Il primo turno dello US Open regala subito diversi incroci da seguire con attenzione. Tra le sfide più interessanti spicca quella tra Stefanos Tsitsipas e Arthur Fils, con il francese che si presenta a New York come uno degli outsider più intriganti del torneo. Da non perdere anche il derby generazionale tra Matteo Berrettini e Stan Wawrinka, entrato all’ultimo nel main draw grazie a una wild card assegnata dopo il forfait di Kypson. Occhi puntati poi su Adolfo Daniel Vallejo e Gaël Monfils, quest’ultimo reduce dalla semifinale nel doppio misto e alla sua ultima partecipazione allo US Open, oltre alla sfida tra Marin Cilic, campione a New York nel 2014, e Andrey Rublev. Infine, grande curiosità per il confronto tra Rafael Jodar e Thanasi Kokkinakis, con lo spagnolo al debutto assoluto nel main draw a Flushing Meadows.
Tsitsipas-Fils, un match interessante
Stefanos Tsitsipas e Arthur Fils rappresentano uno degli incroci più interessanti del primo turno. Da una parte c’è l’esperienza del greco, che negli ultimi mesi ha ammesso di non essere più riuscito a esprimere il livello mostrato quattro o cinque anni fa, consapevole di attraversare una fase diversa della propria carriera. Dall’altra scalpita Fils, classe 2004 reduce dal successo al Masters 1000 di Cincinnati e indicato da molti come uno degli outsider più interessanti del torneo. Un confronto tra un giocatore che cerca risposte sul proprio tennis e un giovane pronto a sfruttare l’occasione sul palcoscenico di New York.
Berrettini-Wawrinka, le basi del romanticismo
Affascina anche la sfida tra Matteo Berrettini e Stan Wawrinka, un incrocio che inevitabilmente strizza l’occhio ai romantici e ai nostalgici del tennis. Lo svizzero, campione a New York nel 2016, esattamente dieci anni fa, è entrato all’ultimo nel main draw grazie a una wild card assegnata dopo il forfait di Kypson. Dall’altra parte ci sarà Berrettini, che non ha brillato nei Masters 1000 di Montreal e Cincinnati. L’italiano torna però sul cemento di Flushing Meadows, dove nel 2019 raggiunse la semifinale, con l’obiettivo di ritrovare il suo miglior tennis e regalarsi altre notti da protagonista.
Vallejo-Monfils, generazioni a confronto
Diciotto anni di differenza separano Adolfo Daniel Vallejo e Gaël Monfils, protagonisti di un altro confronto dal fascino particolare. Il classe 2004 porta con sé un tennis imprevedibile e la voglia di sfruttare una grande occasione, mentre dall’altra parte della rete ci sarà l’esperienza di Monfils, classe 1986. Il francese è reduce dalla semifinale nel doppio misto e si prepara a disputare quello che sarà il suo ultimo US Open in carriera. Da una parte, dunque, la spensieratezza e l’imprevedibilità di un giovane in cerca della propria dimensione; dall’altra, l’ultimo ballo newyorkese di uno dei personaggi più riconoscibili del circuito.
Cilic-Rublev, un sapore particolare
Un altro confronto dal sapore particolare sarà quello tra Marin Cilic e Andrey Rublev. Da una parte il croato, campione degli US Open nel 2014, che torna a Flushing Meadows portandosi dietro inevitabilmente un carico di nostalgia. Dall’altra c’è Rublev, abituato ormai a collezionare piazzamenti importanti: il russo ha raggiunto per quattro volte i quarti di finale a New York, tre delle quali negli ultimi cinque anni. Un rendimento che testimonia la sua costanza, ma che non ha ancora portato alla svolta in uno Slam. Rublev è alla ricerca della forma e del tennis dei tempi migliori, mentre Cilic proverà a riaccendere almeno per una partita le sensazioni di un passato glorioso.
Jodar-Kokkinakis, la prova del nove
Infine, grande attenzione per la sfida tra Rafael Jodar e Thanasi Kokkinakis. Per lo spagnolo sarà un appuntamento particolarmente importante per capire quale potrà essere il suo rendimento in questo palcoscenico così prestigioso. Nei Masters 1000 nordamericani Jodar ha risposto presente, lasciando ottime sensazioni, dopo un Roland Garros molto positivo che gli ha permesso di mostrare a tutti il proprio potenziale. Dopo Parigi e Wimbledon, arriva ora l’appuntamento con New York: il confronto con Kokkinakis potrà essere un ulteriore banco di prova e, in caso di un’altra prestazione convincente, Jodar potrebbe confermarsi come uno degli outsider da seguire con maggiore attenzione.