Roland Garros 2026, Bandecchi: “Oggi sento di meritarmi questo livello, ho lavorato tutta la vita per un momento così”

Francesco Bruni
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Susan Bandecchi, portacolori del Tc Milano A. Bonacossa (foto Bertoli)

Dopo la vittoria contro Cristina Bucsa al primo turno del Roland Garros 2026, Susan Bandecchi ha raccontato in zona mista tutta la propria emozione per il raggiungimento del secondo turno nello Slam parigino, risultato che rappresenta uno dei momenti più importanti della sua carriera. “Non so se sia un sogno, davvero”, ha dichiarato la svizzera. “Ho lavorato tutta la vita per vivere un momento come questo. È qualcosa di meraviglioso e sono felice che tutto il duro lavoro stia finalmente pagando”.

Bandecchi ha sottolineato anche le difficoltà legate alle condizioni atmosferiche incontrate a Parigi: “Quando sono arrivata qui, dieci giorni fa, faceva freddissimo. Oggi invece c’erano 35 gradi e molta umidità. Le condizioni sono cambiate completamente, ma penso di essermi adattata bene. Il campo era più veloce e le sensazioni molto diverse rispetto alle qualificazioni”.

LE SENSAZIONI IN PARTITA

Nel corso del match, la svizzera è riuscita a restare lucida anche nei momenti più delicati: “Sul 5-2 del terzo set ho perso un po’ la concentrazione e ho lasciato andare due game di fila, ma poi sono riuscita a ritrovare calma e focus sul game successivo. Sono davvero orgogliosa di me stessa e del lavoro fatto insieme al mio team”.

Bandecchi ha poi parlato anche dell’aspetto mentale, uno dei temi più importanti della sua crescita negli ultimi mesi: “La verità è che non ero nervosa. Non lo sono stata né oggi né durante le qualificazioni. Non ho mai pensato al fatto che fosse il primo turno di uno Slam, cercavo soltanto di concentrarmi punto dopo punto su quello che dovevo fare. Gestire questa parte mentale non è semplice, ma penso di starlo facendo bene”.

IL PERCORSO DI BANDECCHI

La numero 217 del mondo ha spiegato come il percorso per arrivare a questo livello sia stato tutt’altro che lineare: “Per tanti anni mi sono sentita dire che valevo la Top 100, ma io stessa non ci ho mai creduto fino in fondo. Quando le cose andavano male tendevo sempre ad abbattermi. Nel 2022, dopo aver raggiunto il mio best ranking, ho avuto una frattura da stress al piede che mi ha costretta a stare ferma sei mesi. Mi sono ritrovata da numero 160 del mondo oltre la 350ª posizione ed è stato molto difficile da accettare. Ci ho messo due anni per tornare su”.

Secondo Bandecchi, la differenza principale rispetto al passato è soprattutto nella consapevolezza acquisita: “Oggi sono più serena anche fuori dal campo e penso che questo mi abbia aiutato molto. Prima arrivavo in tornei come questo chiedendomi quasi cosa ci facessi lì. Adesso invece sento di meritarmi questo livello e sto dimostrando di poterci stare”.

ORIGINI E ORGOGLIO SVIZZERO

Spazio anche al lato personale e familiare della sua storia: “Sono un mix di culture. Mio nonno Bandecchi era italiano, mia nonna svizzera di Berna e mia mamma è cilena. Ho ancora tutti e quattro i nonni e mi considero molto fortunata”.

Infine, Bandecchi ha parlato del rapporto con il gruppo svizzero presente a Parigi: “Tra svizzeri ci sosteniamo molto. Belinda Bencic è stata super carina con me in questi giorni ed era molto contenta per la mia qualificazione. Anche con Golubic e gli altri c’è un bel rapporto. La Billie Jean King Cup mi ha aiutato a entrare ancora di più nel gruppo e questo mi fa davvero piacere”.

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