Diario di Bordo da Brescia – martedì: due sorprese azzurre e… un diluvio

di - 31 Maggio 2016

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di Michele Galoppini

Sembrava una giornata che avrebbe potuto riservarci tanti match, tanti risultati (e perché no, tante sorprese), invece le previsioni meteo per l’ITF di Brescia, sui campi del circolo ‘Forza e Costanza’ che circondano la fortezza cittadina, hanno sbagliato solo di qualche ora.

Partiamo quindi dalla fine questo primo diario dell’esperienza 2016 agli Internazionali Femminili di Tennis di Brescia, torneo ITF da $50.000 di montepremi (secondo torneo in Italia per importanza). Alle 14.30 circa, il cielo si è incupito, il vento si è alzato e tempo 10 minuti è cominciato il diluvio, sui campi già pesanti del circolo, che nei giorni scorsi erano già stati fortemente colpiti dalla pioggia. Infatti, siamo al martedì ed a causa del maltempo non è stato ancora giocato un match dei tabelloni principali e mancano ancora l’ultimo turno di qualificazione ed un match del penultimo turno di qualificazione.

Il primo turno si era giocato tutto indoor sui campi in carpet del Circolo di Mongodi, poco distante da Brescia. Questo aveva peraltro fatto scattare le inutili polemiche di Paula Ormaechea che si era espressa in un “piove un po’ ed in un attimo ci ritroviamo a giocare indoor, su carpet, quando io ero qui a giocare su terra”. Purtroppo per l’argentina questo è pienamente secondo regolamento ITF e per fortuna per noi Martina Colmegna l’ha fatta fuori nel primo turno di quali per 2-6 7-5 6-2, risolvendo di fatto il problema.

Dopo aver invece cancellato in toto i match di ieri, oggi erano in programma il secondo turno di qualificazione, l’ultimo turno di qualificazione e tre match del tabellone principale, ma purtroppo solo 7 match su 8 del secondo turno di qualificazione si sono completati. Procediamo quindi con ordine.

Il primo match di giornata visto è stato quello tra Alberta Brianti e Julia Grabher. A spuntarla è stata la solida austriaca in tre set, ma i rimpianti per Alberta sono numerosi. L’azzurra è stata vittima di troppi errori ed a tratti di una confusione tattica (che per ben otto volte, ad esempio, in meno di due set, l’ha fatta compiere dropshot che non hanno quasi toccato la rete): è mancata soprattutto la giusta lucidità per spostare in maniera repentina il gioco sul rovescio dell’austriaca, colpo decisamente più debole, ed è mancato il coraggio di anticipare il dritto lungolinea della Grabher, unico vero colpo definitivo nel bagaglio austriaco. È finita 6-1 3-6 6-2.

È toccato poi a Martina Colmegna e Sabrina Santamaria, americana di chiare origini italiane e dall’aspetto decisamente sudamericano (azzarderei quasi peruviano) che arrivava a Brescia dopo la vittoria di un 10k polacco su terra rossa, il primo della carriera. Nessunissimo problema per il gioco divertente e preciso della Colmegna, che ha schiacciato la sua avversaria con un netto 6-1 2-0, prima che questa si ritirasse per un problema alla gamba sinistra.

Tempo un minuto e di corsa è stato il momento del campo 1, dove clamorosamente Lucia Bronzetti stava facendo partita alla pari con la prima testa di serie delle qualificazioni, la georgiana Ekaterina Gorgodze. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal tennis della giovanissima Bronzetti: colpi molto più piatti dell’azzurra media e generalmente anche più potenti; brava in spinta ed ottima anche in fase difensiva, nonché dotata di un forte e combattivo carattere, che più di una volta le ha permesso di tenere testa, anche psicologicamente, all’avversaria con più esperienza. Il match si è rivelato essere anche uno psicodramma, quando nel terzo parziale la Gorgodze ha cominciato pesanti lamentele nei confronti del coach della Bronzetti, colpevole di essere troppo chiacchierone con la sua pupilla. Ad onor del vero, il coach effettivamente parlava più del concesso. A questo si sono aggiunti punti discussi, segni sulla terra ancora più discussi e vari lanci di racchetta. Alla fine è stata Lucia Bronzetti a chiudere il match per 7-5 3-6 6-4.

Dopo due vittorie italiane, siamo tornati ad assistere ad una sconfitta, forse contro pronostico, non prima di un veloce pranzo nella confortevole area hospitality (in foto in alto). Alice Matteucci è stata sconfitta dall’austriaca Pia Konig e da una contrattura alla gamba destra. Dopo un primo set facile ed ottimamente giocato, nonché chiuso per 6-0, sono cominciati i problemi di gioco di Alice, che ha alternato punti di assoluta qualità ed errori di marchiana fattura. Così facendo è stata la Konig a rientrare in partita ed a conquistare un lunghissimo secondo set, vinto solo al tiebreak per 7-4.  L’austriaca è scappata avanti subito anche nel parziale decisivo ed una sempre più in difficoltà Matteucci non è più riuscita a rientrare, scoppiando poi in lacrime in panchina, appena data la mano alla sua avversaria. Ancora una volta è innegabile il valore della nostra Alice, probabilmente la giovane dal tennis più completo ed adatto ai piani alti della classifica che abbiamo nelle nostre fila, dimostra ancora troppa tensione nel match, quando invece distrugge le avversarie negli allenamenti. Forza Alice, abbiamo bisogno di te!

Infine, prima della pioggia, è stato il momento di Alice Balducci, al secondo turno delle qualificazioni contro Ana Sofia Sanchez, messicana. La Sanchez ha presto preso il controllo del match, portandosi senza troppi problemi sul 6-4 5-2 e servizio, ma da quel momento la Balducci è riuscita ad alzare l’asticella del suo livello ad un’altezza non adeguata alla sua avversaria, che ha cominciato ad essere ricoperta di vincenti e ad essere vittima di scambi sempre comandati con efficacia ed intelligenza dalla trentenne azzurra. La Balducci ha così girato il match, vincendo 7-6(0) il secondo set e portandosi 3-1 e palla del doppio break nel parziale decisivo. La messicana ha però poi reagito, ripristinando la parità e portandosi avanti 5-4, con la Balducci al servizio. In quel momento è arrivato il diluvio universale.

Risultati della giornata:

2° turno di qualificazione
Bronzetti d. Gorgodze(1) 7-5 3-6 6-4
Tomova(5) d. Dario 6-2 6-2
Grabher(2) d. Brianti 6-1 3-6 6-2
Amanmuradova(6) d. Mariotto 6-0 6-1
Haddad Maia(3) d. Remondina 7-5 6-1
Colmegna d. Santamaria 6-1 2-0 ritiro
Sanchez(4) vs Balducci 6-4 6-7(0) 5-4* 30-15*
Konig d. Matteucci(8) 0-6 7-6(4) 6-4

3° turno di qualificazione
Bronzetti vs Tomova(5) 0-5* sospesa
Grabher(2) vs Amanmuradova(6) 6-2 3-6 3*-1 sospesa
Haddad Maia(3) vs Colmegna
Sanchez(4) o Balducci vs Konig

Passiamo come di consueto anche a qualche curiosità semi seria, molto semi e poco seria. Dai campi, vi abbiamo già anticipato dello psicodramma della Gorgodze, che ormai aveva intrapreso una guerra psicologica con il giudice di sedia, vittima inconsapevole dell’ira della georgiana, che propriamente vestita avrebbe lo stile, il carattere e la ferocia di Xena (visti anche i grunt…). Purtroppo per lei, nemmeno convincere il giudice di linea su una palla dubbia è bastato e del suo match si ricorderanno le racchette che volano ed i monologhi infastiditi.

Chi sicuramente ha divertito di più è stata Alice Balducci, protagonista di chiacchierate con se stessa e non solo. Ad un certo punto del match si è sentita chiaramente una domanda rivolta a se stessa: “Ma ti sei accorta che è mancina, vero?!”, ma è stato pochi minuti dopo che ha coinvolto il pubblico in una piacevole risata: un signore non proprio magrissimo e vestito con una giacca gialla e molto visibile si aggirava nei pressi del campo, infastidendo l’azzurra al momento del servizio. Quando il giallo signore si è lanciato anche in una sonora chiacchierata, la Balducci ha sbottato: “Ecco, non bastava la giacca gialla, ora passeggia tranquillo e chiacchiera pure!”, e pubblico giù a ridere.

Cominciata la pioggia, ci siamo tutti trasferivi del piccolo ristorante del circolo.

Nell’attesa dei match sui campi di Brescia, la maggior parte dei presenti si è concentrata sui match in corso (più o meno) al Roland Garros, rendendo evidente le numerose analogie tra il $50.000 lombardo ed il torneo con molti più zeri parigino.

 

Non tutti però si sono concentrati alla tv…

 

 

E chiudiamo infine con l’epilogo perfetto della giornata acquosa: ha piovuto talmente tanto e tutto assieme che i campi totalmente allagati hanno tentato di drenarsi scaricando tutta l’acqua accumulata dove potevano, cioè sul lungo passaggio dal ristorante al parcheggio, ormai totalmente allagato e che ci ha reso dei poveri cristi camminanti sulle acque.

 

 

 

E, ciliegina sulla torta: mi hanno rubato l’ombrello, lasciato fuori dal ristorante del circolo! Rivoglio il mio ombrello!

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