Masters 1000 Monte-Carlo 2026, Alcaraz: “Io e Sinner non siamo invincibili negli Slam”

Francesco Bruni
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Carlos Alcaraz - Foto FITP

Ho capito quanto sia importante mantenere la mente positiva. Anche quando le cose non vanno bene, più riesci a pensare in modo positivo, più velocemente puoi ribaltare la situazione”. Queste le parole in conferenza stampa di Carlos Alcaraz riguardo alla capacità, da lui ormai più che acquisita, di rimanere positivo anche nei momenti negativi di una partita. Un match, quello degli ottavi di finale al Masters 1000 di Monte-Carlo 2026, in cui ha battuto in tre set Tomas Martin Etcheverry (6-1 4-6 6-3), guadagnandosi la sfida con Alexander Bublik nei quarti del torneo del Principato.

GESTIRE I MOMENTI DIFFICILI

È qualcosa su cui ho lavorato, perché da giovane reagivo in modo diverso: urlavo, a volte lanciavo la racchetta e mi riempivo di pensieri negativi, che potevano durare anche uno o due game”, osserva Alcaraz, che parla di come oggi riesca a gestire alcuni momenti delle partite con maggiore lucidità. “Oggi, quando sbaglio un colpo facile, cerco di capire cosa è successo e come avrei potuto fare meglio, poi penso subito al punto successivo. Non è sempre facile, ma è un obiettivo che cerco di mantenere in ogni partita”.

NON SIAMO INVINCIBILI

 Inevitabile, poi, un passaggio sul duopolio con Jannik Sinner, sempre più al centro del tennis mondiale. Alexander Bublik, prossimo avversario dello spagnolo, ha definito i due “intoccabili” negli Slam, ma Alcaraz smorza i toni: “Abbiamo vinto gli ultimi Slam, ma non credo che siamo invincibili”.

Parole che riportano il discorso su un piano più concreto: “Sentire queste cose da un giocatore come Bublik, che capisce bene il tennis, aiuta la fiducia, ma onestamente non sono d’accordo. Nel tennis può succedere di tutto”.

LO SGUARDO SULL’AVVERSARIO

Se da un lato la gestione mentale è diventata una delle armi principali dello spagnolo, dall’altro resta fondamentale anche la preparazione delle partite. Tuttavia, Alcaraz non è un giocatore che si affida ossessivamente ai numeri: “A dire la verità, non molto”, risponde sorridendo quando gli viene chiesto quanto utilizzi i dati per studiare gli avversari. “È più il lavoro del mio allenatore. Guarda le partite e poi mi dà qualche indicazione su dove l’avversario si sente più a suo agio”.

Un supporto utile, ma che non sposta il focus principale: “La cosa più importante per me è pensare al mio gioco. Certo, sapere dove un giocatore serve nei momenti importanti o dove si sente più sicuro aiuta, ma per il resto penso soprattutto a me stesso”.

LA CLASSIFICA DEI MIGLIORI DRITTI

 Infine, spazio anche a un momento più leggero, con la “classifica” dei migliori dritti stilata da Joao Fonseca, che ha messo proprio Alcaraz in cima alla lista. Lo spagnolo accetta il gioco: “È una classifica difficile da fare, ma questa è molto buona. Forse aggiungerei Andrey Rublev e metterei Felix Auger-Aliassime al posto di Tsitsipas, perché adoro il suo dritto. Per il resto è una lista ben fatta”. E sul primo posto, nessun dubbio: “Sì, posso mettermi al primo posto”, conclude sorridendo.

 

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