Sergio Giorgi: “Camila è pazza di tennis”

di - 24 Maggio 2012


(Camila e Sergio Giorgi – Foto www.camilagiorgi.it)

Intervista Esclusiva di Alessandro Nizegorodcew (inviato a Parigi)

A dispetto di ciò che potrete leggere o che avrete sentito dire, Sergio Giorgi (papà di Camila) è una persona con cui è un piacere chiacchierare, che si tratti di tennis, di arte o di qualsiasi altra cosa. Il suo è un sorriso contagioso, nonostante le tante difficoltà che la vita ha voluto fargli incontrare. Sergio è una persona schietta, sincera, certamente non comune, e ai più potrebbe sembrare un po’ fuori di testa. Sono ormai parecchi anni che ho la possibilità di scambiare con lui opinioni, idee, sensazioni, su Camila e sul tennis in generale. Stessa cosa che, con mio grande piacere, è accaduto questo pomeriggio, seduti ad un tavolino davanti al palazzo della FFT, riparati da occhi e orecchie indiscreti.

Sergio, partiamo dalla strettissima attualità e da questo Roland Garros..
“L’esordio di oggi è stato positivo, anche perché erano più di due anni che Camila non gicoava sulla terra rossa. Però mancano ancora due match, perché l’obiettivo è ovviamente il main draw.”

Parliamo subito del gioco. Ti lascio carta bianca, per poi discuterne insieme…
“Stiamo lavorando principalmente su una cosa: Camila deve riuscire a giocare un po’ più rilassata. Non deve irrigidirsi, perché finisce per sparare bordate di qua e di là ma senza senso e soprattutto, cosa ancor più grave, non muove più le gambe e arriva male sulla palla. Con il servizio stessa cosa, deve capire che non si deve sempre cercare il vincente. Però le cose stanno migliorando sensibilmente e penso che solo l’esperienza e le tante partite che dovrà giocare saranno la giusta medicina. Deve solo sentirsi più sicura.”

L’impressione è proprio che gocando in questo modo possa battere giocatrici di alto livello come la Petrova e perdere dalla numero 400-500 Wta..
“Hai ragione, è esattamente così. Io ho però una grandissima fiducia in Camila e credo sia solo questione di esperienza, di partita ancora da giocare e, mi ripeto, di una ricerca maggiore della rilassatezza. Lei vorrebbe giocare sempre, allenarsi tutti i giorni a tutte le ore. Non riesce a dosare le energie fisiche e nervose nella giusta maniera.”

Lo scorso anno Camila ha passato un momento di grande difficoltà, a causa della morte della sorella Antonella, di soli 23 anni, alla quale era legatissima…
“Si, è stata ovviamente una tragedia per tutta la famiglia. Antonella ha avuto un incidente proprio qui a Parigi, mentre io e Camila eravamo negli Stati Uniti per due tornei da 25.000$. Cami era legtissima a lei e il colpo subito è stato fortissimo. Ha continuato a giocare sino a Wimbledon, dove ha disputato delle bellissime qualificazioni, ma dopo è crollata e non ha vinto più una partita. Ci andavamo ad allenare, ma io vedevo che mentalmente era completamente assente. Fino all’inizio del 2012 la situazione è stata molto difficile, tanto è vero che per un periodo Camila ha anche pensato di lasciare il tennis. Ora è tornata ad avere grande voglia di tennis e mi ha chiesto insistentemente di venire sia a Roma che a Parigi…”

Per quanto riguarda il Foro Italico, so che vi è stato proposto un contratto dalla FIT che però hai rifiutato..
“Il contratto che ci è stato proposto era vincolante per 10 anni, che io ho ritenuto a senso unico e ho deciso di non accettare. Non ho niente contro la FIT, semplicemente non ho creduto opportuno firmare. Per quanto concerne invece il mancato invito tramite Wild Card al Foro Italico, credo che la Federazione Italiana si sia comportato nella maniera più giusta, seguendo un criterio meritocratico. In molti mi dicevano: “Dovrebbero darla a voi perché Camila è giovane, ecc, ecc…” ma io penso che Karin Knapp e Alberta Brianti la meritassero poiché avanti a mia figlia in classifica. La Brianti ha 32 anni ma se è lì, a ridosso o dentro alle prime 100, vuol dire che la wc doveva andare giustamente a lei. L’anno scorso avevo detto a Cami: “Giocherai Roma se lo meriterai”.. e per questa volta non è successo…”

Come saprai, Camila ha moltissime tifosi in Italia, che si preoccupano dei vostri rapporto con la FIT perché pensano che possiate decidere di cambiare nazionalità. Puoi rassicurarci sotto questo aspetto?
“Assolutamente si. Sento anche io tutte queste storie: quando vivevamo qui a Parigi tutti dicevano che doveva diventare francese, poi argentina per via della mia nazionalità, adesso addirittura qualcun altro ha parlato di un passaporto statinitense. La verità che Camila giocherà sempre nei tornei, e ne sono sicuro, con la scritta “ITA” accanto… A parte questo mi fa piacere che ci sia tanta attenzione dei tifosi verso Camila in Italia. Noi vorremmo anche tornare in Europa, in Italia o in Francia, ma per il momento non ci sono i presupposti. Chi spinge di più per lasciare gli State è mio figlio di 16 anni Amadeus, che gioca a calcio…”

In molti vi vorrebbero vedere più spesso anche in Italia…
“Il problema è che io vorrei che Camila giocasse, a questo punto, solamente torneo Wta. In Itaia ci sono solo Roma e Palermo. In Sicilia però si va a giocare quando è iniziata la stagione sul veloce e sinceramente preferisco che disputi i tornei Wta californiani sul cemento in quel periodo. Per quanto concerne eventualmente i 25.000$ e i 50.000$, giochiamo quelli vicino casa per vari motivi, tra cui soprattutto quelli legati alla superficie veloce, che Camila preferisce per il suo tennis.”

Ora vivete in Florida?
“Esatto, a Miami. Ci alleniamo in diversi posti: a volte a Key Biscaine, a volte in altri campi con degli sparring partner e altre volte ancora nella piccola ma bellissima accademia di Andrei Kozlov (padre della promessa assoluta Stefan; ndr). Andrei è il miglor coach che abbia mai incontrato e ci sta dando una grande mano, anche grazie al suo preparatore atletico con cui studiamo insieme i programmi da portare avanti.”

Ci racconti la vostra giornata tipo nel periodo di allenamento a Miami?
“Sveglia alle 6 del mattino. Si inizia con il riscaldamento alle 7.30 e alle 8 si va in campo. Il più delle volte svogliamo due sessioni di training: una dalle 8 alle 10.30 e un’altra dalle 15 alle 18. Ci sono però casi in cui ci alleniamo dalle 8 alle 13 di seguito. Ma, come ti dicevo, adesso stiamo cercando un po’ di allegerire la pressione, per i motivi che ti spiegavo. Cami deve essere più rilassata, anche perché i colpi li ha. Sono altri gli aspetti in cui deve crescere, anche se è difficile farla rimanere senza tennis anche solo per qualche ora. Cami è lì che ti chiede: “Allora adesso che facciamo?” e io le rispondo “Niente, per oggi basta così”.. e lei insite: “domani che facciamo?”

Ecco, questo è un argomento interessante: Camila ha sempre voluto giocare a tennis o magari l’avete spinta voi a provare?
“Lei ha iniziato con la ginnastica, ma vedeva i suoi fratelli che giocavano a tennis e ha voluto iniziare ed è nata da subito questa grande passione. Camila va pazza per il tennis, è una cosa incredibile.”

Secondo te è stato importante aver praticato la ginnastica prima del tennis?
“Direi fondamentale. Gran parte delle sue capacità atletiche e di coordinazione arrivano dala ginnastica.” 

Puoi riassumerci quali sono stati i tanti viaggi che ha dovuto sobbarcarsi la tua famiglia (oltre a Sergio, la moglie Claudia e Camila, ci sono anche due fratelli maschi: Amadeus, 16 anni, e Leandro di 22)? E’ stato duro per loro o un motivo di crescita?
“Secondo me alla fin fine viaggiare tanto è un vantaggio per tanti aspetti. Camila ad esempio parla 4 lingue e, comunque sia, sopportoare lo stress degli spostamenti e pèoter comunicare con tutti è molto utile nel mondo del tennis. Ma devo dire che anche i miei altri figli non hanno mai risentito di tutto ciò. Mia moglie Claudia, permettimi di dirlo, è però la persona più importante allì’interno della nostea famiglia. E’ una persona straordinaria. Lei è professoressa universitaria di Storia dell’Arte Contemporanea e ha lavorato all’università di Macerata, poi di Milano e quindi di Parigi. Non ha mai detto nulla e ha sempre acconsentito ai nostri spostamenti. E’ il vero collante della famiglia.”

Qual è ora la vostra programmazione?
“Camila giocherà sull’erba in Europa sino a Wimbledon, per poi spostarsi negli Stati Uniti per un paio di Wta.”

In chiusura, salutandoti e ringraziandoti come sempre per la tua disponibilità, vorrei chiederti: come cambia Camila fuori e dentro al campo?
“Camila in campo ha una grinta pazzesca, incredibile, diventa cattiva, mentre fuori è una ragazza molto tranquilla, carina con tutti, calma. Si trasforma quando scende in campo… Ringrazio io te e Spazio Tennis che si segue sempre con affetto, sperando in risultati sempre migliori.”

© riproduzione riservata

80 commenti

  1. Pingback: Camila Giorgi » Blog Archive » Camila a Parigi: “Giocare qui è fantastico”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *