Volandri: “Orgoglio d’Italia”. E su Cobolli: “Guida un’armata di ragazzi straordinari”

Tommaso Giuliani
2 Min Read
Filippo Volandri - Foto FITP

L’orgoglio parte da Flavio, ma riguarda tutti“. Nelle parole di Filippo Volandri al Corriere dello Sport c’è tutta la soddisfazione per il cammino di Flavio Cobolli al Roland Garros. Il capitano azzurro, presente nell’angolo del romano durante il torneo parigino, ha elogiato la crescita del classe 2002 e dell’intero movimento italiano.

Flavio ha fatto tutto benissimo in questi tre giorni, partendo dai primi due allenamenti dopo il ritiro di Matteo in semifinale. Il clima era ottimo anche la mattina prima del match. Ovviamente, una volta in campo, è normale che un primo set come quello che ha giocato possa costare caro, ma è stato bravo a entrare in lotta“.

Volandri ha sottolineato soprattutto la capacità di Cobolli di restare dentro la partita nei momenti complicati: “Peccato per l’inizio del quinto set, dopo una lunga pausa, perché quei primi due punti e il primo game potevano andare diversamente“. Il capitano della Davis ha poi ribadito una convinzione che lo accompagna da tempo: “Ci ho sempre creduto da prima che iniziasse il match. Flavio è un grandissimo lottatore, uno che fa girare le cose anche quando non vanno bene. È ciò che ha fatto ancora una volta“.

Sul futuro, Volandri preferisce non fissare traguardi precisi: “Sarebbe più giusto chiederlo a lui. Gli obiettivi però vanno passati e ripassati per il miglioramento. Flavio è cresciuto tanto, anche nella programmazione. Adesso è quella di un giocatore forte“. Infine, l’orgoglio per il momento che sta vivendo il tennis italiano: “I grandi giocatori sanno cogliere le chance. Qui a Parigi sono tre gli azzurri che lo hanno fatto. Abbiamo capito che dall’Italia le buone notizie arrivano sempre più spesso. Dobbiamo essere orgogliosi di questa armata di ragazzi straordinari“.

E guardando già all’erba: “Wimbledon è diventato un torneo per gli italiani. Quello che ci aspettiamo è arrivare alla fine della seconda settimana e parlare ancora di tennis azzurro“.

Share This Article