Diario di bordo da Chiasso: racconto sconclusionato… della Febbre Del Martedì Sera

di - 26 Aprile 2016

Cavalle Zidansek Chiasso Copertina

dall’inviato a Chiasso, Michele Galoppini (@MikGaloppini)

Sono le 5:10 del mattino, la mia sveglia mi avvisa che è ora di alzarsi per affrontare il primo giorno della trasferta all’ITF di Chiasso. Mi avvisa con la solita cantilena che, per qualche non chiaro motivo, mi rimanda alla sigla di Bake Off e di conseguenza il ‘buongiorno’ immagino sempre mi venga dato da Benedetta Parodi, ‘molto bene’.

Capisco che la giornata potrebbe nascondere disagi in agguato appena metto il naso fuori dalla porta e man mano che il martedì, con la sua meteorologia, prende forma. All’ombra, per restare in tema serie TV, il tuo inconscio non fa che ricordarti che devi ancora vedere la prima puntata della sesta stagione di Game Of Thrones: esatto, ‘winter is coming’ sebbene siamo in primavera inoltrata, eppure ci sono 5 gradi. Al sole sembra invece estate, di essere nel video anni ’90 di Carlotta, quello di ‘Frena!’, canzoncina svirgolata che non può che rimbombarti nel cervello 579 volte prima di abbandonarti. Tra tutte scelgo ‘Frena!’ perché il convoglio del Rinascimento su cui sto affrontando la tratta Brescia-Milano non fa altro che piantarsi in mezzo al nulla, rischiando di farmi perdere la coincidenza per Chiasso che ha solo 10 minuti di agio. Proprio gli ultimi metri sono quelli decisivi, da Milano Lambrate a Milano Centrale, 150 metri in linea d’aria ma un giro di ferrovia che nemmeno Bojana Jovanovski intenta a cantare ‘Roma Bangkok’ penserebbe: arrivo all’ultimo secondo utile e salto sulla coincidenza per miracolo, come se fossi nella pubblicità dell’Olio Cuore.

Comunque arrivo a Chiasso, il buon direttore Matteo Mangiacavalli mi recupera nell’istante in cui metto il piede giù dal treno e mi avvio al mio hotel: check-in, parolacce tra me e me per essermi dimenticato una riduzione per le prese elettriche svizzere, e via al TC Chiasso, dove tante giocatrici già ci aspettano. Nel tragitto sono subito in auto con Jil-Belen Teichmann, wild card svizzera, classe 1997, che nel pomeriggio si toglierà la soddisfazione di passare un turno contro Ana Bondar. Match molto piacevole e di buona qualità, vinto in tre set 6-4 2-6 6-0 dalla svizzera, poi intervistata ai nostri microfoni. Lo so, ho fatto un deciso salto temporale, ma poiché l’intervista esce domani (od oggi se state leggendo di mercoledì), mi son permesso un’anticipazione.

cometodarkside1-500x500La seconda anticipazione riguarda il bellissimo SpazioTennis Interviews’ Corner che Matteo e l’altra direttrice, Anna Ceracchini, hanno pensato per il nostro sito web: un gazebo con comode poltroncine tutto dedicato a SpazioTennis, dove posso con tranquillità trascinare le vittime di intervista e stare comodo. L’avete mai visto in un ITF? Non credo! Il nostro corner assomiglia anche al ‘lato oscuro’: non ha i biscottini bensì un sacco di cioccolatini, che Anne Schaefer più di tutte le altre apprezza. Proprio Anne è una delle prime intervistate, dopo l’ottimo match giocato contro Katerina Muchova. La tedesca, italiana di adozione, si è imposta 6-2 6-4 e si è concessa ad una lunga intervista, che consiglio di leggervi e che trovate linkata qui.

Più o meno contemporaneamente terminano altri due match, che hanno viste vittoriose le due probabili favorite. Amanda Carreras, britannica di Gibilterra, memore della semifinale ottenuta lo scorso anno non lascia scampo alla giovane stellina tedesca Antonia Lottner e la supera agevolmente 6-2 6-0. Nel campo adiacente, 10 minuti dopo, tocca a Tamara Zidansek passare al secondo turno. La giovanissima slovena, una delle più grandi sorprese a livello ITF della stagione 2015, continua a scalare il ranking lasciando le briciole alle avversarie. Vittima di oggi, andata fuori giri a causa dell’estrema solidità della slovena, è stata Yvonne Cavalle-Reimers (6-2 6-4). Le parole della Zidansek e della Carreras le trovate a questo link, assieme a quelle della Masarova.

Altro salto temporale per agevolare la lettura: nel tardo pomeriggio è proprio la stellina svizzera Rebeka Masarova, classe 1999 e recente semifinalista agli Australian Open Junior a brillare al ChiassOpen, onorando al meglio la sua wild card e superando l’australiana Isabella Wallace 7-6 6-2. Fisico possente, colpi potenti ma ragionati e ottima mobilità contraddistinguono la Masarova, che onestamente mi ha sorpreso molto in positivo.

Nel mezzo ci sono gli altri tre match, che per ragioni di tempo, di pranzo, di spazio e di sbobinatura interviste suddette non ho potuto vedere. La Rodina, testa di serie numero 1, ha passeggiato contro la compagna di doppio Ankita Raina (6-2 6-0), la sorprendente Shinikova, che nel 2016 è una delle maggiori minacce su terra, supera la Kawa (6-4 6-2) e Quirine Lemoine, carnefice di Anna e Bianca Turati nelle qualificazioni, passa Chloe Pacquet (4-6 6-3 6-4).

Giornata finita? Assolutamente no! Non vi avevo ancora detto che c’era il players’ party stasera, con un ricco buffet ed un sottofondo musicale cantato dal vivo. Dopo un inizio un po’ timido, in cui tutti sono rimasti legati alla sedia, al piatto colmo od al bicchiere di vino, una figura eroica, che la leggenda vuole si chiami Giacomo, prende possesso della pista da ballo, ritagliata tra i tavolini degli ospiti. Perché eroica?

Il prode guerriero dalla ballerina armatura si è ballato in invidiante stile molleggiato praticamente l’intera colonna sonora di tutti i film musicali degli anni ’70 ed ’80, magistralmente cantata dal duo ai microfoni (credo diretti discendenti di un’unione di fatto tra Pappalardo ed i Cugini Di Campagna), da solo, con il solo scopo di riuscire a far colpo sul terzetto di atlete incuriosite dalle sue movenze. E proprio quando tutto sembrava perduto, in un perfetto colpo di scena, nemmeno fosse Alessandro Magno (ho rubato la citazione ad un amico del prode Giacomo, di cui purtroppo non conosco il nome), ha conquistato la Grecia, la Turchia e la Romania, o meglio Valentini Grammatikopoulou, Basak Eraydin e Cristina Dinu, che si sono lanciate sulla pista da ballo seguendo il ritmo del eroe acclamato dalle folle. Che bel lieto fine!

Lieto fine anche per me che, mentre scrivo questo racconto sconclusionato ricco di riferimenti cinematografici, storici, musicali e quant’altro che col tennis c’entrano come la Jankovic a rete, mi mangio un po’ di ottimo cioccolato svizzero regalatomi dalla Anna Ceracchini. Sulla carta che avvolge il cioccolato c’è anche una citazione da ‘Romeo e Giulietta’ (eh beh certo, mancava un po’ di drama oggi dopotutto!): “Forse quella che chiamiamo rosa cesserebbe di avere il suo profumo se la chiamassimo con un altro nome?” – alle 22:53 non so sinceramente rispondere a questa domanda, lascio a voi la patata bollente. Buonanotte!

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