Il rientro di Carlos Alcaraz prosegue con note liete: lo spagnolo supera anche il terzo turno dello US Open 2026 grazie al successo contro Yibing Wu per 6-3 6-4 6-1, e accede agli ottavi di finale di uno Slam per la sedicesima volta in carriera, la quinta a New York, dove non ha mai perso prima dei quarti di finale. Il suo record agli ottavi di finale Major è di 14 vittorie e una sola sconfitta, rimediata da Jannik Sinner a Wimbledon 2022. Per raggiungere i quarti di finale nel suo migliore Slam per risultati (dove ha vinto il 90% delle partite in carriera) dovrà vedersela contro un Tommy Paul in crescita, vincitore contro Alexander Bublik in cinque set.
Come sta Carlos?
La condizione fisica di Alcaraz è sembrata confermare le impressioni dei primi due match del torneo. Lo spagnolo corre per il campo, forse addirittura più veloce di prima, e colpisce forte, senza problemi apparenti, anche se talvolta con comprensibile fretta. Il suo livello non ha ancora raggiunto i noti picchi, ma è in crescita.
L’unico dubbio aleggia sul servizio, che Alcaraz continua a variare più del solito. La velocità media della prima di servizio dello spagnolo nel 2025 è stata di 194 km/h (statistiche ATP), mentre durante il match di terzo turno contro Wu, si è assestata sui 188 km/h.
Il calo di questo dato si può spiegare con la scelta di applicare più spin alla palla, ma se questa sia una decisione tattica o una necessità preventiva, è ancora da capire. Qualche indizio positivo c’è: la velocità presa in esame, anche se ancora sotto gli standard, è in crescita nel torneo. Nel primo turno contro Roman Safiullin, Alcaraz l’ha tenuta sui 181 km/h, mentre contro Jaime Faria sui 185 km/h.
Il match
È stata una partita divertente, caratterizzata da tanti punti da highlights, costati però pochi errori, comprensibili visto il ritmo impresso agli scambi da entrambi. Il cinese è un grande colpitore, grazie una velocità di braccio e una tecnica di primissimo livello che gli dà la capacità di giocare a ritmi elevatissimi. In determinate situazioni, si può dire che abbia giocato meglio proprio grazie alla velocità di palla di Alcaraz, che ha infatti ottenuto di più variando il gioco con palle alte e cariche. Soluzione tattica perfetta per preparare le accelerazioni di dritto, ancora un filo discontinue, ma soprattutto segnali di un polso sano.
Wu ha confermato di voler giocare il suo stile di tennis a prescindere dall’avversario, approfittando delle oscillazioni nel livello di Alcaraz mantenendo l’aggressione alta nell’arco di tutto il match. Ha si pagato qualche errore di troppo nel primo set, ma è grazie a questa interpretazione che il cinese è riuscito a ottenere qualcosa nel secondo, facendolo sudare a Alcaraz soprattutto nella prima parte: i primi sei game del secondo parziale sono durati quanto tutto il primo.
Da li in avanti, la storia del match si è fatta nella gestione dei punti importanti, nei game importanti. Troppa differenza tra i due da questo punto di vista, testimoniata dall’ultimo gioco del secondo set e da quello successivo, in apertura di terzo, entrambi vinti da Alcaraz. Tra punti spettacolari di entrambi, e altri sprecati da Wu, il sette volte campione Slam ha condotto la partita in porto senza sofferenze.
Alcaraz a New York
Il campione in carica, oltre a cercare di difendere il titolo ottenuto in finale contro Sinner nel 2025, è a caccia di segnali positivi dal suo polso destro, che effettivamente continuano ad arrivare. Questo torneo, però, non ha grandi implicazioni di classifica per lui: in quella generale, lo spagnolo è alla posizione numero tre, dalla quale non può né scendere né salire. Almeno fino in Asia, ma probabilmente fino al finale di stagione europeo.
Nella race (la classifica dell’anno solare), invece, non può attentare alla posizione numero due di Alexander Zverev (che raggiungendo la finale supererebbe addirittura Sinner), ma si deve guardare dal sorpasso di Flavio Cobolli e Ben Shelton, indietro rispettivamente di 320 e 530 punti, in attesa dei risultati della settimana.