Storicamente uno dei Masters 1000 più prestigiosi del circuito, l’Open del Canada sta vivendo un momento particolarmente delicato. Il torneo, che si alterna tra Toronto negli anni pari e Montréal in quelli dispari, continua infatti a scontrarsi con un calendario sempre più congestionato, una situazione che negli ultimi anni ha portato a numerose rinunce eccellenti.
Sinner, Alcaraz e Djokovic ancora assenti
Il dato più evidente riguarda le ultime tre edizioni: Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e Novak Djokovic non hanno preso parte al torneo, privando il pubblico canadese delle tre stelle più attese del circuito maschile. Una coincidenza solo apparente, perché dietro queste assenze si nasconde un problema strutturale sempre più evidente.
La posizione nel calendario è probabilmente il principale ostacolo. In Canada si gioca appena tre settimane dopo la finale di Wimbledon, in una fase di transizione estremamente delicata della stagione. I giocatori arrivano da mesi intensi tra terra battuta ed erba e devono già iniziare a preparare la trasferta americana, che prevede un altro Masters 1000 a Cincinnati e, subito dopo, lo US Open.
L’allungamento del torneo a 10 giorni ha ulteriormente complicato la situazione. Se in passato era possibile disputare il torneo canadese e avere comunque diversi giorni a disposizione prima di Cincinnati, oggi la permanenza richiesta è molto più lunga. Per i big, che gestiscono il calendario con sempre maggiore attenzione, trascorrere quasi due settimane in Canada rappresenta spesso un sacrificio che non vale la pena affrontare.
Mirino sullo Us Open
La tendenza degli ultimi anni è chiara: sempre più top player preferiscono rinunciare al torneo canadese, utilizzare quella settimana per recuperare energie, allenarsi con calma e arrivare nelle migliori condizioni possibili a Cincinnati e soprattutto allo US Open, vero obiettivo della parte finale dell’estate sul cemento. Le recenti rinunce di Sinner, Alcaraz e Djokovic hanno riacceso il dibattito sulla collocazione del torneo e sull’impatto di un calendario sempre più fitto, con gli stessi organizzatori che hanno espresso preoccupazione per il crescente numero di forfait.
L’Open del Canada rimane uno degli eventi più ricchi di storia del circuito ATP, ma il rischio è che continui a pagare il prezzo di una collocazione sempre meno favorevole. In un tennis dove la gestione del fisico e della programmazione è diventata fondamentale, il Masters canadese sembra essere il torneo che più di tutti sta subendo le conseguenze dell’attuale calendario.