“È stata una stagione strana per me, tanti alti e tanti bassi”. Ben Shelton, durante la conferenza stampa precedente l’ATP 500 di Washington 2026, ha parlato del suo rendimento durante i primi 7 mesi dell’anno. Il classe 2002, da gennaio a luglio 2026, ha vinto ben 3 titoli (ATP 500 Dallas, ATP 500 Monaco, ATP 250 Stoccarda), ma ha collezionato cocenti delusioni nei tornei più importanti, su tutte le uscite premature del Roland Garros (secondo turno) e di Wimbledon (primo turno). Shelton ha riconosciuto l’altalena dei propri risultati ammettendo: “Non ho mai vinto così tanti tornei in un solo anno, al tempo stesso ci sono molte cose per cui sono deluso e frustrato“.
Altalena dei risultati
Lo statunitense ha proseguito dicendo: “Cosa mi ha infastidito di più? Le mie performance, non so se sia il mio livello in generale o specifiche partite, ma io provo sempre ad essere costante in allenamento e nella vita”. La costanza di rendimento è proprio ciò che è mancato a Shelton, soprattutto nei Masters 1000. Se negli Slam c’è stato l’exploit dell’Australian Open (quarti di finale), nei mille ha vinto una sola partita in stagione sul cemento di Indian Wells.
“L’incostanza è quello che mi rende più frustrato, sicuramente incidono anche le uscite premature nei grandi tornei. Sono dei veri e propri turni-trappola per me” ha commentato Shelton, conscio dei propri punti deboli. Nonostante una metà di stagione altalenante, lo statunitense ha guardato con fiducia al prosieguo del 2026: “C’è sicuramente molto margine di miglioramento nella seconda metà di stagione, una parte dell’anno che mi piace molto e in cui gioco molto bene”. Non a caso lo scorso anno vinse il Masters 1000 di Toronto e nel 2023 raggiunse la semifinale dello US Open.