Non solo giocatori in campo al Challenger 125 di Olbia 2026. Tra i protagonisti presenti in Sardegna c’è anche Victor Hanescu, ex numero 26 ATP, capace di raggiungere i quarti di finale al Roland Garros nel 2005 e di conquistare il titolo all’ATP 250 di Gstaad nel 2008. Il romeno segue il connazionale Cezar Cretu, che da sei anni si allena nella sua accademia di Bucarest.
“Essere qui è un piacere, si tratta di un posto bellissimo e gli standard che propone il torneo sono eccezionali. Per noi è la terza volta qui, ci stiamo preparando per l’esordio. Sono sei anni che lavoro con Cezar e penso che sia migliorato molto. Qualche settimana fa ha vinto il primo Challenger della carriera ad Augusta a testimonianza dei progressi fatti; il grande obiettivo è entrare in Top 100”.
Insieme ai Big Three
La carriera di Hanescu si è sviluppata nell’epoca dominata dai Big Three, con numerosi confronti contro Novak Djokovic, Rafael Nadal e Roger Federer. Quel suo miglior risultato Slam a Parigi si infranse proprio contro lo svizzero, tre set a zero: “Giocai il miglior tennis della mia carriera – vittoria in cinque set contro David Nalbandian – e poi affrontai Roger, ma forse non credetti mai fino in fondo di poter vincere quel match. Rimane comunque il miglior risultato che abbia mai raggiunto e ovviamente avrà sempre un posto speciale nel mio cuore”.
E poi la sua visione generale: “Penso che l’aspetto impressionante fosse proprio la costanza. Oggi, nelle fasi finali degli Slam, abbiamo diversi giocatori giovani che si alternano tra di loro. La mia impressione su quell’epoca è che fosse semplicemente impossibile giocare la semifinale di un Major perché i posti che contavano venivano sempre occupati da loro tre e da Andy Murray che riusciva a inserirsi spesso. Affrontarli era un’esperienza estrema, avevano delle caratteristiche uniche”.
Il confronto con Sinner e Alcaraz
Hanescu ha poi confrontato quell’epoca con il tennis attuale, soffermandosi sulla continuità dei campioni e sul percorso di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, già protagonisti di numerosi successi nonostante la giovane età: ““La differenza principale tra le due ere è la costanza. Da un certo punto di vista capisco Jannik e Carlos, perché nonostante la giovane età hanno già vinto diversi tornei importanti. Forse non hanno gli stessi obiettivi, magari non c’è l’ambizione di vincere così tanto come è capitato ai Big Three. Sono contenti di stare in campo e di giocare bene a tennis e per loro sembra essere sufficiente”.
In chiusura un passaggio anche su Djokovic, che continua a competere ad alto livello: “Mi impressiona perché riesce a mantenere un livello di tennis ancora molto alto. Ora come ora penso sia difficile che possa tornare a vincere un Major, ma senz’altro si diverte a competere e sembra anche in un buono stato di forma”.