El Grinta

di - 21 Luglio 2013

di Sergio Pastena

La finale di Amburgo contro Delbonis, per Fabio Fognini, non era la “prova del nove”. Non lo era perché, diciamolo pure, anche un’eventuale sconfitta non avrebbe certo offuscato due settimane nel corso delle quali Fabio ha messo in mostra il miglior tennis della sua carriera e, soprattutto, una costanza e un carattere da applausi.

A volte, peró, i match prendono una piega tale da poter dare informazioni utili sulla forza di un giocatore, e quello contro l’argentino di oggi rientra in questa categoria. Avversario giovane, forte e reduce da una vittoria contro Federer: primo set che scorre via con Fognini che ha cinque opportunitá per breakkare l’avversario e, alla fine, cede il servizio quando serve per rimanere nel match. 6-4 Delbonis.

Secondo set che inizia che Fabio che toglie il servizio per la prima volta all’argentino, che peró restituisce subito la cortesia aiutato da un warning che fa saltare i nervi a Fognini e lo fa ritrovare 1-4. Dicevamo l’inerzia… non si puó diventare immuni al nervosismo da un giorno all’altro, ma in questo caso i motivi ci sono e il finale sembra scritto, non fosse che Fabio riesce a riprendere il controllo, recupera e si arriva al 6-6 con due break per parte. L’inerzia del match, peró, sembra quelle di tante altre partite. Considerando che Delbonis il giorno prima aveva preso due tie a King Roger, era dura, e infatti l’argentino é stato perfetto fino al 6-5 e servizio, quando ha provato a venire a rete ma ha sbagliato la volée. É un attimo, e in quell’attimo volano via altri due match point di cui uno sul servizio dell’avversario e Fognini si ritrova sul 3-0 nel terzo set. Fine dei giochi, la corsa verso il 6-2 finale é rapidissima.

Questa vittoria ha un valore particolare per Fabio anche perché, mai come stavolta, c’é la possibilitá di abbattere quel maledetto tabú che ha visto tutti i nostri tennisti negli ultimi trent’anni fermarsi al famigerato numero 18 del ranking. Ora Fabio é diciannovesimo e i suoi punti saranno 1970. Il tredicesimo, Milos Raonic, ne ha 2225. Una situazione equilibratissima che ci permette di avere ancora maggiore fiducia se andiamo semplicemente ad analizzare i punti che devono difendere quelli che sono immediatamente davanti a Fognini in classifica.

Fabio, infatti, da qui a dicembre ha da difendere appena 355 punti, 315 se consideriamo i “Non Countable” del 2013, mentre tutti gli avversari sono abbondantemente oltre i 500 e in alcuni casi, come quello di Tipsarevic, raggiungono quote difficilmente confermabili come 1500 punti.

Ad ogni modo, una volta tanto, preferiamo fare silenzio e restare ad osservare: col sorriso stampato in faccia.

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