come può uno scoglio… …arginare il mare?”

    Io posso anche essere responsabile, ma tutto il resto del sistema dei media non potrà che rivolgergli un’attenzione morbosa.

    Guarda cosa è successo due giorni fa a quella poveretta di madre, in diretta tv su Chi l’ha visto…”.

    Figurati se ci si faranno scrupoli a parlare di un 15enne presunto futuro top 10 nel tennis.

    Anch’io, a tratti,provo lo stesso timore di Freddo. Ci siamo esaltati tante volte, per poi restare delusi.

    Però, stavolta qualcosa mi dice che, come scrivevo qualche tempo fa: “con te sarà diverso…” 🙂

    Max: devi scusarmi ma ho perso un pò il filo:su cosa devo risponderti a proposito di maestri?

  56. Daniele

    Ho scoperto che ci sono tantissimi istruttori internazionali qui su questo sito. Non capisco come mai però siete disoccupati.
    Lasciate fare i veri PROFESSIONISTI.

    Per altro il 95% non l’ha mai nemmeno visto giocare e non conosce nemmeno il suo curriculum visto che qualcuno sostiene che GQ non ha avuto una grande carrriera giovanile quando sostanzialmente ha vinto tutto.

    Se ci si attacca al fatto che non ha vinto l’Eddie Herr l’anno scorso, mi vien da ridere 1. perchè se si giudica un giovane da un torneo è ridicolo 2. perchè giocaava con i TOP DEL MONDO DI UN ANNO PIU’ GRANDI e tra 14 e 13 anni è una bella differenza. 3. perchè non era nemmeno a posto fisicamente all’orange bowl

    Io vi invito a vedere il suo percorso quest’anno quando ha dominato da primavera in avanti e non perde da una vita e anche Nadal perde da Garcia-Lopez…………………………………………………………………..

    Già sono sicuro il massacro a cui si assisterà quando nei tre futures molto ma mollto difficilmente vincerà una partita nel main draw…

    () Ricordo che tutti i campioni di oggi il primo futures l’hanno vinto nell’anno dei 16 e il primo challenger in quello dei 17, e mancano rispettivamente 2 e 3 anni e che nell’annata attuale mi pare che solo un 17enne ha vinto un future

  57. Roberto Commentucci

    Credo che Daniele abbia le sue ragioni,ragazzi.

    Quinzi a livello giovanile ha vinto come mai nessun italiano prima di lui:

    Il Little Mo under 10 a 9 anni, il Super 12 di Auray a 12 e i campionati europei a 14.

    E’ vero che conta poco, però, dai, un pò conta, su.

    Ed è vero anche che l’anno scorso era molto acciaccato all’Eddie Herr. Tra l’altro, ha perso contro Joseph Di Giulio che è uno dei migliori ragazzini USA della classe ’95.

    Intanto nel master finale Tennis Europe Nike, Filippo Baldi ha perso in semifinale con l’inglesino Josh Sapwell, uno che a me piace moltissimo, e che credo sia stato l’ultimo coetaneo a battere Quinzi, alcuni mesi fa nella Summer Cup. Da allora, GQ non ha più perso.

    Comunque un buon piazzamento per Baldi, che a me convince parecchio, western di diritto o no.

  58. Mario Polidori

    @Roberto
    perfettamente d’accordo, e comunque non dicevo a te personalmente, so come la pensi.
    Lo scoglio non può arginare il mare, purtroppo o per fortuna, l’importante è che il ragazzo abbia la giusta misura dello scoglio e la giusta misura del mare, questo lo dobbiamo sempre a tutti, così si corazzano.

    @Daniele
    ad ogni buon conto e per quanto mi riguarda, non mi sogno neanche minimamente di giudicare Quinzi, ci mancherebbe, mi riservo di farlo tra tre anni almeno.
    Mi sono scagliato contro il battage mediatico, proprio per difenderlo come ragazzo, prima ancora che come atleta, e contro alcune speculazioni che si fanno sui racconti della sua carriera che non fanno che recargli danno, almeno se formulati in questo modo.
    Contestavo un malcostume tipicamente italiano, che ci ha consegnato al nulla negli ultimi trent’anni.

  59. Freddo

    Daniele permetti di dirti che già da quello che scrivi nelle prime righe dimostri che sei intervenuto solo per fare il saputello facendo finta di non capire quello che gli altri scrivono. Quinzi ha un buon curriculum a livello di under 12 permettimi che c’è una bella differenza tra questo e giocare futures, così come Roberto involontariamente enfatizzando i suoi risultati ha fatto notare…. se questo significa avere grandi risultati a livello giovanili al punto da dire che ha vinto tutto mi sa che deve rivedere i tuoi parametri, l’anno scorso Quinzi a livello di Orange Bowl under 14 che è l’unico parametro veramente attendibile faceva terzo turno.
    Quindi facciamo così evita di fare il fico, scendi a livello di noi comuni mortali, e guarda le cose in maniera obbiettiva. Robè poi viva la coerenza, fino a pochi mesi fa dicevi che aveva grossi problemi di dritto e chi sa se arrivava da qualche parte e poi adesso scrivi come se eventualmente l’anno scorso se stava meglio fisicamente avrebbe vinto l’Orange Bowl…il che sinceramente mi sembra eccessivo e se invece adesso perderà al Orange Bowl magari al primo turno dirai di nuovo che ha problemi di dritto??
    Per favore non vi rendete conto che bisogna avere un pò di equilibrio e che se questo fosse spagnolo a casa sua non ne parlerebbe nessuno? Lasciamo lavorare e crescere con calma….
    La strada non è lunga ma quasi infinita solo per arrivare nei primi 100 figuratevi per essere nuovi campioni se ne sta proprio parlando a sproposito per me…

  60. Roberto Commentucci

    Freddo, però adesso non prendere subito fuoco come un cerino, dai. Se no sembra che sei tu che stai facendo il saputello, consentimi. Quinzi resta un quattordicenne. Ad essere precisi ha un curriculum eccezionale fino a livello under 14, non fino a livello under 12. Quest’anno oltre ad aver vinto i campionati europei u14 ha praticamente dominato la stagione con una striscia lunghissima di vittorie consecutive.

    I campionati europei u14 poi non sono un torneo da due soldi, sono stati spesso vinti negli ultimi 10 anni da gente che ha avuto ottime carriere pro.

    Il fatto che tra un G5 nei Caraibi e un future ci sia un abisso tecnico è del tutto evidente e l’ho scritto anch’io, primo fra tutti, nel commento numero 2. 🙂 E’ chiaro che nemmeno loro si aspettano di prendere punti: credo vadano là per una prima presa di contatto con il mondo pro, dopo tanti match facili.

    L’anno scorso ha giocato Eddie Herr e Orange Bowl under 14 con quelli più grandi di lui di un anno, quindi ci sta che abbia fatto terzo turno,

    E poi perché mi accusi di incoerenza? Dove avrei scritto che se non stava bene avrebbe vinto l’Orange Bowl? Io ho solo scritto che ero al corrente anch’io di problemi fisici che lui ha avuto in quel periodo e che poi si è portato anche nella Winter Cup. E’ chiaro che dopo aver visto i progressi sul diritto e i risultati fra gli under 14, nonché anche il risultato di ieri (con quel Leonik che ha dominato a Curacao 62 60 l’anno scorso aveva perso in tre set lottati…) sono più ottimista di quanto lo fossi qualche mese fa.

    Mi pare del tutto razionale no?

    Quanto al fatto che in Spagna non ne parlerebbe nessuno non sono d’accordo: anche da loro si parla tantissimo di Boluda, che ha avuto risultati inferiori a Quinzi. E poi in Spagna hanno vinto una carrettata di Slam, è del tutto evidente che siano più sazi.

    Quel che fa la differenza fra i due ambienti, infatti, è la disponibilità di tanta gente che è arrivata al vertice, e che conosce la strada da fare, soprattutto come approccio e atteggiamento, e che è prodiga di buoni consigli e di esempio nei confronti dei giovani.
    Da noi, dopo 30 anni di batoste, la strada che porta fra i top 10 non la conosce nessuno, salvo Piatti, che però non intende, per ora, mettersi a segure un giovane.

  61. Freddo

    Io me lo ricordo quando dicevi che temevi che causa il dritto non sarebbe mai diventato forte…te no e va beh….di certo non lo vado a cercare da altre parti perchè non me ne frega più di tanto ma tanto chi lo ricorda, lo sa….
    Con il saputello non mi riferivo a te ma a Daniele con le sue prime righe…poi io non prendo fuoco, io contesto se qualcosa non mi torna, l’ho fatto sempre continuerò a farlo…
    Su i risultati scusami confermo che ha un buon curriculum under 12 poi per molto tempo non ha giocato e adesso ha vinto il titolo europeo under 14…ok promettente ma siamo lontani da dire che ha vinto tutto a livello junior….ripeto vediamolo a tornei di un certo livello tipo l’ Orange Bowl poi diamo un giudizio…
    Avete così fretta di trovare un campione che siamo arrivati a delle cose assurde che non si può manco dire che è presto, regolatevi un’attimo.
    In Spagna parlano di tennis in geerale è diverso mica fanno non so quanti articoli dicendo che hanno trovato un campione perchè hanno un buon under 12 o 14, loro hanno Nadal ed hanno un’approccio al tennis molto meno schizofrenico del nostro.
    Non capisco perchè per dimostrare le tue teorie devi forzare situazioni completamente.

  62. Daniele

    Freddo rispetto il tuo pensiero ma secondo me sei nettamente fuori pista.

    Dire che ha un buon curriculum u12 è una sciocchezza. Ha sostanzialmente vinto tutto. U14 è campione europeo, manca EH e OB ma, se poi li giocherà veramente, l’anno scorso giocava contro gente più grande di un anno e tra 13 e 14 la differenza è notevole.
    Ha vinto 4 itf u18 g5 di fila e chi in europa l’anno scorso dominava l’u14, Milojevic, nei g5 faticava e il nostro (ma non tuo visto il voi utilizzato) domina.

    A me poi che vinca adesso interessa poco; a me interessa che a 17-18 abbia tutto il reportorio tecnico completo perchè la testa per il gioco è a posto e vista la difficilissima vita che fa, anche.

    Poi tanto tu sei della schiera di quelli che non aspettano altro che falliscano…ormai vi conosco. Trovereste difetti persino ad un computer pensando che “non ha la testa”. Questo comportamento con un ragazzo giovane è allucinante.

    Noi sosteniamo e ci crediamo, VOI GUFATE pure. Però tra 5-6 anni non salite sul carro….Io ci rimarrò anche se diventerà un giocatore da challenger…

    Saluti dal saputello, che poi mi pare che tu sia il vero saputello, visto che la sentenza di morte l’ha già pronunciata.

  63. Stefano Grazia

    Tanto poi l’EH lo gioca da U16 e quindi continuerete a beccarvi … Comunque si, Daniele, tu e Roberto avete ragione ma Freddo e Mario contestavano i Media, non il ragazzo, su dai, questo era evidente … E guardate che i Genitori sono sempre molto sobri e cauti almeno in pubblico, con media amici e conoscenti … Non vanno certo a fare proclami a destra e a sinistra …

  64. Roberto Commentucci

    Ma scusa, certo che temevo che causa il diritto non sarebbe mai diventato forte.

    Era la situazione reale circa 10 mesi fa. Ma a questa età 10 mesi sono tanti, le cose cambiano, e io sono contento di prendere atto che il suo gioco è migliorato. Un paio di mesi fa Leonardo Baldi, padre di Filippo, mi diceva che i migliori under 14 europei (i vari Sapwell, Biro, Halys, Gresk e compagnia) non sapevano più come affrontare GQ perché mentre prima se gli evitavano il rovescio riuscivano a fare match, ora lui riesce a produrre vincenti da ambo i lati.

    Come fa un 14enne ad avere vinto tutto a livello junior? Chi lo dice? Io dico solo che è un 14enne che ha un curriculum finora eccezionale, tutto qua.

    E sono consapevleche la strada è ancora lunghissima.

    E’ chiaro che tutti aspettano ansiosamente un campione, ma io non mi pare che mi sono messo a scrivere pezzi su pezzi su Quinzi: ne ho scritto uno solo, su lui e su Baldi, in occasione della vittoria agli Europei in cui furono vincitore e finalista. E sono il primo a buttare acqua sul fuoco.

    ti riporto quanto ho scritto un paio di giorni fa sul forum tennisteen, in cui alcni utenti già parlavano di GQ competitivo a livello di Slam junior:

    Certo che siete davvero commoventi nella vostra ingenuità…

    Tra gli avversari che ha incontrato Quinzi nei caraibi e i più forti under 18 del mondo (i vari Vesely, Fernandez, Kubler, Thiem, etc.) c’è un abisso.

    Quinzi non vale affatto la categoria under 18 ad alto livello. Ha fatto quei tornei solo per provare a fare i punti necessari per entrare nei tornei grossi l’anno prosssimo e per allenarsi in vista dell’Orange Bowl e dell’eddie Herr, che sono il vero obiettivo agonistico della stagione.

    Io mi accontenterei se vincesse l’Orange Bowl under 14, che ha un albo d’oro molto prestigioso.

    Quanto ai futures che farà si tratta di una prima presa di contatto… Io sarei moolto meravigliato se battesse anche un solo tennista con classifica Atp.

    Dovete tutti quanti tornare con i piedi per terra.

    Però, pur con i miei dubbi (chi non li ha?) mi sento di dare fiducia allo staff che lo segue ed evito di farmi profeta di sventure, invece sinceramente questo atteggiamento alla Bartali del “l’ è tuto sbagliato, l’è tutto da rifare” magari per poter poi dire, con una punta di autocompiacimento “l’avevo detto io…” personalmente mi dà un pochino fastidio.

    E poi io non forzo nessuna situazione, perché ti ripeto, guarda quanto parlano di Boluda in Spagna. Poi,in generale, sono il primo a riconoscere la qualità superore della cultura sportiva nell’ambiente tennistico spagnolo, tanto è vero che ho anche cercato di darne una spiegazione.

  65. Freddo

    Ma non è nemmeno questo Stefano, ma a me sembra che si ricreano gli stessi meccanismi ogni volta, ci si esalta per poco e si pensa già che si è arrivati…niente di più sbagliato…qui tutti si augurano che Quinzi faccia una bella carriera ma non ci si può esaltare per così poco dai…
    Abbiamo avuto gente con risultati molto migliori di Quinzi che si sono persi nel nulla per l’ansia di aver trovato il campione, il problema non è solo avere del potenziale ma poi farlo crescere nella maniera giusta, questo non si vuol capire e la strada più giusta sembra quella di esaltarsi per forza e se nonti esalti sei un gufo….è ridicolo dai…
    Guardate che per me è solo una questione di modalità di crescita intesa comestep da fare non se Quinzi sia forte o meno…è inutile fare questo discorso adesso…il discorso dovrebbe essere visti i suoi risutati sta facendo le giuste scelte? Il resto proprio non ha senso ma perchè siamo anni luce dal risultato…
    Se si ragionava così per Gaio per dire il primo nome a caso magari non si perdevano due anni come è successo….si parla di campioni, fenomeni etc senza rendersi conto che invece siamo solo all’inizio…c’è una sproporzione enorme tra aspettative e risultato finale….mica perchè non si può ottenere ma perchè la strada e lunghissima…
    Pensate un’attimo se prendessimo un bambino di 14 anni che tra gi allievi segna tantissimo e dicessimo questo è il nuovo Maradona…solo perchè segna negli allievi o perchè fa quache gol in eccellenza? non avrebbe senso no….

  66. Freddo

    Robè ancora? Però non ti fissare…

    Io non ho detto che è tutto sbagliato assolutamente; ho detto che è un bene che i genitori siano indipedenti; ho detto che ha fatto bene a giocare i grade 5 per avere a classifica per giocare i grade 1 o 2. Penso invece che sia presto fargli fare i futures e che per dare un giudizio di maggior sostanza di aspettare prove più probanti anche sul suo potenziale e che forse sta giocandoun pò troppo. Non condivido poi l’esaltazione che non aiuta, l’entusiasmo si ma bisogna anche rendersi conto dei veri parametri di questo sport e questo era per tutti quelli come Daniele, per i media per i siti, etc perchè se non si capisce che ci sono molti step da seguire e la strada e lunga si fanno solo danni….

    Qui si fanno gi stessi discorsi che sento in tv per altre cose se si è contro la guerra si è contro la patria anzi si è sciacalli anzi si è contro la pace, perchè poi ti spiegano loro quale è la soluzione per la pace, bisogna che i nostri aerei possano tirare le bombe….mah…. 🙂 🙂

  67. Stefano Grazia

    Cambiando relativamente discorso o meglio punto di vista: Voi che ve lo ricordate, con Fognini si dicevano le stesse cose di Quinzi o si era piu’ contenuti? O lui fu meno precoce?

  68. Mario Polidori

    Scusate, ma cosa c’è di sbagliato in quello che dice Freddo?
    Cosa c’è di sbagliato nel dire che è sbagliato questo modo di fare,
    quando chiunque abbia frequentato il tennis negli ultimi trent’anni sa perfettamente che commettiamo sempre lo stesso errore?
    Dai su, si tratta della nostra nemesi, ci appartiene 🙂

  69. Freddo

    Stefano intanto Fognini era molto meno forte di Quinzi a livello under 12 ed under 14 al punto che in Italia ne aveva 4 o 5 più forti di lui. Li è scelto un percorso graduale a 15 anni iniziò a giocare qualcosa a livello satellite e futures un pò come fanno tutti vicino a casa, a mia memoria a 15 anni vinse anche qualche buona partita. Diciamo che nel caso di Quinzi avrei aspettato un’anno in più o qualche risultato in più a livello junior.

  70. Nikolik

    Ma insomma!
    Io sono un tifoso!
    Un tifoso e basta!
    Io voglio esaltarmi!
    Ma perchè dovrei, come dice Roberto, “mantenere un profilo basso” su Quinzi?
    Ma nemmeno per sogno, sono un tifoso, io!
    Non sono mica un filosofo! Io sono un tifoso e basta, ho tutto il diritto di esaltarmi!

    Noi tifosi gli facciamo pressione?
    Ma certo! E allora? Che problema è?
    Certo che gli facciamo pressione, è il nostro dovere di tifosi!

    Forza Quinzi, forza Campione, noi siamo con te!

    Viva l’Italia! Viva Quinzi!
    Viva l’Argentina!

    Infantino, allena bene questo nostro ragazzo!
    Badaci bene!
    Anche perché se non vincerà, sarà colpa tua, con i soldi che ti diamo, tutti quanti…
    Infantino! Allenalo bene, con la fama e il prestigio che hai!
    Chi meglio di te, Infantino e del tuo alter ego Medica?
    Faccelo diventare un campione, non ti coprerire, con i soldi che ti diamo…
    Prenditi le tue responsabilità, Infantino!

  71. Madmax

    Come mi dicevano quei due imbecilli che citavo dall’altra parte e che di tennis capisocno poco 🙂 il tennis è cambiato e non è più possibile con il classico percorso di una volta creare dei giocatori di alto livello (ed io sono anche d’accordo che non è giusto, ma questi sono i fatti), per cui le chances saranno tutte riposte in ragazzi cne Quinzi che hanno fatto un certo tipo di percorso e cioè tanto tannis, tante esperienze e via dicendo.. Dopo di che personalmente credo che non sia necessario girare il mondo in lungo ed in largo per fare esperienza ma se può perchè no… E’ altresì evidente che in un paese come il nostro, con un percorso del genere e dopo molte vittorie ci sia questo interesse morboso, ma sarà ancora peggio quando e se (speriamo di no) arriveranno i momenti difficili.. Però ripeto se è un campione vero i momenti difficili saranno pochi e li supererà perciò… Certamente i genitori e le persone che gli stanno vicino dovranno essere bravi a schermare e a tenerlo focalizzato sui veri obbiettivi da raggiungere e credo che il passare molto tempo negli States ed il giocare spesso lontano dall’Italia sia già un buon inizio in quella direzione..

  72. Lucabigon

    Dire che ancora Quinzi non ha fatto nulla a me sembra francamente una mezza sciocchezza. Ma a 14 anni e 8 mesi cosa si pretende? Che vinca già i G1? Mi elencate chi ce l’ha fatta? Finora ha ottenuto ottimi risultati in rapporto all’età il che non equivale a nessuna garanzia per il futuro ma da qui a dire che non ha ottenuto risultati ce ne corre…poi adesso che ha la classifica per giocare i tornei migliori si vedrà davvero quanto vale ATTUALMENTE…
    Quanti ’96 hanno un curriculum migliore del suo a livello ITF…? Solo Bisht.

  73. Roberto Commentucci

    Stefano, Freddo ha ragione su Fognini, all’età di Quinzi non era certo così famoso.

    Fabio è stato in particolare molto forte fra i 17 e i 18 anni: a 17 anni aveva già vinto un paio di futures ed era il più avanti in classifica fra tutti gli ’87, più avanti di Djoko e di Murray.

    Poi fra i 18 e i 20 le cose cambiarono e gli altri lo superarono: lui faceva fatica a livello challenger (era un pò troppo leggero), gli altri, che erano anche più grossi e più forti fisicamente, misero il turbo.

    Comunque Fognini è entrato nei 100 a fine 2007, a 20 anni e pochi mesi, ed è stato il più giovane italiano a riuscirci dai tempi di Gaudenzi.

    Purtroppo nei 3 anni successivi è progredito un pò meno di quanto ci si poteva legittimamente aspettare.

  74. Mario Polidori

    E’ incredibile il meccanismo dei blog.
    Forse qualche post mi è sfuggito, ma chi ha detto che Quinzi non ha vinto niente e che non ha fatto nulla di importante?
    Si è cercato, almeno mi è sembrato, di salvaguardarlo dalla sovraesposizione e dalle speculazioni.
    Dati alla mano nessuno ha mai fatto meglio, innegabile.

  75. Lucabigon

    Ma come mai nessuno si scandalizzò così tanto quando a 15 anni e 3 mesi Miccini giocò le quali in 3 futures in Messico passandole in uno dei tre tornei? In fondo non è che avesse ottenuto chissà quali risultati nei tornei di fascia alta (si era qualificato per l’US Open perdendo poi al primo turno) e aveva solo pochi mesi in più del Quinzi attuale…

  76. TCC'75

    L’unico augurio che mi sento di fare a Quinzi è quello di non cascare nel trappolone di fare il mito di provincia. Gli auguro una carriera costruita fuori dai confini nazionali, via da questi pseudo-tifosi che lo vogliono solo cavalcare per fargli giocare 3 incontri memorabili in coppa Davis e poi fregarsene se non vince (o addirittura non gioca) negli altri tornei.

    Già stiamo a parlar male di Bolletieri. Eh, certo. Noi italians ce lo possiamo permettere. Ci permettiamo di criticare la programmazione, i metodi e addirittura i secondi (ma de che?) fini. Bollettieri lo fa per soldi e chi va da lui lo sa prima.

    Gianluigi non tornare mai. Di a papà di cancellare il numero di Binaghi dalla rubrica. E non rispondere al telefono quando vedi il prefisso +39.

  77. Mario Polidori

    @Lucabigon
    Miccini è stato schiacciato, Quinzi vorremmo salvarlo.
    Al di là dei risultati che sono capaci di fare i nostri atleti, il battage che se ne fa dei loro risultati fa scattare il trappolone di mito di provincia che dice TCC’75.
    Abbiamo un Bolelli, che probabilmente è il talento più cristallino dopo Panatta, che l’Italia abbia mai avuto, e guarda cosa ne è stato.
    Come dicevo, si tratta della nostra nemesi.

  78. pasanen84

    Ma dov’è sto talento di bolelli che non riesce “neanche” a rientrare nei 100?..sarà

  79. king of swing

    quello che un pò mi lascia perplesso…è che il colpo migliore di Verdasco è proprio il dritto…che invece è il colpo sul quale Quinzi sta ancora lavorando…

    cosa intendeva Medica…che potenzialmente ha un dritto come quello di Verdasco ma un rovescio superiore a quello dello spagnolo ?

    oppure che Quinzi assomiglia a un Verdasco però più forte col rovescio…che col dritto?

  80. Lucabigon

    @Mario Polidori: dai, non scherziamo. Miccini non ha sfondato perchè ha avuto problemi di natura fisica oltre che per motivazioni tecniche. Giocava bene a 15 anni perchè era fisicamente sviluppato, poi non è cresciuto più. Non penso che ci siano state motivazioni psicologiche alla base del suo insuccesso. Nè tantomeno che possa aver influito l’avergli fatto giocare qualche future a 15 anni. E poi perchè certe “disavventure” dovrebbero capitare proprio ai tennisti italiani? Quelli precoci e promettenti delle altre nazionalità possono giocarli i tornei da giovanissimi e i nostri no?
    non ci credo a tutto ciò. Se uno è forte ( e per forte si intende ovviamente anche la capacità di fare fronti alle inevitabili pressioni) sfonda. Punto.

  81. Madmax

    Beh diventare forti nel tennis moderno acendo il dritto più debole del rovescio è alquanto difficile e più avanti andremo e sempre più difficile sarà..

  82. Freddo

    @luca Bigon

    A proposito sei il ds del Napoli? Se lo sei ma chi te l’ha fatto fare di prendere Cribari… 🙂

    A parte gli scherzi l’ultima frase rappresenta il nostro errore da sempre la convinzione che “Se uno è forte ( e per forte si intende ovviamente anche la capacità di fare fronti alle inevitabili pressioni) sfonda. Punto”. Non è così se hai il potenziale ma fai solo cazzate, non migliori e dopo un pò sei più scarso degli altri. Le scelte determinano il giocatore quanto il potenziale se no Montanes e Ferrer per dirne due avrebbero fatto i raccattapalle invece dei giocatori…..

  83. Lucabigon

    Ahahahah, Freddo: Bigon è solo un nickname con cui mi chiamavano da piccolo perchè dicevano che assomigliavo all’ex allenatore del Napoli.
    Forte è inteso in un’accezione molto ampia non di certo come pura e semplice capacità di giocare a tennis o di avere un gran fisico. Ferrer e Montanes hanno altre qualità tali che li fanno sopperire a certe mancanze di natura fisica o tecnica.
    Insomma il succo è che per non sarà certo questa breve parentesi nei futures a mettere a repentaglio il futuro di Quinzi.
    A Gennaio si tufferà nel circuito junior avendo la possibilità (grazie a questo poker di successi nei tanto bistrattati ancorchè poco comeptitivi G5) di giocare per tutto l’anno i migliori (o quasi) tornei under 18.

  84. pier-Rafa

    finalmente ho trovato un sito con commenti di livello e non le solite lamentele..ma x’ gioca ai caraibi..ma x’ nn studia..ecc…
    felice di avervi trovato e forza GQ 🙂

  85. bob

    sono curioso di sapere di piu’ di Micccini. Mi sembra di capire che andara’ alla U of Az….ha rinunciato al tennis professionistico o solo posticipato (alla Isner o Devvarman)?

  86. TXC

    penso che pier.Rafa sia marchigiano 😉 😉 (per gioca’ per studia’ …)
    e supertifoso di Gianluigi

    benvenuto !

  87. Alessandro Nizegorodcew

    @pier-Rafa
    Molto contento del tuo commento, fa davvero piacere. Benvenuto!

  88. Mario Polidori

    @lucabigon
    di Miccini ti sei perso il mental dimostrato all’ultimo torneo in cui ha avuto la wild card….
    Poi per carità, siamo liberi di continuare a farci del male, non sarebbe niente di strano.
    Lo ripeto, è la nostra nemesi, ci siamo affezionati, Dio ce l’ha data e guai a chi ce la toglie.
    In tutti casi, e poi chiudo l’argomento, parlo per me chiaramente, quello che dovrebbe passare è che nel modo della comunicazione i media ti mettono sotto pressa, ma che lo faccia anche la Federazione è, per usare un parolone forse, assolutamente grave.
    Il giornale urla e la Federazione smorza, allora ok, ma se il giornale urla e la Federazione pure, allora significa che ognuno dei due ha da vendere qualcosa.
    Ed io, nel mio piccolo, mi dispiaccio.

  89. Lucabigon

    @Mario Polidori: sarei curioso di saperne di più dell’episodio a cui accennavi. Ma comunque vorrei capire qual è in definitiva il messaggio che si vuole far passare qui. C’è troppa grancassa mediatica e federale dietro Quinzi? Ma ragazzi tutto ciò è piuttosto normale e (ahimè) inevitabile a ben guardare la situazione del tennis italiano dal dopo Panatta. Chiunque voglia diventare un campione o un ottimo giocatore e abbia la “sventura” di possedere un passaporto italico dovrà farsene una ragione.

  90. Roberto Commentucci

    Hai le tue ragioni Mario, in linea di principio.

    Io mi sento anche in parte coinvolto personalmente, dal momento che la mia rubrica mensile sulla rivista cartacea Supertennis si chiama “largo ai giovani” e che ogni mese faccio il profilo di un nostro ragazzo promettente.

    La trovi qua, ho iniziato a gennaio 2009:

    http://www.federtennis.it/Magazine.asp

    Se leggi i pezzi, tuttavia, ammetterai che non ho mai fatto articoli trionfalistici, ma anzi ho sempre cercato, sobriamente, di raccontare i ragazzi mettendone in evidenza qualità e limiti, in un’ottica costruttiva.

    Su Miccini non sono d’accordo con te sulle presunte urla federali, e scusa se insisto perché è una vicenda che ho seguito parecchio da vicino.

    Giacomo ha giocato bene, senza problemi fisici fino al gennaio 2008, quando era n. 20 ITF. Poi il problema all’anca (anzi, la malformazione congenita alla testa del femore, che gli grattava la cartilagine dell’anca) ha iniziato a dargli fastidio: problemi posturali, che portavano a continui infortuni muscolari. Giacomo arrivò in Italia, dove tutti lo aspettavano, a corto di allenamento e mezzo infortunato. Passò un turno a Santa Croce, poi andò a giocare il Bonfiglio, dove tutti lo aspettavano con morbosa curiosità. E là, al secondo turno, fra ansia da prestazione, condizione insufficiente, problemi fisici e un arbitro disastroso, succede il fattaccio, con lui che passa i limiti risponde male all’arbitro e viene squalificato.

    Da lì in poi, la stagione diventa un calvario, finché finalmente si scopre che i problemi fisici derivavano dall’anca e Giacomo va sotto i ferri. Non riuscirà più a tornare ai livelli di quel gennaio 2008.

    Ma in questo sinceramente io ci vedo molta sfortuna, più che altro, e poco il “peccato originale” di cui parli tu, Carlo.

    Da questa triste storia si deduce che forse Quinzi farebbe meglio, il prossimo anno, ad evitare i trappoloni mediatici e di aspettative dei tornei juniores italiani, che potrebbe sempre affrontare, anziché a 15, a 16 anni, quando avrà le spalle più larghe e un carattere più formato.

    Se poi a 16 anni, come tutti ci auguriamo, sarà già competitivo a livello future, tanto meglio…

  91. Mario Polidori

    @Roberto
    figurati se mi riferivo a te come trionfalista, ci mancherebbe, lo sai cosa penso del tuo operato.
    Per Miccini, parlavo del Bonfiglio, e della brutta scena che c’è stata,ed in questo senso, tolto il problema fisico, ubi maior, il resto di una giovane carriera sugli scudi può produrre danni che si inanellano.
    Ma il mio pensiero è un monito in generale, perché in tanti anni ho visto più pressioni far crollare che pressati farla franca, per cui non voglio spaccare il capello, e qualcos’altro :-), come spesso tanti fanno, perché si tratta dii concetti più che di dati, e concetti che sono anche noti a tutti gli addetti ai lavori, che siano appassionati o esperti.
    Come quando Volandri ha battuto Federer a Roma, che se n’è parlato in toni grotteschi, sono certo che lo stesso Volandri, da bravo giocatore e persona che è fosse in imbarazzo.
    Io però, mi dimentico sempre che per il pubblico esterno diventano importanti queste cose e soprattutto per il movimento, ed in questo sbaglio.
    Ma le posizioni da cui si guarda a queste cose, sono sempre due ed ognuna delle due ha le sue ragioni, e farle entrare in diatriba concede a tutt’e due di arricchirsi.
    Averle dentro tutt’e due è il mio problema, io capisco una parte e capisco anche l’altra 🙂 , per questo resto sempre sui concetti, per riflettere, come uno specchio.

  92. circolo in regola

    Nessuno mi pare aver fatto la più (forse solo per me) ovvia delle considerazioni: continuiamo a massacrare mediaticamente questi teen ager solo ed esclusivamente perchè non abbiamo uno straccio di soddisfazione a livello di tennis top maschile. Credo non esiste al mondo un paese nel quale il 90% degli appassionati di tennis conosca e segua le gesta di un monello tredicenne (Quinzi è da quando ha nove anni che è sulla bocca di tutti). Sembriamo in attesa del messia! Per carità, non è una critica a chi li intervista, o ne descrive i progressi (anzi poverini loro penso siano colmi di inviadia versi i colleghi iberici, che intervistano e parlano da anni con i primi del mondo!!!).
    La mia vuole essere solo una puntigliosa presa di coscenza del fatto che da ogni singola cosa si torna al problema dei problemi: il nostro sistema è scarso e non produce talenti, e si manifesta sempre in maniera patologica, estrema. A mio avviso strategicamente stiamo sbagliando strada: la Fit ha scelto la strategia della Federazione forte, interventista, omnipresente, io proporrei una alternativa opposta: una federazione leggera, che si occupi al massimo livello della promozione dello sport a livello di marketing e di eventi, molto meno presente dal punto di vista tecnico e che finalmente abbandoni la pretesa del monopolio didattico.

  93. circolo in regola

    Ps: gli italiani e l’Asia. Ma erano cari i voli, o hanno fatto sciopero i controllori di volo? Ahhhh ho capito i nostri ci tengono ai diritti civili in Cina ed hanno fatto obiezione di coscienza!!!

  94. TCC'75

    No caro circolo in regola, non hai capito allora!
    Il fatto è che Starace era stanco, visti gli impegni in Davis, Fognini ha già fatto il suo per questa vita battendo Verdasco a Wimbledon e Bolelli ha come obbiettivo rientrare nei 100 (perciò gioca solo challenger). Nel frattempo il nostro responsabile delle comunicazioni auspica un ricambio generazionale tra i media e la più antica rivista d’Italia parla di prove tecniche di promozione e di riforma della Davis. Ma che ce frega, ma che ce ‘mporta…

  95. Mario Polidori

    @circolo in regola
    partendo dal momento in cui abbiamo vinto qualcosa, un tempo ormai epico, che pochi riescono a ricordare, siamo passati dalla Federazione, tutto sommato, del buon senso, a quella dell’Ayatollah Binaghi, fondamentalista sardo, il cui avvento è stato facilitato dalla Federazione del nulla, che stava nel mezzo.
    Considerando la situazione strutture e del chi fa cosa, quello che dici mi sembra interessante, ed il fatto che la Federazione si stia sostituendo potrebbe effettivamente rivelarsi un danno.
    Ma leggera quanto? E chi si occuperebbe poi di formare campioni?

  96. circolo in regola

    @Mario Polidori
    beh guarda, la mia è una riflessione che parte da alcune considerazioni di Tcc75 che citava Ferrero. Lo spunto riguardava una somma domanda: ma perchè la Fit dovrebbe mettere il naso nelle attività che si svolgono nei circoli: insomma i circoli sono di fatto associazioni a se stanti, per cui perchè non si accetta la presenza in essi di altre metodologie di insegnamento didattico e/o scuole (Ptr ecc) in un atteggiamento di sana concorrenza. Perchè questa pretesa di monopolio?
    Credo che un intervenismo così spinto della Federazione un pò in tutti i settori (atleti, circoli, Tv, settore tecnico, giustizia sportiva, impianti, centri estivi, eventi ecc… ecc…) anche se dovesse essere motivato con le migliori intenzioni (???) credo che porterebbe spesso a conflitti di interesse ed accavallamenti e sia in primis dispendioso per la fit stessa.
    Credimi, sono uno che è a favore di una certa presenza dello stato nella organizzazione delle cose, ma qua….. mi pare che a tanti tentativi fatti si sono avuti tanti problemi per cui propongo da un pò una FIT leggera. Una federazione al contrario: permissiva, incentivante, che si estranea dalla offerta didattica, o che quanto meno permette quella degli altri, attendendo il verdetto del campo. Le proposte…. un pò alla volta!!!
    Parola d’ordine Federazione leggera, Federazione più forte!!!

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