E i Genitori della Schiavone?

di - 9 Dicembre 2011

di Marta Polidori

Se io scrivessi un articolo come piace a me ci metterei tutte le cose che vorrei sapere, non ciò che posso trovare, ma l’introvabile. O almeno proverei a farmi venire in mente qualcosa di originale, di modo che, chi mi legga, sappia che da me può trovare sempre qualcosa che da qualcun altro non trova.
Avendo io passato un’odissea non indifferente, debbo rendere merito di ciò che sono ad i miei genitori, e conoscendoli leggendo staranno pensando ‘’no, non puoi incolparci anche di questo!’’ (in modo ironico).
Ho quindi sempre avuto il desiderio di saperne di più riguardo i rapporti tra atleti e genitori. Se sono gli stessi, in cosa differiscono, se comportandosi in altro modo si otterrebbero gli stessi risultati.

L’altro giorno mi è capitato di scambiare due chiacchiere con i genitori di Francesca Schiavone, che dimostrandosi disponibili nei miei confronti, l’hanno resa sotto una luce diversa.
A me, detto francamente, vista così fredda in televisione non mi faceva una gran simpatia. La trovavo troppo fuori dal mondo, non la sentivo vicina come altre tenniste, come Flavia Pennetta ad esempio.
Devo però rendere merito ad i suoi genitori che mi hanno aperto gli occhi, con tre semplici e sbrigative domande, su ciò che in realtà è Francesca e me l’hanno umanizzata.

Tutti ricordiamo la vittoria al Roland Garros, ci ha emozionati, ci siamo sentiti tutti patriottici per un giorno ed eravamo con lei, con il cuore e con la mente. Quando ha alzato la coppa chiunque, anche chi come me nutriva antipatia, si è sentito felice e tifoso per un momento. La prima domanda posta agli Schiavone è infatti come abbiano vissuto la vittoria della figlia al Roland Garros: ‘’E’ stata una grande vittoria, vissuta con felicità e con normalità’’. Hanno sempre saputo che c’era qualcosa in Francesca, e quel qualcosa, se incanalato nel verso giusto, poteva portare grandi risultati. “Ci aspettavamo grandi cose da lei, ma non per falsa modestia, attenzione, ero convinto” racconta il padre “che avesse delle caratteristiche e che, se indirizzata, avrebbe portato enormi soddisfazioni.’’
Francesca ci appare anche fragile alle volte, in quelle partite in cui l’emozione prende il sopravvento, e se noi la vediamo in cima è grazie alla sua forza interiore ed al coraggio. Lo dimostra ogni giorno in campo, combattendo contro quelle sirene che farebbero mollare qualunque altra tennista donna. ‘’Noi l’abbiamo sempre aiutata’’ raccontano mamma e papà Schiavone ‘’ma mai e poi mai ci siamo permessi di interferire nelle sue scelte tecniche… qualche consiglio e niente di più’’.

C’è poco da aggiungere su una tennista che qualunque appassionato conoscerà bene; se le cose stanno realmente come mi sono state raccontate, allora c’è da trarre esempio per tutti i genitori che vorrebbero tanto vedere il figlio sollevare quella stessa coppa ed anche altre.
Avevano ragione a non intromettersi, Francesca sapeva già tutto ciò che c’era da fare per coltivare se stessa. Hanno solo dovuto lasciarle tempo per vederla sbocciare.

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4 commenti

  1. pulsatilla

    “Avevano ragione a non intromettersi, Francesca sapeva già tutto ciò che c’era da fare per coltivare se stessa. Hanno solo dovuto lasciarle tempo per vederla sbocciare.”

    Nella chiosa c’è tutto ciò che volevi esprimere nell’articolo. E cioè che i genitori devono essere meno intromissivi possibile. Sul concetto siamo d’accordo, ma per un articolo mi sembra un po’ pochino.
    Io sarei andato a fondo sulle profonde differenze che hanno sempre animato queste due tenniste, differenze di personalità, di stile, di gioco e anche sociali.
    la nordica proletaria contro la ricca meridionale: non è un bel titolo?

  2. Marta Polidori

    Di sicuro e’ un bello spunto, io qui mi sono limitata a riportare una chiacchierata informale con i genitori di Francesca, non volevo limitare questo privilegio alla sottoscritta 🙂

  3. Kill Bill

    “Ci aspettavamo grandi cose da lei, ma non per falsa modestia, attenzione, ero convinto” racconta il padre “che avesse delle caratteristiche e che, se indirizzata, avrebbe portato enormi soddisfazioni.’’

    come del resto tutti i genitori che fanno intraprendere questa avventura ai figli.

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