Con Jannik Sinner fuori dai giochi, le attenzioni dei media, degli appassionati e degli addetti ai lavori sono tutte su di lui. Carlos Alcaraz ha il mondo addosso e ne è pienamente consapevole. Sa di essere uno dei tennisti più influenti del pianeta negli ultimi cinque anni e sa che la sua decisione di tornare in campo allo US Open 2026 ha scosso l’intero universo del tennis e non solo. Il sette volte campione Slam tornerà tra le linee di gesso dopo più di quattro mesi, dopo aver recuperato dall’infortunio al polso sofferto ad aprile al ‘500’ di Barcellona.
Arrivato circa una settimana fa nella Grande Mela, il murciano si è subito messo al lavoro sul campo per acclimatarsi subito al feeling con il cemento di Flushing Meadows e monitorare sempre di più la sua fragile articolazione del polso destro. Il numero 3 del mondo è stato costantemente seguito da fotografi, telecamere e giornalisti in tutte le sue uscite di allenamento, che perlopiù si sono svolte a ritmi non troppo intensi.
Ma come sta Carlitos? A dare la più chiara visione delle sue condizioni è stato il suo connazionale Daniel Merida. Il madrileno, che ha svolto un match di training con Alcaraz terminato 7-5 in suo favore, si è sbilanciato sulla sua attuale situazione. “Carlos sta giocando bene — ha ammesso Merida in un’intervista a MARCA —. Quando troverà ritmo, potrà disputare alcuni incontri e perderà la paura che può avere al polso, lo vedremo allo stesso livello di sempre“. Per il 2004 di Madrid è solo questione di tempo prima che il campione in carica a New York torni nella sua versione migliore. Poi, sarà il campo a parlare.