Volandri: “Niente Sinner in Coppa Davis? Siamo attrezzati per le emergenze”

Tancredi Crepax
7 Min Read
Jannik Sinner - Foto Cordon Press/IPACordon Press

La stagione 2026 di Jannik Sinner è finita in anticipo, ma non quella del tennis mondiale: dopo le ATP Finals 2026 di Torino, si terranno le Final Eight di Coppa Davis a Bologna (24-29 novembre 2026, Bologna Fiere Arena).

L’Italia va per il quarto successo consecutivo, ma dovrà arrivarci senza la sua punta di diamante. La nazionale azzurra è stata sorteggiata contro la Corea del Sud, squadra senza pretese ma assolutamente da non sottovalutare, come spiegato dal capitano Filippo Volandri a Repubblica: “Non è la squadra più debole, Hyeon Chung se è in giornata vale la Top 20. Il poker in Davis lo hanno fatto solo gli Usa più di mezzo secolo fa? Un passo alla volta. La Repubblica Ceca è una grande squadra, Alcaraz se sta bene sarà il punto di forza della Spagna. Ci divertiremo”.

La squadra è attrezzata per l’impresa, anche senza il miglior giocatore del mondo: “Spiace perderlo, vi ricordo però che abbiamo vinto le ultime tre Insalatiere d’Argento con tre formazioni diverse. La nostra forza è proprio quella di esserci costruiti e preparati per gestire le emergenze con tanti giocatori”.

Defezioni

A turno, tutti i migliori giocatori italiani di questa generazione d’oro hanno dovuto saltare appuntamenti di Coppa Davis per problemi fisici, o per esigenze di programmazione: “Nel tempo siamo riusciti a fare meno di Berrettini, Sinner, Musetti. Adesso è ancora presto: prima di pensare alla formazione preferisco aspettare i tornei europei indoor”.

Nel 2023, anno della prima vittoria italiana in Coppa Davis dal 1976 (Cile, Panatta, Bertolucci, Barazzutti, Zugarelli, Pietrangeli, mitologia che conosciamo), Berrettini fu costretto a rinunciare a causa delle conseguenze della distorsione alla caviglia rimediata al primo turno dello US Open di quell’anno contro Arthur Rinderknech. I singolaristi scelti furono Lorenzo Musetti, poi sostituito da Matteo Arnaldi per migliore forma del periodo, e ovviamente Sinner, impiegato anche in doppio con Lorenzo Sonego.

Nel 2024 tornò protagonista il capostipite di questa generazione, proprio Berrettini, al quale Jannik aveva promesso di alzare una Coppa Davis con entrambi in campo. I due giocarono anche un doppio da sogno, nell’unico tie in cui c’è stato bisogno, quello con l’Argentina ai quarti di finale. Il romano si guadagnò il posto da secondo singolarista sempre alle spese del povero Musetti, spesso acciaccato e non a suo agio nelle condizioni di gioco della Coppa Davis riformata, ovvero indoor, su un cemento veloce.

Senza Jannik

Nel 2025 l’Italia è riuscita a fare a meno di entrambi i propri top 10 del momento, Sinner e Musetti. Il numero uno del mondo aveva spiegato che fu una scelta dipesa da esigenze di programmazione in funzione della stagione successiva: i giocatori di ultra-elité come Sinner sono chiamati a una preservazione del proprio corpo più meticolosa rispetto al resto del pianeta. Questo ci porta a supporre che anche senza l’infiammazione al ginocchio che lo ha costretto a rinunciare al finale di stagione, la sua presenza alle Final Eight 2026 era tutto fuorché assicurata.

Musetti veniva a sua volta da un rush di diverse settimane consecutive in campo, necessarie per la qualificazione in extremis alle ATP Finals 2025 (poi ottenuta grazie al ritiro di Novak Djokovic). Inoltre, la compagna era incinta e a pochi giorni dalla data prevista per il parto, chiamando ovviamente Lorenzo fuori dalla competizione.

Anche in quel caso, si è fatta di necessità virtù: prima partecipazione di Flavio Cobolli alle Final Eight, spalleggiato dal ‘fratello maggiore’ tennistico Berrettini. Il duo romano ha trainato la nazionale alla terza insalatiera consecutiva dimostrando più volte di portare la maglia azzurra come una seconda pelle. Indimenticabile il tie-break del terzo set vinto da Cobolli per 17-15 su Zizou Bergs in semifinale, così come indistruttibile l’affidabilità di Berrettini nei primi match di tutti i tie.

La formazione 2026

E ora? Per ordine di classifica, prima dei risultati del Masters 1000 di Shanghai ed escluso Sinner, l’Italia vanta Cobolli in top 10, Luciano Darderi nei pressi della top 20, così come Musetti, Arnaldi dentro la top 40 e Berrettini poco fuori. Più defilati Mattia Bellucci e Lorenzo Sonego, al momento fuori dalla top 80.

Cobolli, un po’ come Musetti lo scorso anno ma con maggior margine, è impegnato nella rincorsa alle ATP Finals 2026, alle quali parteciperebbe per la prima volta in carriera. Rischia perciò di bruciare tante energie fisiche e mentali. Darderi è sempre pronto, ma le condizioni di gioco lo penalizzerebbero, e la forma fisica di Musetti è ancora incerta, come ricordato da Volandri: “Lorenzo non è nelle migliori condizioni: ha una frattura da contusione all’anulare destro, sta provando poco alla volta e vorrebbe essere presente a Shanghai: deciderà in questi due giorni se partecipare”.

Berrettini rimane il porto sicuro, un leader capace di tirare fuori il meglio per la nazionale anche quando i risultati sul Tour lo eludono, per cui è facile immaginarselo in campo come uno dei singolaristi. Arnaldi è finalmente tornato alle posizioni che più gli si addicono, e anche se gran parte dei punti stagionali li ha conquistati sulla terra battuta, e il suo problema al piede tende a ripresentarsi senza preavvisi, può essere un’opzione molto valida.

Non vanno poi dimenticati Simone Bolelli e Andrea Vavassori, anche loro una sicurezza. Negli ultimi due anni sono stati selezionati e non c’è stato bisogno di loro, ma poter schierare una delle migliori coppie collaudate del mondo può sempre tornare utile.

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