Lorenzo Musetti, impegnato nell’ATP 500 di Washington 2026, ha rilasciato un’intervista a Ben Rothenberg, riportata nella sua newsletter “Bounces”. Il carrarino al rientro dal lungo stop per l’infortunio alla gamba sinistra subito a Roma, ha rivelato un inatteso lato positivo della lontananza forzata dai campi. Musetti, infatti, ha raccontato: “Ho potuto passare del tempo a casa con i miei figli e svolgere qualche impegno da papà. Credo di essere diventato più responsabile grazie a questo periodo e l’ho avvertito anche in campo”. In particolare, “Muso” si è detto affascinato da un “impegno” nello specifico: “Mettere a letto e svegliare i miei bimbi è la mia attività preferita, è una delle cose più incredibili per un papà”.
Montreal senza Jannik
L’attuale numero 15 del mondo ha parlato anche della decisione presa da Jannik Sinner che non giocherà il Masters 1000 di Montreal. Musetti si è espresso così sul forfait di Sinner: “Credo che Sinner e il suo staff abbiano preso una decisione considerando molto bene tutte le implicazioni per il corpo e la salute. Sanno quel che fanno e quello che è meglio per Jannik“. Musetti ha aggiunto anche: “Immagino sia una decisione figlia dei ricordi recenti, al Roland Garros è stato semplicemente troppo tennis, anche per lui”.
Chi invece sarà presente in Canada è proprio il tennista toscano che vuole ritrovare la miglior condizione possibile per il finale di stagione. Difatti, se “accettare di dover saltare il Roland Garros e Wimbledon è stato davvero duro“, c’è ancora lo US Open a cui ambire. Musetti difenderà i quarti di finale raggiunti nel 2025, un risultato che ha ricordato con piacere: “Non vedo l’ora di giocare lo US Open, lo scorso anno fu sorprendente anche per me, quindi ora credo di poter fare molto bene anche con le condizioni di New York”.
Team e futuro
“C’è voluta davvero molta pazienza, è stato lo stop più lungo della mia carriera” ha proseguito Lorenzo, che ora guarda al futuro grazie all’appoggio del proprio team: “È fondamentale circondarsi di persone che trovano un lato positivo in tutto, altrimenti vai a fondo con loro”. Futuro che potrebbe riservare qualche sorpresa stilistica come nel 2025, quando l’italiano entrò sull’Arthur Ashe indossando abiti firmati Bottega Veneta. “Potrebbe esserci qualcosa in programma, o forse no. Vedremo” ha concluso l’azzurro.