La corsa di Giovanni Mpetshi Perricard al Roland Garros 2026 si ferma al primo turno, ma il francese esce dal Philippe-Chatrier con la consapevolezza di poter competere anche contro i più grandi. Sconfitto da Novak Djokovic con il punteggio di 5-7 7-5 6-1 6-4, il classe 2003 ha tenuto testa al serbo per oltre due set prima di pagare un calo fisico e l’esperienza dell’ex numero uno del mondo.
IL SERVIZIO CONTRO LA MIGLIOR RISPOSTA
“È stata una vera battaglia nei primi due set”, ha spiegato Mpetshi Perricard in conferenza stampa. “È stato bello vedere che il mio servizio può essere un’arma enorme anche contro uno dei migliori ribattitori della storia. Ci sono tante cose positive da prendere da questa partita e soprattutto è positivo sapere che ho ancora molto margine di miglioramento”.
ASPETTI DA MIGLIORARE
Il francese, però, non si accontenta della prestazione. “Non c’è nulla di cui essere troppo orgogliosi. Nei primi due set ero pienamente dentro il match, poi ho avuto un calo di energie che mi ha creato problemi nei successivi due set. Sono riuscito a farlo muovere, ero preciso, il diritto funzionava bene e sono salito tanto a rete. Il mio gioco offensivo può funzionare contro tutti, ma alla fine quello che conta è vincere, non aver preso un set a Novak”.
A complicare il match ci hanno pensato anche i crampi: “Ci vuole tempo perché passino e contro un giocatore come lui, quando non riesci più a tenere bene la racchetta o a servire, diventa tutto molto complicato”.
QUESTO È DJOKOVIC
Mpetshi Perricard ha poi raccontato la difficoltà di affrontare Djokovic dal vivo, dopo averlo osservato per anni in televisione: “Quando servi a 230 o 240 km/h e lui riesce comunque a rimandarti la palla velocissima sui piedi, non sei pronto. Anche sul servizio è stato impressionante, non mi aspettavo fosse così efficace con la prima. Ma questo è Djokovic: sono quindici anni che lo guardo in TV e fa tantissime cose nel modo giusto”.
MIGLIORAMENTI SUL ROVESCIO
Nonostante la sconfitta, il francese ha mostrato segnali incoraggianti anche dal lato del rovescio, fondamentale spesso considerato il meno solido del suo tennis. “È un colpo su cui devo ancora migliorare molto. Il rovescio è al servizio del mio diritto: se gioco uno o due rovesci è per aprirmi il campo e comandare poi con il diritto. Però credo di aver risposto bene, soprattutto giocando profondo. È qualcosa su cui lavoriamo da tempo e che possiamo ancora migliorare”.