“Ora il sogno delle qualificazioni Major inizia a essere tangibile”, Andrea Guerrieri commentava così – in esclusiva a Spazio Tennis – la vittoria del Challenger 75 di Roma Garden lo scorso aprile. Il sogno, oltre che tangibile, è diventato realtà. Perché Guerrieri non solo ha giocato le qualificazioni di uno Slam per la prima volta a Wimbledon 2026, ma le ha anche passate. Non sull’erba di Londra, ha dovuto attendere qualche mese in più. Il capolavoro lo ha completato sul cemento di New York, mettendo in fila tre splendide partite per accedere allo US Open 2026. In primavera aveva aggiunto anche: “Guardiamo avanti con positività, sapendo che dobbiamo insistere sul lavoro che stiamo facendo e organizzare al meglio il calendario per centrare questo primo grande obiettivo”. Insistere sul lavoro ha pagato.
Il protagonista inatteso
Guerrieri è nato il 2 dicembre del 1998, è originario di Correggio (provincia di Reggio Emilia) e ha fatto un balzo in avanti impressionante nel corso del 2026. Il primo ranking di gennaio lo vedeva alla posizione numero 511, prima di Flushing Meadows era già in Top 200. Il percorso è partito da lontanissimo e non è stato semplice, come ha ammesso lo stesso tennista: ” A un certo punto mi sono fatto qualche domanda su quanto volessi ancora insistere in questo sport”.
L’ingresso nel tabellone principale dello US Open è passato attraverso un atteggiamento sempre propositivo: “La fiducia e la positività, però, non sono mai mancate”. Così, passo dopo passo, Guerrieri si è costruito la chance di competere per l’accesso ad uno Slam. È passato dalle vittorie ITF (Trento e Reggio Emilia ad inizio stagione), ai successi Challenger (Roma Garden, finale a Grodzisk Mazowiecki), ai palcoscenici più prestigiosi in soli sei mesi.
Uno Slama all’improvviso
Nello sport del “tutto e subito”, Guerrieri è l’esempio perfetto del prendersi il proprio tempo e credere nella propria traiettoria. Il tennista emiliano, infatti, ha vinto il primo Challenger, ha esordito nelle quali Slam ed è entrato in main draw “tardi“. Per tanti anni è rimasto fuori dall’élite tennistica, ma ha avuto il merito di non gettare la spugna.
Il suo percorso, probabilmente, si spiega molto bene attraverso i recenti incontri con la giovane promessa Joel Schwaerzler. Il 9 di agosto l’austriaco ha trionfato nel Challenger polacco di Grodzisk Mazowiecki battendo proprio Guerrieri; 17 giorni più tardi, l’italiano si è preso la rivincita a New York nel secondo turno di qualificazioni, rimontando un set e un break di svantaggio. D’altronde il tennis è così: un giorno perdi un Challenger, quello dopo sei al primo turno dello US Open.