Osaka e il “black party” al Roland Garros: “Non è stata un’esclusione, ma una celebrazione”

3 Min Read
Naomi Osaka - Foto FITP

Il “black party (RG edition)” di Naomi Osaka ha destato l’attenzione di tutti. In occasione dell’inizio del Roland Garros, la quattro volte campionessa Slam ha organizzato una cena insieme a diversi giocatori e giocatrici del circuito (Gauff, Monfils, ecc…), specificando che l’invito era riservato solamente alle persone nere. “Non c’è compagnia migliore con cui condividere il tempo”, avrebbe poi scritto la giapponese nel post pubblicato sul suo profilo Instagram, scatenando, ovviamente, l’acceso dibattito nei commenti. A mettere ordine e calmare le acque ci ha pensato proprio Osaka che, tramite un messaggio via Thread, ha poi voluto chiarire la situazione, placando (forse) il polverone mediatico.

Il messaggio di Osaka

“Sto vedendo un po’ di commenti tipo: ‘Perché non puoi amare tutti, indipendentemente dal colore della pelle?’ e ‘E se qualcuno facesse una festa tutta di bianchi?!’

Prima di tutto, io amo tutti per quello che sono, a prescindere dalla loro razza o etnia (sono letteralmente metà giapponese). Però posso parlare solo delle mie esperienze personali: crescendo come tennista, non vedevo molte persone che assomigliassero a me e penso che sia importante celebrarle.

In secondo luogo, credo sia importante sottolineare che feste/cene “tutte di bianchi” sono già esistite. Non so come altro dirvelo: le ho viste continuamente e non mi hanno mai dato alcun problema. A chi fa questa domanda, vorrei farne un’altra: ‘Che cosa vi turba così tanto del fatto che persone POC (persone di colore) si ritrovino insieme?’

Vorrei concludere dicendo che sono cresciuta vedendo mio padre essere discriminato, con la polizia chiamata contro di lui più volte al circolo di tennis. Ci sono molte cose per cui mi scuserò nella mia vita, ma celebrare l’essere neri e apprezzare chi siamo non sarà mai una di quelle per cui penserei di chiedere scusa. Grazie.

Anzi, ho mentito: mi dispiace davvero. Mi dispiace per le persone che non riescono a capire che questo non riguarda l’esclusione, ma è una celebrazione di quanto lontano siamo arrivati”.

L’ennesimo episodio in cui la nipponica ha fatto parlare di sé al di fuori del campo da tennis.

Share This Article