Ci sono carriere costruite sulla velocità. E poi ci sono storie che resistono al tempo, agli infortuni, alle occasioni mancate.
Quella di Marco Trungelliti appartiene senza dubbio alla seconda categoria. A 36 anni (nato il 31 gennaio 1990), l’argentino grazie al successo in rimonta su Corentin Moutet nei quarti di finale nell’ATP 250 di Marrakech 2026, entrerà per la prima volta in carriera tra i primi 100 del ranking mondiale. Il sudamericano diventa è il più anziano negli ultimi 50 anni ad esordire in Top 100: un record che non parla solo di numeri, ma di resistenza, fede e amore per questo sport.
SETTIMANA DA SOGNO
Il torneo marocchino si è trasformato in una favola. Tutti successi lottando e partendo da sfavorito sulla carta: prima Henrique Rocha, poi Kamil Majchrzak e infine Corentin Moutet, che diventa la seconda vittoria più prestigiosa della carriera di Trungelliti, dopo quella contro Marin Cilic nel Roland Garros del 2016.
Tre partite diverse, ma unite da un filo comune: la capacità di restare lì, sempre. Di non uscire mai mentalmente dagli scambi. Di giocare ogni punto con la consapevolezza di chi sa che occasioni così non tornano spesso.
UNA CARRIERA CONTROCORRENTE
Quella di Trungelliti è una delle storie più particolari del circuito. Anni passati tra Futures e Challenger e una carriera costruita lontano dai riflettori, pezzo dopo pezzo. E proprio nel 2026 è arrivato anche un altro traguardo simbolico: l’esordio in Coppa Davis con l’Argentina, il primo della sua vita.
SECONDA SEMIFINALE ATP
La semifinale di Marrakech ha anche il sapore del ritorno. L’ultima volta tra i migliori quattro in un torneo ATP risaliva a Umago 2018, quando il suo cammino si fermò contro Marco Cecchinato. Sono passati quasi otto anni. Otto anni dopo ci sarà un altro azzurro di fronte a Trungelliti in semifinale: sarà Luciano Darderi, numero uno del seeding e approdato in semifinale dopo il forfait di Yannick Hanfmann.