“Credo che le prime tre partite, vinte in tre set, siano state decisive. Questo gli ha permesso di arrivare agli ottavi fresco, negli Slam è fondamentale. In passato era arrivato più volte al terzo turno dopo lunghe battaglie al quinto“. Questo il commento di Stefano Cobolli alla ‘Gazzetta dello Sport’ sull’ultimo Roland Garros disputato dal figlio e allievo Flavio Cobolli, che si è spinto fino alla finale, poi sconfitto da Alexander Zverev.
La continua e costante crescita del giovane azzurro classe 2002 è certificata dagli ultimi risultati, che gli hanno permesso di scalare la classifica fino alla posizione numero 10 del ranking mondiale. Ora la mentalità è differente:”Le vittorie oggi si vivono con più consapevolezza e meno stupore, e questo alleggerisce. Prima magari arrivava tanto entusiasmo dopo un turno passato, con un calo di concentrazione nel turno successivo, adesso questa cosa non c’è più”.
Vista sulle Finals
L’entusiasmo è giustificato dall’andamento più che positivo delle ultime settimane e le prospettive sono cambiate, anche a lungo termine. Le ATP Finals a Torino di fine anno non sono più una chimera: “Quando c’è qualcosa di difficile ma raggiungibile ce lo poniamo come obiettivo. Siamo quarti nella race, per Torino dobbiamo crederci, ma è ancora lunga“.
L’innalzamento del livello di gioco e di risultati è sotto gli occhi di tutti. Per questo motivo, come per tutti i tennisti di alto rango, sono necessarie delle variazioni dal punto di vista delle scelte dei tornei da disputare: “Il cambiamento principale riguarda la programmazione. Quando si entra stabilmente tra i primi dieci si disputano meno tornei e ci si allena di più“.
Wimbledon
A poco più di due settimane da Wimbledon, dove lo scorso anno Cobolli ha raggiunto i quarti di finale, il padre del tennista italiano si è espresso riguardo la capacità del figlio di trovare subito i giusti meccanismi sulla ‘nuova’ superficie: “Flavio è sempre stato molto bravo nei cambi di superficie e ha bisogno di pochi giorni per trovare il modo di giocare. Bisogna fare attenzione ai carichi di lavoro“.