Undici mesi dopo, Holger Rune è finalmente tornato in campo. Il danese ha lasciato alle spalle il grave infortunio subito a Stoccolma (rottura del tendine d’Achille), e ha festeggiato il rientro nel migliore dei modi. Nel match valido per il World Group I di Coppa Davis tra Danimarca e Bulgaria, Rune ha superato Iliyan Radulov con un netto 6-3 6-3. Un successo che vale molto più del semplice risultato.
Le sensazioni ritrovate
Rune ha innanzitutto analizzato la propria prestazione, sottolineando la somiglianza tra le sensazioni avute in partita e quelle sperimentate in allenamento. “Ho giocato come mi ero allenato: né peggio né meglio — ha spiegato dopo il match —. È stato semplicemente fantastico riuscire a scendere in campo e mettere in pratica quello su cui mi sono allenato per così tante settimane ormai. Una partita è qualcosa di diverso, ma penso di aver giocato abbastanza libero. Ho colpito bene la palla, ho servito bene e ho risposto bene. Naturalmente, all’inizio, ho dovuto abituarmi al ritmo della partita”.
Il danese è consapevole che servirà ancora tempo per ritrovare completamente il giusto feeling: “Probabilmente sarà così anche nelle prossime partite, quando tutto potrà sembrare un po’ più veloce. Ho cercato di avvicinarmi sempre di più alla linea di fondo per imprimere un ritmo elevato. È stata una bella partita contro un ottimo giocatore. Non avrei potuto desiderare un inizio migliore”.
Il sostegno del pubblico
A rendere ancora più speciale il ritorno è stato il sostegno ricevuto dal pubblico: “C’era un’atmosfera assolutamente pazzesca ed è stato fantastico essere di nuovo lì. È passato tantissimo tempo, quindi è stata una sensazione incredibile. È stato fantastico entrare in campo, sentire il sostegno del pubblico e ritrovare il mio gioco, oltre a mettere alla prova me stesso per capire a che punto sono. Ho lottato così duramente per arrivare a questo momento. Il corpo sta bene e il gioco ha funzionato, quindi è stato uno scenario da sogno”.
Il ruolo della famiglia
Nel lungo percorso di recupero, un ruolo fondamentale lo hanno avuto anche i genitori del danese, rimasti al suo fianco sin dai primi giorni successivi all’infortunio: “Ci sono stati fin dal primo giorno, anche dopo l’infortunio e l’operazione. Sono stati davvero carini: nei primi giorni, dopo l’infortunio, hanno dormito a turno nel mio appartamento per essere sempre attenti alle mie condizioni e a come stavo. È stato fantastico condividere questa esperienza con entrambi. Non capita molto spesso che mio padre venga a vedermi giocare, quindi è un piacere quando può farlo”.