Nagal furioso dopo il default: “Perché non penalizzano gli arbitri quando sbagliano?”

Luca Innocenti
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Tennis Ambience

Sumit Nagal ha dato la sua versione dei fatti su quanto accaduto lunedì 15 giugno durante il suo match di primo turno al Challenger 100 di Poznan 2026 contro Petr Brunclik. Il tennista indiano ha ricevuto un “default” sul 6-4 5-4 30-0 per l’avversario, con conseguente sconfitta a tavolino. Il motivo è stato il suo nervosismo nei confronti del giudice di sedia dopo una palla ritenuta in gioco dall’arbitro, ma valutata fuori da Nagal. L’ex numero 68 del ranking ha colpito lo stesso, ma contemporaneamente ha contestato la chiamata alzando il braccio. Secondo la sua versione dei fatti, pubblicata sui social avrebbe perso il punto perché “l’umpire non ha visto il braccio e poi si è rifiutato di scendere a controllare il segno”. 

Sfuriata contro gli umpire

La spiegazione di Nagal prosegue così: “Le regole ATP dicono che posso colpire la palla dopo il rimbalzo e comunque contestare la chiamata se questo non influenza il gioco in alcun modo, indipendentemente da dove finisce il mio colpo”. Fin tutto ineccepibile, poi arriva la parte polemica. Nagal si scaglia contro i giudici di sedia così: “Gli errori capitano, siamo umani. Però noi giocatori veniamo penalizzati per ogni errore mentre gli arbitri no, perché?”

La sfuriata del nativo di Jhajjar prosegue con riferimento al fattore economico: “Noi giocatori abbiamo la pressione aggiuntiva di dover vincere per fare dei soldi, mentre gli arbitri no. Perché loro non devono fronteggiare alcuna pressione?”Dopodiché Nagal ammette di essersi sentito indifeso dopo l’accaduto: “Mi sono sentito senza speranze, per me è stata emotivamente molto dura”. Nel 2026 credo che le partite non dovrebbero dipendere dagli arbitri avendo a disposizione la tecnologia – conclude Nagal -. Chiedo anche all’ATP e all’ITF di cambiare le regole affinché i giocatori possano difendersi”.

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