“È stata una vittoria importante perché, negli Slam dell’anno scorso, quando gli avversari giocavano bene contro di me, facevo fatica e ho perso alcune partite. Quindi sono felice di essere riuscito a ribaltarla”. I fantasmi dell’ultimo anno sono passati nella testa di Daniil Medvedev, ma solo per un attimo. Il numero 11 del seeding, seppur col brivido, ha superato il secondo turno dell’Australian Open 2026 rimontando il francese Quentin Halys con il punteggio di 6-7(9) 6-3 6-4 6-2. Il ventinovenne di Mosca conferma così l’ottimo periodo di forma di questo inizio di stagione, raggiungendo il terzo round dell’Happy Slam, dove affronterà l’ungherese Fabian Marozsan, vincitore in tre set contro il polacco Kamil Machrzak.
LA PARTITA CON HALYS
Nella conferenza stampa rilasciata a fine partita, il tennista russo ha dichiarato di essere soddisfatto del risultato, nonostante le difficoltà iniziali: “Direi che la prestazione poteva essere migliore, ma una vittoria è sempre una vittoria. Sono migliorato sempre di più nel corso del match. Mi ritengo piuttosto contento e guardo con fiducia ai prossimi turni”. Nonostante abbia ceduto il primo set dopo un combattuto tie break, l’ex numero 1 del mondo è riuscito a ritrovare fiducia nei propri colpi senza perdere di vista l’obiettivo: “Nel tie break forse potevo servire un po’ meglio. Poi sono andato a cambiarmi: questo di solito aiuta a rifocalizzarsi. Come posso vincere questa partita ora? È 1-0 per lui, questo non si può cambiare. Il primo game del secondo set non è stato granché e ho subito il break, ma dovevo comunque provare a vincere la partita. Sono felice di esserci riuscito e di averlo brekkato diverse volte dopo”.
IL CLIMA NELLO SPOGLIATOIO
La particolarità di condividere lo spogliatoio con i propri avversari è una caratteristica che distingue il tennis da molti altri sport. Se in passato la tensione fuori dal campo alimentava fortemente la competitività in campo, oggi – secondo Medvedev – è esattamente il contrario: “Qualche giorno fa ne parlavo con i miei coach, Rohan e Thomas. Loro erano sul tour vent’anni fa e mi hanno detto che allora lo spogliatoio era estremamente tossico. Io conosco solo quello attuale e lo trovo super amichevole. In campo puoi discutere, ma fuori l’atmosfera è rilassata. Oggi vedi Alcaraz e Sinner che condividono jet privati. È una bella cosa, perché rende il tour più piacevole. Ho sentito storie assurde del passato, ma non le racconterò mai. Mi hanno fatto pensare che quella pressione costante accorciasse le carriere”.
IL RAPPORTO CON I PODCAST
Uno dei fenomeni più in crescita nel mondo del tennis e dello sport in generale è quello dei podcast. Sempre più ex giocatori si stanno lanciando in questo nuovo progetto, ma Medvedev ha espresso in modo chiaro il suo punto di vista: “Direi probabilmente di no, ma dipende dalle circostanze. Nei primi anni dopo il ritiro vorrei solo godermi la famiglia e fare le cose che amo. Rispetto molto Roddick perché non attacca mai i giocatori e parla di tennis in modo rispettoso. Poi ci sono altri che fanno poche interviste all’anno e criticano tutto il tour: questo è ciò che voglio evitare. Non voglio diventare quello che finisce la carriera e poi dice: “Questi non sanno più giocare, ai miei tempi c’erano Alcaraz e Sinner, ora sono tutti amatori”. Se dovessi diventare così, allora meglio non parlare”.
LA VELOCITÀ DEI CAMPI E IL PROSSIMO AVVERSARIO
Lo scorso anno uscì al secondo turno, eliminato in cinque set dall’ancor più giovane giovane Learner Tien. Quest’anno le sensazioni sembrano essere diverse per il ventinovenne di Mosca, che si è espresso sulla velocità dei campi a Melbourne Park e la pesantezza delle palline “Sento che i campi stanno diventando più veloci. Hong Kong e Brisbane erano veloci. L’Australian Open non è lento: non direi veloce, ma direi medio o leggermente veloce. Anche le palle stanno migliorando. Io ero uno di quelli che si lamentava di più. Il tennis cambia: racchette, superfici, stile di gioco. Forse bisogna rivedere certe regole sulle palle, ma sento che ora veniamo ascoltati di più”. E sul prossimo avversario, Fabian Marozsan, solo parole di stima: “Ci conosciamo abbastanza. È sul tour da un paio d’anni, è molto forte, intenso, può battere giocatori top 10. So che sarà una partita durissima e dovrò essere al massimo per vincere”.
