“È un avversario diverso rispetto a tutti gli altri perché è di una categoria superiore in questo momento. Cercherò di andare in campo, di fare il mio massimo e, soprattutto, di godermi l’atmosfera che ci sarà. Il tabellone è quello e, prima o poi, tocca giocare con Jannik Sinner. È sicuramente il giocatore più difficile da incontrare: da una parte è un’impresa molto complicata, però dall’altra sarà un’esperienza incredibile che mi rimarrà per tutta la vita”. Andrea Pellegrino è la vera sorpresa di questi Internazionali d’Italia 2026. L’azzurro ha superato Frances Tiafoe in due set ed è approdato agli ottavi di finale, dove affronterà il numero 1 del mondo Sinner.
In zona mista, dopo la sfida, Pellegrino ha fin da subito parlato delle sensazioni avute nel corso del match: “Sono tanto felice per il risultato. È stata una partita incredibile, molto dura fisicamente, in condizioni un po’ difficili, però sono veramente contento di quello che sto facendo, del livello che sto esprimendo e di tutto quello che mi sta accadendo in questo momento“.
Il processo di maturazione di Andrea
Un processo di maturazione continua per Pellegrino, che sta brillando come mai prima d’ora: “Come ho sempre detto, ognuno ha il suo percorso, la sua maturazione e c’è chi ci arriva prima, chi ci arriva più tardi. Ci sono tantissimi esempi di giocatori che dopo i 30 anni hanno fatto dei risultati incredibili, come anche Paolo Lorenzi, che ha fatto una carriera incredibile dai 30 anni in poi. Penso che, anche se ho 29 anni, fisicamente mi sento ancora molto, molto giovane, quindi credo di avere ancora diversi anni davanti a me per poter fare degli ottimi risultati e godermi anche questo tipo di torneo. Credo che, dopo tanti anni di esperienza nei Challenger e nel tennis in generale, arrivi a maturare da solo. L’unica cosa che ho cercato di fare in tutto questo tempo è dare il massimo. È l’unica cosa che mi sono imposto anche negli allenamenti, cosa che prima facevo un po’ più fatica a fare. Però credo che, dando il massimo ogni giorno, poi, se uno ha le qualità, i risultati arrivano”.
E sull’emozione di giocare sul Centrale contro Jannik, Andrea ammette di non aver ancora realizzato: “No, non mi spaventa giocare al Centrale, però comunque mi emoziona parecchio. Giocare davanti a tutte quelle persone con il giocatore più forte del mondo, che ha vinto gli ultimi cinque tornei che ha giocato, sarà un’emozione incredibile e spero di potermela godere”.
Il problema degli scommettitori
Infine, ha poi detto la sua riguardo al tema degli scommettitori tra gli spalti, un problema che affligge le tribune dei tornei italiani — e non solo — e che condiziona negativamente l’atmosfera nei diversi campi: “Vengono lì solo per disturbare i giocatori perché, ovviamente, scommettono, come sapete. Non sanno neanche come funziona il gioco del tennis, non interessa loro né di me né di nessuno, quindi vengono solo per disturbare i giocatori, che è l’unica cosa che, secondo me, sta un po’ rovinando il tennis in certe situazioni. Alla fine è uno sport che è sempre stato elegante, no? Sennò diventa come uno stadio di calcio dove vale tutto e perde un po’ quella bellezza che il tennis ha”.