Jodar con i piedi per terra: “Gli ottimi risultati non significano che diventerò un grande giocatore”

Matteo Cubadda
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Rafael Jodar - Foto FITP

Uno US Open diverso dalle aspettative per Rafael Jodar, che ha chiuso lo Slam newyorkese senza riuscire a esprimere tutto il suo potenziale. Il giovane spagnolo ha parlato del torneo e di una stagione che lo sta vedendo protagonista di una crescita costante, tra miglioramenti e risultati sempre più convincenti.

Sullo Slam newyorkese

“Purtroppo non tutti i tornei vanno come ci si aspetta. Anche se quest’anno ho ottenuto ottimi risultati in poco tempo, questo non significa necessariamente che diventerò un grande giocatore”, ha spiegato con maturità il classe 2006.

Sul percorso

Il giovane tennista è consapevole che la strada da percorrere sia ancora lunga e che ci siano diversi aspetti sui quali lavorare: “Il percorso è ancora molto lungo e ci sono tantissime cose da migliorare”.

Big 3

Guardando ai grandi campioni del passato e del presente, Jodar ha poi indicato le qualità che vorrebbe fare proprie: “A Nadal prenderei la mentalità, a Djokovic la cura maniacale del corpo che lo ha portato a mantenersi ad altissimi livelli nonostante l’età. Da Federer, ovviamente, il talento”.

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