Tillström avverte: “Sinner è già il migliore, Norman dovrà garantirgli una cosa”

Matteo Cubadda
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Magnus Norman - Foto David Lobel/INSTARimages/IPA

Le parole di Mikael Tillström al “Corriere dello Sport” sulla nuova avventura di Magnus Norman al fianco di Jannik Sinner. I due svedesi si conoscono da una vita: prima avversari e compagni di nazionale, poi allenatore e giocatore e, dal 2011, soci alla Good to Great Tennis Academy di Stoccolma, fondata insieme a Nicklas Kulti. Una conoscenza profonda che permette a Tillström di raccontare da vicino le qualità del nuovo componente dello staff azzurro e le sfide che lo attendono. Secondo l’ex numero 39 del mondo, la priorità non sarà rivoluzionare il gioco di Jannik, ma garantirgli continuità e longevità.

Qualità

Sulle qualità di Norman come allenatore, Tillström non ha dubbi. “Come coach lo reputo ovviamente molto, molto bravo. Di lui posso dire che ha una grande capacità di lavorare sui dettagli, non lascia nulla al caso. Quando lavora con un giocatore è sempre concentrato su ciò che fa ed è sempre presente, nei momenti belli e in quelli brutti. Non è un caso che ci tenesse a rimanere con Stan fino alla fine della carriera. Poi ha una caratteristica comune a noi svedesi: è sempre molto calmo e nei momenti difficili non si lascia sopraffare dalle emozioni”. Un profilo che, secondo Tillström, potrà integrarsi bene con quello di Simone Vagnozzi. L’obiettivo non sarà stravolgere un gruppo di lavoro che ha già portato Sinner ai vertici del tennis mondiale, ma aggiungere nuove idee: “Per come lo conosco, Simone non è solo molto trasparente, ma è anche sempre aperto a nuove idee. Dopo tanti anni conosce molto bene Sinner e penso che lui e Magnus possano lavorare molto bene insieme. Quando arriva un nuovo allenatore, spesso si tratta semplicemente di introdurre una nuova voce per portare energia, non di rivoluzionare tutto, anche perché non ce n’è davvero bisogno. Jannik già oggi vince la maggior parte dei tornei che gioca”.

Longevità

La priorità, sarà soprattutto fisica. Tillström individua proprio nella continuità atletica il principale obiettivo della nuova collaborazione: “Prima di tutto riportarlo al 100% della condizione e poi mantenerlo in salute. Credo che il team oggi stia ragionando soprattutto su questo, perché per me non ci sono dubbi: finché è stato in salute, Sinner è stato il miglior giocatore del mondo. Non voglio togliere nulla a Zverev, ma questa è la realtà. Credo che tutta la squadra, Magnus compreso, si stia concentrando su questo obiettivo”. Un concetto che si lega a un’altra parola chiave, la longevità. I primi mesi serviranno anche a costruire un’intesa e a individuare nuove abitudini di lavoro. “Adesso Magnus e Jannik dovranno conoscersi, capirsi e costruire insieme nuove abitudini. Un aspetto che secondo me sarà particolarmente importante è quello della longevità”.

Fiducia e successi

Tillström ha poi speso parole importanti anche per il numero uno azzurro, soffermandosi sulla sua capacità di gestirsi autonomamente e di scegliere le persone giuste da avere al proprio fianco dicendo “È estremamente bravo a gestire se stesso e sa bene che tipo di persone vuole avere al suo fianco. Nel circuito passi tantissimo tempo con il tuo team. Non conta solo chi sei in campo, ma anche come ti trovi con le persone fuori dal campo: devi sentirti a tuo agio 24 ore su 24″. Infine, uno sguardo al passato, in particolare alla collaborazione tra Norman e Stan Wawrinka, culminata con la conquista di tre titoli Slam. Secondo Tillström, alla base di quei successi ci fu soprattutto la fiducia trasmessa al tennista svizzero. “La fiducia che ha portato nel progetto. Quando arrivò, Magnus inserì le ATP Finals nella programmazione di Stan, nonostante lui non le avesse mai disputate. Quel piccolo gesto fece pensare a Wawrinka: “Lui crede che io possa arrivare fin lì”. Questo lo ha aiutato a credere davvero in se stesso e poi sappiamo tutti com’è andata”.

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