È una Coppa Lambertenghi un po’ più speciale quella vinta da Sofia Brigatti, se non altro per il fatto di averla conquistata in casa. Già campionessa italiana under 11 lo scorso anno, la ragazza cresciuta proprio sui campi del Tennis Club Alberto Bonacossa di Milano ha concesso il bis battendo ancora una volta in finale la compagna di nazionale Alessia Widmann (ATA Battisti Trento), con il punteggio di 6-2 6-0.
Un’affermazione importante nella categoria d’età che storicamente tende più di altre a giocare scherzi alle favorite: vuoi perché le gerarchie sono ancora decisamente malleabili, vuoi perché il campionato under 12, intitolato al Marchese Gilberto Porro Lambertenghi, gode di un prestigio tutto suo quando si parla di attività nazionale giovanile.
Ovviamente l’esito di una settimana è tutt’altro che un sigillo di garanzia sull’avvenire di una giovane tennista, anche se fa sempre piacere entrare in un albo d’oro che, insieme a tanti nomi poi rimasti lontani dai riflettori, vanta quelli di Roberta Vinci, Martina Trevisan ed Elisabetta Cocciaretto. Senza dimenticare, al maschile, Paolo Bertolucci, Corrado Barazzutti, Federico Luzzi, Potito Starace e, guardando al passato più recente, Federico Cinà.
Vittoria in casa
Questi restano però pensieri e sovrastrutture lontani dalla testa della giovane Sofia, che si prende semplicemente il bello di questa settimana con la voglia di continuare sulla strada intrapresa. Un ritorno dolcissimo, dunque, quello sui campi del Bonacossa, visto che Brigatti ormai da un anno si allena all’MXP Tennis Team, club diretto da Fabio Chiappini, coach di Mattia Bellucci, e che tra le sue fila conta figure come Marco Brigo, Paolo Moretti ed Erik Crepaldi.
Proprio quest’ultimo, ex numero 282 del mondo, sta seguendo da vicino la ragazza. “Con lui mi diverto molto in campo. È carino nei modi, questo ci aiuta a capirci subito e di conseguenza riesco ad allenarmi bene – racconta Sofia, classe 2014, che nella vita di tutti i giorni si divide tra tennis e scuola, con mamma Nadia e papà Ermanno attenti a tenerla con i piedi per terra, senza ovviamente nascondere la gioia per i traguardi raggiunti -. Mi alleno quattro o cinque volte a settimana. Faccio un’ora e mezza di atletica e un’ora e mezza di tennis dopo la scuola. Poi, quando torno a casa, faccio i compiti. La mia materia preferita? Matematica. Nel tempo libero, come detto, studio, ma ogni tanto guardo anche la televisione o esco con gli amici. Con mio papà mi diverto anche a fare altri sport come pallavolo, golf e sci”.
Un torneo dominato
Per il secondo anno di fila, Brigatti si è giocata il titolo con la compagna di nazionale Alessia Widmann, con la quale quest’anno ha condiviso anche l’esperienza in Summer Cup, conclusa con un settimo posto nella fase finale in Corsica: “Insieme a noi due c’erano anche Vittoria Maria Casini e Marta Mammoliti. Si è creato un bel gruppo e ci siamo rivelate una squadra molto unita”. Tornando ai Campionati Italiani, se nel 2025 Brigatti era stata costretta a ribaltare uno svantaggio di 2-4 nel secondo set della finale, in questa edizione non ha lasciato margini alle rivali: “È stato un bel torneo, sono riuscita a divertirmi in tutte le partite che ho giocato e ho rivisto tante amiche. Poi ovviamente avevo tanta voglia di vincere, ma sono sempre entrata in campo rilassata e questo mi ha aiutato a giocare bene”.
Parlando invece di tennis giocato, Brigatti, come tutte le sue coetanee, è ancora una tela bianca, anche se le idee sulla direzione da intraprendere iniziano a prendere forma: “Ho migliorato molto il dritto, attacco molto di più e ho imparato ad approcciare la rete: sono cose fondamentali. Adesso sto lavorando tanto sul servizio e ci alleniamo per acquisire maggiore scioltezza nel palleggio. Come mi piacerebbe giocare da grande? Spero di diventare una giocatrice aggressiva, capace di fare un po’ tutto. Vorrei avere un servizio forte per chiudere subito gli scambi, oppure attaccare bene e poi andare a rete”.
Un 2026 da incorniciare
Il 2026 ha riservato a Sofia Brigatti anche la vittoria del Tennis Europe under 12 di Forlì, uno dei primi tornei giocati vestendo Nike: “Quando mi hanno detto dello sponsor ero felicissima, non credevo fosse vero. All’inizio mi sarebbe piaciuto anche avere lo sponsor di Djokovic perché è il mio giocatore preferito insieme a Sinner, ma negli anni mi sono affezionata a Nike e sono contentissima”. In chiusura, spazio anche a una considerazione sul livello delle coetanee europee: “Giocare all’estero è molto bello perché ti permette di conoscere tante ragazze, confrontarti con loro e fare amicizia. Ho notato che molte sono solidissime da fondo campo, riescono sempre a prendere la palla per attaccarla e sono brave tecnicamente. Le più brave per me? La ceca Vanessa Balej e le svedesi Josephine Silfverschiöld e Mila Berta”.