Junior radar (8) – Ostapenko e Bellis sugli scudi

jelena ostapenko
di Luca Brancher (hanno collaborato Salvatore Greco e Daniele Sforza)

SETTIMANA 23 FEBBRAIO-1 MARZO

Quando ad inizio anno i curatori di questa rubrica si sono riuniti per determinare quali sarebbero stati i giocatori da mettere sotto radar, non è stato così semplice ridurre la rosa dei/delle papabili a quindici, quanti ora sono, perché il rischio di escludere qualcuno/a in favore di nomi, magari con palmares già ricchi in ambito juniores, non pronti a livello pro’, era dietro l’angolo. Dopo due mesi possiamo dire che tra i prospect su cui non ci siamo sbagliati rientra di certo la lettone Jelena Ostapenko, e nel consueto spazio vi spiegheremo il perché, all’interno di una settimana molto “rosa”, grazie all’acuto di Cici Bellis.

MASCHILE

OMAR JASIKA

Dopo quattro mesi il campione dello U.S. Open junior 2014 tornava a calcare il palcoscenico ITF e, come accaduto a Cairns ad ottobre, il risultato è un’altra finale, con sconfitta maturata in 3 set. A fermarlo questa volta è stato l’australiano di passaporto britannico Brydan Klein, che lo ha superato per 6-4 6-7 6-2, negandogli così il primo titolo stagionale, che Omar aveva provato a guadagnarsi superando, in precedenza, tre connazionali, Polkinghorne (6-1 7-6), Zelba (6-2 6-2) e Banes (6-4 6-2), e lo statunitense Alexander Sarkissian, che era stato l’unico, prima dell’atto conclusivo, a togliergli un set – il primo, per 6-3, raccogliendo però solo quattro giochi nelle due successive frazioni (3-6 1-6).

GIANLUIGI QUINZI

Eliminato al secondo turno di qualificazione del torneo ATP 250 di Buenos Aires il marchigiano, che dopo il titolo in Florida ha tentato, senza fortuna, l’accesso ad una manifestazione del circuito superiore. Liquidato con un periodico 6-4 l’ex top-100 brasiliano Rogerio Dutra Silva, Gianluigi è stato sconfitto da un altro rappresentante della “verde-oro”, Thiago Moura Monteiro, col punteggio di 6-3 6-4.

CHRISTIAN GARIN

Cammino analogo per Christian Garin, incapace di andare oltre il secondo turno del medesimo torneo, vale a dire l’ATP 250 di Buenos Aires. Bravo ed agevolato da un Martin Alund non al 100% al primo turno, ritiratosi sotto 3-6 0-3, il cileno non ha retto più di un set contro la quarta testa di serie, l’Italiano Marco Cecchinato, che lo ha eliminato per 7-5 6-1.

ORLANDO LUZ

Il brasiliano, facente parte della ricca compagine di connazionali presente in Florida, ha regolato, come la settimana prima, i quattro avversari di qualificazione, mentre nel main draw del nono future statunitense (10.000$ di Sunrise), dopo aver battuto Greg Ouellette, per 6-3 6-2, non ha emulato l’ottima semifinale, fermandosi al secondo turno davanti a Connor Smith (3-6 5-7).

FEMMINILE

JELENA OSTAPENKO

Settimana spettacolare per la diciassettenne lettone, che colleziona il settimo titolo in carriera, il primo in un palcoscenico diverso dai 10.000$. Eliminata in semifinale nel torneo della scorsa settimana, Jelena ha dovuto prendere in fretta un aereo della tratta Zurigo-San Pietroburgo per partecipare al torneo di qualificazione del 50.000$ russo, ed è da lì cominciata la sua marcia che, al termine di otto partite vinte, le ha regalate ben 85 punti in ottica classifica. Non è stato un compito facile, dal momento che già al turno decisivo di qualificazione è dovuta ricorrere al terzo set per eliminare Anhelina Kalinina, poi nel main draw, liquidate velocemente le esperte Govortsova e Amanmuradova, ha rimontato un set di svantaggio sia alla Jorovic sia alla bielorussa Sasnovich, prima di compiere un vero capolavoro nell’atto finale, dove ha recuperato un disperato svantaggio alla rumena Patricia Maria Tig, trovatasi avanti per 6-3 4-2 30-15. Qui la Ostapenko è stata brava a rientrare, chiudendo la seconda frazione in suo favore per 7-5 e scappando sul 5-0 nel secondo, poi archiviato con un 6-2. Senza dubbio la migliore della settimana.

MARIE BOUZKOVA

La campionessa dell’ultimo U.S. open junior ha beneficiato di una wild card per il tabellone principale del WTA International Acapulco, il primo main draw del circuito superiore a cui prendeva parte, dopo le due wild card per i tabelloni di qualificazione di Katowice 2013 e 2014. Accoppiata alla bulgara di passaporto kazaka Sesil Karatantcheva, lucky loser, la giovane ceca si è arresa con l’onorevole punteggio di 6-4 6-3, non intralciando la corsa della sua avversaria, spintasi poi fino alla semifinale.

ELIZAVETA KULICHKOVA

Per la 19enne siberiana, Doha non è stata una nuova Pattaya, dove, differentemente da quanto accaduto in Qatar, il tabellone principale era stato centrato. Qui, opposta al primo turno del torneo cadetto all’acquisita australiana Anastasia Rodionova, Elizaveta ha comunque retto l’urto e ha condotto una partita alla pari, prima di cedere per 6-4 4-6 6-4.

OCEANE DODIN
Incredibile a dirsi, per la francese il primo turno del 25.000$ di Beinasco, comune nelle prossimità di Torino, era la terza partita sulla terra battuta della propria carriera, dopo le quali del Roland Garros di due anni fa ed il torneo da 10.000$ di Bruxelles della scorsa estate. Data la scarsa attitudine, nonostante la terza testa di serie, era da preventivare la resa poi verificatasi al cospetto della russa Irina Khromacheva, che l’ha sconfitta col punteggio di 6-3 7-5.
LOUISA CHIRICO

Un torneo a due facce quello della giovane newyorchese, brava a superare per la prima volta in carriera un tabellone di qualificazione di un WTA – l’International di Acapulco – dove ha regolato la wild card locale Emma Reyes Baca, Urszula Radwanska e la giapponese Risa Ozaki, ma la sua prima esibizione in un palcoscenico di tale prestigio non è stata altrettanto all’altezza, se è vero che ha ceduto alla distanza (1-6 6-3 7-5) alla colombiana Mariana Duque Marino, che al main draw era pervenuta solo grazie al ripescaggio come lucky loser.

NAOMI OSAKA

Dopo il discreto risultato ottenuto a Midland, la giapponese ha tentato la via delle qualificazioni nel WTA International di Acapulco, Messico, incappando però in un sorteggio tutt’altro che abbordabile, dal momento che l’urna la ha opposta all’ottava testa di serie del tabellone cadetto messicano, ovvero la polacca Urszula Radwanska, che l’ha sconfitta col punteggio di 6-1 6-4.

FRANCOISE ABANDA

Per la seconda settimana la classe 1997 canadese ha subito una sconfitta per mano della statunitense Sanaz Marand, ma questa volta la partita si è svolta ad un livello meno nobile, secondo turno e non semifinale, con un punteggio ancora più netto, visto che Francoise si è arresa in soli due set, 6-7(6) 1-6, nonostante un primo turno dominato contro la qualificata russa Natalia Vikhlyantseva (doppio 6-1).

IVANA JOROVIC

Sono state ben cinque le partite vinte dalla serba, che dopo aver sconfitto l’israeliana Khazaniuk, la croata Mikulcic e l’ucraina Olga Ianchuk si è issata al tabellone principale del 50.000$ di San Pietroburgo, dove non ha ceduto di fronte a due atlete più esperte, entrambe classe 1990, Arantxa Rus e Vitalia Diatchenko, le sue avversarie rispettivamente di primo e secondo turno. Battuta sul filo di lana la prima (6-4 al terzo) e ritirata la seconda sotto 4-6 1-2, Ivana ha poi provato ad ostacolare la strada della già citata Jelena Ostapenko verso la finale, togliendole il primo set, ma non reggendo al ritorno della potentissima lettone.

NATHALIA VIKHLYANTSEVA

Prosegue la striscia d’imbattibilità nelle qualificazioni della russa classe 1999, che dopo i tabelloni principali catturati a Daytona Beach e Sunrise, centra medesimo risultato a Rancho Santa Fe, dove non ha avuto molti problemi ad eliminare le statunitensi Saltzen, Valenstein e Kinglsey, con le uniche preoccupazioni derivanti dai troppi doppi falli commessi. Sistemato il servizio, Natalia non ha però retto l’urlo di un’altra protagonista del radar, Francoise Abanda, che l’ha liquidata con un periodico 6-1.

ANHELINA KALININA

Così come per la Jorovic, il cammino dell’ucraina di Nova Kakhova a San Pietroburgo si è interrotto per mano dell’inarrestabile Ostapenko al turno decisivo di qualificazione, al termine di un incontro equilibrato terminato per 6-4 4-6 6-4. Dato il successo conclusivo della lettone, non si può archiviare in maniera negativa la settimana di Anhelina, che aveva vinto e convinto nei primi turni, contro la tedesca Daniels e la russa Mironova.

FUORI RADAR

Anche in questa settimana qualche nome interessante si è messo in luce rispetto a quelli non compresi nell’elenco sopra riportato

Il migliore:

Viktor Durasovic: il diciassettenne del Trondelag, regione centrale della Norvegia, ha trovato un successo abbastanza insperato nel 10.000$ di El Kantaoui, il settimo future stagionale che si disputa in questa località tunisina. Partito senza grosse velleità di titolo, ma comunque beneficiato di una wild card, il norvegese, dopo aver sconfitto il britannico Toby Martin, l’azzurro Salvatore Caruso e il ceco Petr Michnev, si è ritrovato in semifinale, dove ha affrontato il belga Arthur De Greef, che solo 14 giorni prima lo aveva seccamente sconfitto. Sovvertendo ogni pronostico, Viktor l’ha spuntata in una battaglia thrilling per 7-5 al terzo set, guadagnandosi la seconda finale della carriera, contro l’esperto 28enne transalpino, Yannick Jankovits, contro cui è accaduto qualcosa di incomprensibile, nemmeno troppo se fosse nota la storia recente del tennista francese: vicino alla sconfitta, sul punteggio di 2-6 1-4, Durasovic ha messo in fila undici giochi consecutivi, che gli hanno garantito il primo titolo in carriera.

ITF CHILE F2 – VINA DEL MAR (terra rossa outdoor)

Il mancino cileno Bastian Malla conferma i progressi già mostrati lo scorso anno, issandosi fino alla finale nel torneo ITF da 15.000$ di Vina del Mar. Percorso netto quasi fino alla fine per Bastian, che ha cominciato la sua campagna in riva al mare sconfiggendo Juan Carlos Saez, vincitore del precedente appuntamento sudamericano, proseguita concedendo solo dieci giochi in tre incontri a Tomas Lipovsek Puches, Juan Ignacio Ameal e Duilio Beretta e arrendendosi infine soltanto di fronte all’iberico Javier Marti, col punteggio di 6-4 6-1.

ITF ITALIA F2 – TRENTO (cemento indoor)

Secondo junior exempt usato da Quentin Halys, ancora in una tappa alpina italiana, e seconda finale conquistata: dopo quella di Sondrio, questa volta a Trento la speranza francese si è arresa al canadese Philip Bester. Risultato da archiviare come positivo, ma dopo aver eliminato l’ucraino Vadym Ursu, il francese si era guadagnato lo scalpo della prima testa di serie, il lombardo Roberto Marcora, col punteggio di 7-6 6-4, evento che gli aveva fatto guadagnare i galloni di favorito, pronostico poi rispettato nei quarti contro l’irlandese Sam Barry e in semifinale contro il croato Viktor Galovic. Nella finale, dopo la prima frazione vinta per 6-3, tutto sembrava andare secondo copione, ma nessuno aveva previsto il motto d’orgoglio di Bester, che ha colto un importante rimonta con la forma numerica di 7-5 6-3.

ITF IRAN F5 – KISH (cemento outdoor)

Seconda semifinale in carriera per il diciottenne bielorusso Artur Dubinski, che a Kish, nel 15.000$ iraniano, subisce, come la settimana precedente, una secca sconfitta dal transalpino Jules Marie, ma se sette giorni prima questa era concisa con una eliminazione al primo turno, questa volta è giunta dopo gli scalpi ottenuti su Goran Markovic, Daniel Glancy e Boy Westerhof, vale a dire la prima testa di serie della competizione asiatica.

La migliore:

Cici Bellis

Trova spazio un nuovo 25.000$ nella bacheca di Catherine Cartan (Cici) Bellis, dopo il back-to-back tra Rock Hill e Florence dello scorso autunno. Un torneo, quello di Rancho Santa Fe, partito non sotto i migliori auspici, se nel derby tra quindicenni contro l’altrettanto promettente Katherine Sebov, canadese, Cici ha dovuto recuperare un parziale di svantaggio (2-6 6-3 6-3); da quella partita in avanti, però, è stata un’autentica sinfonia per la ragazza di San Francisco, che non ha più ceduto un set, pur agevolata dal ritiro, nei quarti di finale, della prima testa di serie della manifestazione californiana, la britannica Johanna Konta. Il doppio 6-4 a Usue Maitane Arconada, il 6-2 6-4 alla Soylu in semi e l’eloquente 6-2 6-0 a Maria Sanchez in finale non permettono di sminuire questo importante successo, che rappresenta un nuovo importante traguardo in una carriera che si prefigura ricca di soddisfazioni.

Le altre:

ITF 25K – Rancho Santa Fe – cemento outdoor

Per Ipek Soylu altra settimana positiva di questo 2015, con la semifinale raggiunta in California, dopo aver sconfitto l’esperta statunitense Alexandra Stevenson, ritiratasi dopo aver perso per 6-2 il primo set, la svedese Susanne Celik, 6-3 7-6, ed infine la fallosa olandese Indy De Vroome,che ha collezionato ben 22 doppi falli in un incontro poi perso per 5-7 6-4 2-6. La Soylu ha poi pagato dazio di fronte alla Bellis, che non ha tremato, quando, avanti 6-2 3-0, ha visto la turca mettere in fila ben quattro giochi consecutivi, che sono stati soltanto preambolo ad un nuovo parziale, ad opera della quindicenne di San Francisco, decisivo per il 6-2 6-4 finale.

ITF 15K – Clare – cemento outdoor

La giovane cinese nata l’1 gennaio del 1996, ovvero la prima data utile per rientrare nel radar, Wang Yan ha provato ad inserire il suo nome in un albo d’oro ITF, ma la sua corsa nel 15.000$ di Clare, Australia, si è interrotta in semifinale, al cospetto dell’austriaca Pia Konig, che la ha eliminata col curioso punteggio di 6-3 1-6 6-3, vanificando le tre vittorie precedenti, ai danni della thailandese Buayam, la cinese Liang Chen e la giapponese Mana Ayukawa.

ITF 10K – El Kantaoui – cemento outdoor

Secondo titolo in carriera per la piccola di casa Schmiedlova, Kristina (1997), che bissa il successo dello scorso novembre ad Antalya superando nell’atto conclusivo, in un classico dei derby ceco-slovacchi, l’ottava testa di serie, Tereza Malikova, in maniera abbastanza autoritaria, 7-5 6-2. Ha così completato un percorso quasi netto, con l’unico set perso al secondo turno, nell’incontro vinto contro la russa Ksenia Lykina (6-7 7-6 7-5). La finalista, al turno precedente, aveva invece eliminato la francese Tessah Andrianjafitrimo (1998), giunta alla seconda semifinale consecutiva dopo quella della settimana scorsa.

ITF 10K – Macon – cemento indoor

La mancina ucraina Olga Fridman, che lo scorso anno in questo periodo stava facendo incetta di Grade 1 in Sudamerica, non ha emulato il titolo della scorsa estate ad Antalya e la successiva finale a Tel Aviv, ma nella manifestazione indoor di Macon, Francia, ha comunque raccolto una valida semifinale, superando la wild card Enmer, senza concedere giochi, la bulgara Zlatanova e l’olandese Wacanno, non reggendo alla lunga alla maggiore esperienza della giocatrice di casa, Celine Ghesquiere, che l’ha eliminata per 6-2 2-6 6-3.

ITF 10K – Palmanova – terra rossa outdoor

Altra settimana positiva per Sandra Samir. La diciassettenne di Giza non ha però avuto vita facile per raggiungere la semifinale del torneo di Palmanova, dovendo ricorrere al tie break del terzo set per sconfiggere all’esordio la norvegese Melanie Stokke, e subendo un eloquente 1-6 nel primo set del turno successivo, contro la rumena Ana Bianca Mihaila, senza dimenticare i due turni di qualificazione che si è dovuta sorbire. Battuta l’olandese Van Dijkman nei quarti, Sandra è stata piegata dalla sorprendente francese Josephine Boualem per 6-4 7-5.

ITF 10K – Antalya – terra rossa outdoor

Sta ancora muovendo i primi passi sul circuito, eppure la turca Berfu Cengiz (1999) è arrivata a pochi punti dall’aggiudicarsi il primo titolo in carriera. Quella del primo turno contro l’olandese Elke Tiel era appena la decima partita da professionista, eppure non le ha impedito di dare il la ad una settimana d’oro, pur funestata dal maltempo. Il formato di secondo turno e quarti di finale, infatti, per velocizzare il tutto, prevedeva il match tie break, eventualità che Berfu ha vissuto sulla sua pelle per eliminare le connazionali Eraydin (10-7) e Sezer (10-8), mentre in semifinale ha regolato 6-2 6-4 la prima testa di serie Dia Evtimova. Nella finale, opposta alla rumena Diana Buzean, numero 4 del seeding, ha condotto fino al 6-4 4-3, prima di cedere di schianto nove giochi di fila.

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