Inizia la corsa al Master di Londra: i primi 3 del mondo già qualificati, rischia Nadal

di - 3 Ottobre 2016

È arrivato ottobre e si parte con lo sprint finale per qualificarsi alla Masters Cup di Londra di fine anno: altri 5 posti da aggiudicarsi (Djokovic, Murray e Wawrinka sono già qualificati) e 5 settimane di tornei a disposizione per far punti, soprattutto con i Master 1000 di Shanghai e Parigi-Bercy.

Guardando la Race (classifica che prende la somma dei risultati fatti nella stagione) i giochi però non sembrano così aperti. Ad esempio in quarta e quinta posizione ci sono rispettivamente Raonic e Nishikori: entrambi hanno superato i 4000 punti, che è considerata la quota-sicurezza per accedere al Master (insufficiente solo in un’occasione con Ferrer fuori a 4045 nel 2014), e la qualificazione matematica dovrebbe arrivare da un momento all’altro. Ma per gli ultimi tre posti tutto è ancora in discussione, soprattutto dopo l’ultima vittoria di Berdych nell’ATP 250 di Shenzhen.
A testimoniare l’importanza di questo momento della stagione c’è proprio la settimana di tennis in corso con gli ATP 500 di Tokyo e Pechino, dove sono iscritti tutti i tennisti impegnati a lottare per gli ultimi tre posti.
Al momento guida Monfils in sesta posizione che ha un minimo di vantaggio su Thiem e Nadal praticamente appaiati a quota 3200, a 330 punti di distanza troviamo subito Berdych, mentre un po’ più arretrati seguono Cilic e Goffin.

Che Master possiamo aspettarci?
L’edizione del 2016 potrebbe davvero rappresentare la prima del periodo post-Federer. Il campione svizzero, che ha rimandato direttamente l’appuntamento con i tornei a Gennaio, non sarà della gara e per ricordarci una Masters Cup senza di lui dobbiamo andare indietro fino al 2001: Sydney, la finale si giocava in 3 set su 5 e i partecipanti erano Hewitt, Grosjean, Kuerten, Agassi, Kafelnikov, Rafter, Ferrero e Ivanisevic. Praticamente un’altra era. La scelta di chiudere la stagione dopo Wimbledon per smaltire gli ultimi infortuni ha sicuramente un senso in vista del 2017, ma il suo ritorno resta comunque un’incognita.
A questo si aggiungono le assenze di altri tennisti abituati ad essere tra i migliori 8 a fine anno: non ci sarà Ferrer presente per ben 6 volte con una finale all’attivo, improbabile è anche la qualificazione di Tsonga (anche lui finalista a Londra) e potrebbe mancare Berdych sempre presente dal 2010.
Sembra ancora presto per vedere quel ricambio generazionale tanto atteso dei nati negli anni ’90. L’unica novità alle porte è Thiem che comunque sudarsi il posto nei prossimi tornei e i favoriti, in assenza di Federer, sono sempre Djokovic e Murray con la solita incognita di Wawrinka che ha all’attivo tre semifinali su tre partecipazioni a Londra.

I primi due del mondo hanno al momento due ottime motivazioni per concentrare le loro forze sulla Masters Cup: Djokovic potrebbe eguagliare il record di Federer con 6 titoli e inoltre la sua serie vincente a Londra è ancora aperte con le ultime 4 edizioni aggiudicate, mentre Murray, che ha disputato una delle sue migliori stagioni, non ha mai raggiunto la finale nonostante le sue 7 partecipazioni. Wawrinka viaggia sull’onda della vittoria agli US Open e al momento sembra essere l’unico in grado di poter battere i primi due del mondo nello stesso torneo.
Raonic, invece, non ha mai vinto una partita in una Masters Cup e dopo l’ottima finale a Wimbledon sembra essersi un po’ incartato. Inoltre a Londra incontrerà almeno uno tra Djokovic o Murray e i precedenti di questa stagione sono impietosi: con i primi due del mondo lo score è di 0 vittorie e 7 sconfitte.
Nishikori, al contrario, è in forte crescita dopo Wimbledon: finale al Master 1000 canadese, bronzo alle Olimpiadi, semifinale agli US Open e potrebbe allungare questa ottima serie nella tournée di casa ora in corso. Inoltre anche sul piano atletico questa stagione sembra portare dei passi avanti nella maturazione del giapponese che con oltre 50 partite vinte ha dimostrato di mantenere una certa costanza da gennaio ad oggi.

Resta da vedere chi saranno gli ultimi tre, con la premessa che in passato gli infortuni hanno permesso anche al numero 9 o 10 di avere qualche chances nell’ultimo atto del calendario ATP. Monfils potrebbe raggiungere una storica qualificazione vista la sua assenza dalla top 10 per oltre 5 anni: la finale a Montecarlo e la semifinale agli US Open hanno avuto un peso fondamentale nella sua classifica, ma oltre a questo c’è stata anche un’inversione di tendenza nell’affrontare gli avversari alla sua portata con maggiore attenzione. Non si può dire però che lo stesso rendimento sia stato raggiunto con i top 10 dato che il francese quest’anno in 8 occasioni non è mai riuscito a vincere.
Thiem ha un po’ di margine su Berdych ma dovrà necessariamente fare un risultato pesante nei prossimi tornei per avere la tranquillità della qualificazione. Potrebbe pagare una stagione particolarmente dura con ben 75 match nelle gambe ma anche tantissime certezze come la semifinale al Roland Garros o il suo saper vincere su tutte le superfici (2 Atp vinti sulla terra, 1 sul cemento e 1 sull’erba).
Nadal, che in passato arrivava ai tornei asiatici con la qualificazione già in tasca, sarà costretto a sudarsi ogni 15 da ottavo della race. Negli ultimi mesi è andato avanti con orgoglio, ma ha dimostrato più volte di essere troppo lontano dalla sua migliore condizione. La Masters Cup potrebbe diventare il suo unico vuoto in una impressionante bacheca di trofei, ma anche la qualificazione non sembra così scontata: tra Pechino e Shanghai Nadal dovrà trovare un ottimo risultato viste le sue difficoltà a giocare indoor, inoltre entrando da settimo o ottavo a Londra può rischiare di avere un girone talmente duro da rendere la sua partecipazione ancora più complicata.
Berdych è il più accreditato nella rincorsa viste la sua posizione e la sua ultima vittoria in Cina. Pesa molto l’assenza agli ultimi US Open, ma nei tornei che rimangono da disputare il ceco potrebbe ribaltare la situazione vista anche la sua abitudine, arrivati a questo punto della stagione, a lottare per gli ultimi posti al Master.
Più distanziati ci sono Cilic, che sicuramente ha in cima ai suoi pensieri la finale di Coppa Davis a Zagabria, e Goffin, che potrebbe lottare per un obiettivo più realistico come la top 10 a fine anno. In assenza di risultati roboanti nei prossimi Master 1000 i vari Pouille, Kyrgios, Tsonga e Bautista-Agut dovrebbero essere tagliati fuori dai giochi, ma ciò non toglie che il finale di stagione è sempre molto aperto a causa di ritiri prematuri, big che riservano le forze per l’ultimo appuntamento dell’anno e outsider che hanno poco da perdere.
Tra i grandi assenti c’è chi segnala anche Alexander Zverev che, come Federer, potrebbe diventare un ospite fisso di questo appuntamento a partire dai prossimi anni. E insieme a lui anche Pouille e Kyrgios sembrano incanalati verso il giusto percorso che li avvicina ai piani alti del tennis. Miracoli di fine stagione permettendo.

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