INTERVISTA – Sara Sitar, dalla Romania all’Italia: il percorso fino al titolo tricolore

Matteo Cubadda
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Dalla Romania all’Italia, con una racchetta in mano e un sogno sempre più grande. Sara Nicola Sitar ha appena conquistato il titolo di campionessa italiana Under 15, battendo in finale Viola Severi per 6-1 6-4 e oggi guarda già al prossimo obiettivo. A soli quattro anni dal trasferimento in Italia, la giovane tennista rumena ha parlato ai nostri microfoni, dove ci ha raccontato il percorso che l’ha portata fin qui, dagli inizi nel suo Paese alla scelta di inseguire il tennis in Italia. Una storia fatta di sacrifici, ambizione e quella fame necessaria per provare a trasformare un talento in qualcosa di più.

Il tennis, una passione nata da bambina

“Da piccola guardavo tantissimo tennis a casa e mi piaceva molto seguire le partite. A un certo punto ho detto a mia madre che avrei voluto provare a giocare anch’io e le ho chiesto se poteva portarmi a fare tennis. Da quel momento è iniziato tutto: fin dalle prime volte mi sono innamorata di questo sport e ho capito che volevo continuare a giocare e a migliorare. Ho iniziato in Romania, dove ho giocato fino ai dieci anni. Poi ho avuto l’opportunità di trasferirmi in Italia per allenarmi e fare un passo in più nel mio percorso. All’inizio era sicuramente un cambiamento importante, ma mi sono trovata molto bene e oggi sono contenta della scelta che ho fatto. Qui posso allenarmi con continuità e continuare a inseguire i miei obiettivi nel tennis”. Un trasferimento che, però, non è arrivato per caso. A far scattare l’opportunità è stata un’esperienza particolare, che ha portato Sara a conoscere da vicino una realtà diversa e ad affacciarsi per la prima volta alla possibilità di proseguire il proprio percorso in Italia: “Ho vinto un torneo del Kinder Joy of Moving Tennis Trophy, quello legato alla Rafa Nadal Academy, e da lì ho avuto l’opportunità di venire in Italia per fare delle prove. All’inizio non sapevo l’italiano, però mi sono sentita subito accettata e mi sono trovata molto bene. Poi mi sono trasferita qui e ormai sono quattro anni che vivo in Italia. Mi trovo davvero molto bene e sono contenta della scelta che ho fatto”.

Le preferenze di Sitar

Il modo di giocare racconta molto di Sara, così come le sue preferenze. A partire dalla superficie, perché c’è un campo nel quale sente di poter esprimere al meglio il proprio tennis: Sto molto bene sul cemento, è la mia superficie preferita, perché diciamo che col mio gioco va meglio, perché è più rapido, e anche fuori però preferisco il cemento chiuso. Sono un’attaccante da fondo campo. Il mio colpo migliore è il rovescio, e anche il servizio. Secondo me anche quando l’avversaria sta attaccando io riesco comunque ad andare in controattacco, e mi sento molto confidente da fondo campo ad andare incontro alla palla sempre”. Un’identità tennistica che ritrova anche quando pensa al torneo che più vorrebbe giocare. Non è un caso che la scelta cada proprio su uno Slam sul cemento: “Il mio Slam preferito è l’US Open. Anche perché si gioca anche sul cemento e mi piace l’atmosfera, però anche come torneo sì, è il mio preferito”. E poi ci sono le giocatrici che hanno accompagnato la sua passione per questo sport. Due nomi, uno che appartiene alla storia recente del tennis e uno che invece rappresenta il presente: Ce ne sono due, Serena Williams, che adesso non sta più giocando, però è stata la mia preferita, e adesso l’attuale Sabalenka“.

La vittoria dei Campionati Italiani Giovanili 2026

Il titolo italiano Under-15 è arrivato al termine di un torneo nel quale Sara si era presentata con aspettative importanti e con la consapevolezza di poter arrivare fino in fondo. “È stato un torneo duro, però in ogni partita ho giocato molto bene. Avevo grandi aspettative perché volevo almeno arrivare in finale. Quindi è stato comunque un torneo molto positivo per me, con la soddisfazione della vittoria”, ha raccontato la giovane tennista. Un successo arrivato nonostante una vigilia complicata da un problema alla spalla, accusato dopo un periodo particolarmente intenso. Sara, però, era consapevole delle proprie possibilità e ha scelto comunque di scendere in campo. “Mi sentivo tra le favorite. Prima di andare agli Italiani mi è venuto un po’ di male alla spalla perché avevo giocato tanto nell’ultimo periodo, però ho comunque scelto di andare a giocare e dare il mio massimo, e fortunatamente sono riuscita a trionfare”, ha concluso la giovane rumena.

Sogni nel cassetto

Guardando al futuro, Sara ha già le idee chiare sulla direzione che vuole prendere. Il titolo italiano under 15 rappresenta un passo importante, ma la giovane tennista non vuole fermarsi e continua a lavorare quotidianamente per provare a raggiungere traguardi sempre più ambiziosi. Il mio sogno è diventare la numero 1 del ranking Wta e vincere tanti Slam. Lavoro ogni giorno per migliorare e per cercare di raggiungere questi obiettivi”, ha dichiarato la ragazza. Un grande sogno che parte dalla quotidianità e dalla voglia di continuare a crescere. Per Sara, il percorso è appena iniziato: il titolo italiano è un primo traguardo importante, ma lo sguardo è già rivolto al futuro e alle prossime sfide.

Rapporti di fiducia

Dietro i risultati ottenuti dalla tennista c’è un lavoro quotidiano fatto di allenamenti e sacrifici, ma anche la presenza di figure importanti che la accompagnano costantemente nella sua crescita.Un percorso nel quale, oltre alla parte prettamente tecnica, conta anche il feeling che si riesce a costruire fuori e dentro il campo. Per Sara questo aspetto è particolarmente importante, perché sente di poter vivere il rapporto con i suoi allenatori con grande naturalezza e senza avere timore di esprimere le proprie idee. I miei maestri sono Denys Parmentier ed Enrico Bettini. Con Denys lavoro da più tempo, da quando sono venuta in Italia, e mi sono trovata subito molto bene. Il rapporto tra noi è molto libero, molto da allenatore e allieva. Anche con Enrico mi sento molto bene con lui in campo. È sempre un rapporto libero, perché a me piace parlare liberamente con loro e dire tutto quello che penso. Non mi vergogno, mi piace tantissimo il nostro rapporto”.

Il punto di vista dell’allenatore Enrico Bettini

A raccontare Sara dal punto di vista tecnico è Enrico Bettini, uno dei suoi due allenatori, che ne sottolinea le qualità e i margini di crescita. Un’analisi che parte dalle caratteristiche del suo tennis e arriva anche alla capacità, maturata nell’ultimo periodo, di gestire meglio i momenti più delicati delle partite. “Sicuramente è una ragazza molto dotata tecnicamente. Sa esprimere un gioco molto aggressivo e moderno, è completa su tutti i colpi ed è dotata anche di un ottimo fisico. È molto maturata nell’ultimo periodo e riesce a gestire i momenti di tensione durante la partita molto meglio rispetto al passato. Con la sua volontà di emergere ha ottime possibilità di coronare il suo sogno, che è quello di arrivare al tennis professionistico. Noi faremo di tutto per aiutarla e siamo ottimisti”.

Obiettivi futuri

Dopo aver raccontato il percorso che l’ha portata fin qui, Sara Sitar guarda già avanti. La voglia è quella di continuare a crescere, confrontarsi con avversarie sempre più forti e provare a fare un passo alla volta verso il livello che sogna. “I miei obiettivi? Innanzitutto, il 19 settembre andrò a giocare i Campionati Europei a Parma, che per me sono un torneo molto importante e spero di fare un bel risultato. Inoltre voglio entrare nella Top 100 ITF, così l’anno prossimo riuscirò a giocare i grandi Slam junior”.

Da qui a 10 anni

Il tennis, però, non si misura soltanto con gli obiettivi della prossima stagione. Per una giocatrice così giovane, il percorso davanti è ancora lunghissimo e permette di guardare molto più avanti. Da qui a dieci anni c’è un’intera carriera da costruire, con tutto quello che il tennis può portare tra vittorie, sconfitte, tornei e nuove sfide. Sitar, però, prova già a immaginare quella giocatrice e quella persona che vorrebbe essere nel 2036. “Vorrei essere coraggiosa, sempre positiva e unica. Dal punto di vista del tennistico, invece, vorrei aver vinto qualche trofeo, ma soprattutto almeno uno Slam e nella Top 10 Wta”.

 

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