Matteo Arnaldi non sta vivendo soltanto il miglior torneo Slam della sua carriera. Sta anche riscrivendo un primato che resisteva da oltre trent’anni.
Con la vittoria in cinque set contro Frances Tiafoe negli ottavi di finale al Roland Garros, il ligure ha raggiunto per la prima volta i quarti di finale di uno Slam, ma lo ha fatto percorrendo una strada mai vista prima nell’era delle statistiche moderne. Arnaldi ha infatti accumulato 17 ore e 42 minuti di gioco nelle prime quattro partite del torneo, stabilendo il nuovo record per il maggior tempo trascorso in campo da un giocatore capace di raggiungere i quarti di finale di un Major da quando l’ATP ha iniziato a registrare ufficialmente la durata degli incontri nel 1991.
Il precedente primato apparteneva allo svedese Nicklas Kulti, che al Roland Garros 1992 aveva impiegato 15 ore e 44 minuti per arrivare tra gli ultimi otto del torneo. Arnaldi ha polverizzato quel dato, superandolo di quasi due ore.
IL PERCORSO DI ARNALDI
Il cammino del sanremese è stato una vera maratona. Al primo turno sono servite 4 ore e 1 minuto contro Tallon Griekspoor, seguite dalle 3 ore e 17 minuti contro Stefanos Tsitsipas. Nel terzo turno è arrivata un’altra battaglia da 4 ore e 58 minuti contro Raphael Collignon, prima dell’epica sfida con Tiafoe, vinta dopo 5 ore e 26 minuti e una rimonta da 1-4 nel quarto set.
Un dato che racconta meglio di qualsiasi altro la natura del torneo disputato da Arnaldi: quattro vittorie, diciotto set giocati e quasi diciotto ore trascorse sulla terra battuta parigina. Un percorso estenuante dal punto di vista fisico e mentale, ma che gli ha permesso di conquistare il primo quarto di finale Slam della carriera.
Adesso resta da capire quante energie siano rimaste nel serbatoio. Di certo, comunque vada il prosieguo del torneo, il nome di Matteo Arnaldi è già entrato nella storia statistica del Roland Garros e degli Slam.