Diario di Bordo da Parigi (9)

di - 31 Maggio 2013

da Parigi, Alessandro Nizegorodcew – Foto Ray Giubilo

La giornata inizia sul Suzanne Lenglen. La curiosità è quella di capire se Klizan riuscirà a dar fastidio a Rafa. Il primo set vede un Nadal che gioca molto corto a dispetto di uno slovacco praticamente perfetto con servizio e diritto. Rafa può andare in difficoltà infatti con alcuni mancini (così come contro avversari molto forti di rovescio, alla Djokovic per intenderci). Pian piano però Rafa sale di intensità (e in profondità di palla) e Klizan commette invece qualche errore di troppo. La partita scivola via nella direzione che tutti si aspettano, compreso il povero Klizan. Domani per Rafa sfida con Fabio Fognini, che ha detto di aver studiato con attenzione il tennis dello spagnolo, conscio di poterlo mettere in difficoltà.

Il pranzo di oggi non è affatto male: Bagel con Hamburger, formaggio, salsa rosa, insalata e pomodoro. Chiedo gentilmente di rimuovere immediatamente il cetriolo che la signorina stava per inserire nel mio panino e mi siedo beatamente a gustarlo.

Sta per iniziare Francesca Schiavone e mi reco dunque sul campo numero 3. Bellissimo il suo primo set contro la Flipkens, che pochi giorni fa aveva fatto impazzire Flavia Pennetta. Bellissimo non solo per merito della “Schiavo” ma anche della belga, che alterna diritti lungo linea a 200km/h a discese a rete con conclusioni applaudite da pubblico e dalla stessa Francesca. La Schiavone però è solidissima, gioca profondo e allo stesso tempo inserisce colpi di classe all’interno degli scambi. Una Schiavone praticamente perfetta: 6-1. Nel secondo qualcosa si rompe ma soprattutto per merita della tennista belga, oggi allieva di Kim Clijsters. Francesca va sotto 1-4 recupera sul 4-4 ma sul 4-5 30-30 sbaglia una volée di diritto e commette un doppio fallo.

Intanto mi sono gustato qualche punto del Re contro Benneteau, giusto il tempo di vederlo incamerare 6-3 il primo set e capire che di rischi, stavolta, contro il galletto, non ce ne sarebbero stati. Un salto anche sul campo numero 7 dove Isner e Harrison danno vita ad un emozionante quinto set, terminato appannaggio del gigante buono (8-6).

Ma torniamo a Schiavone-Flipkens. Il punto di osservazione per i giornalisti, sul campo 2, è davvero a contatto con il campo. Da un lato (il mio) Barazzutti, Binaghi e Palmieri (e un Rino Tommasi presente in primissima fila), nella tribuna opposta Laura Golarsa, attuale coach della “Schiavo”. L’inizio del terzo set viene ritardato prima dalla “sosta toilet” di Francesca e quindi dalla fisioterapista che interviene per massaggiare la schiena della belga.

Francesca va subito 1-0 con palla del 2-0 ma la Flipkens riesce a pareggiare i conti (1-1). Il terzo gioco sembra poter decidere il set (per fortuna non sarà così) e dopo circa 10 minuti di vantaggi, punti bellissimi ed errori grossolani, è la Flipkens a salire 2-1. Un quarto gioco molto rapido imprime nuovamente fiducia alla Schiavone che sulle ali dell’entusiasmo sale 5-2 prima di chiudere 6-3. Ad inizio terzo set Francesca guarda spesso verso il suo entourage (verso entrambe le tribunette quindi) e si lascia andare a qualche sfogo: “Non riesco a spingere, non la voglio vincere” oppure “Sento questa cosa qui (parlando di tensione ed indicando lo stomaco) e non capisco perché”. Alla fine però la grande voglia di vincere ha la meglio e il sorriso a fine match riempie gli occhi degli spettatori del campo 2. Bello il saluto tra le due alla fine. La stima reciproca è parsa palese per tutta la durata dell’incontro.

Sara Errani intanto vince 6-0 6-4 contro Sabine Lisicki. Il match dura poco più del terzo set della Schiavone e non riesco a vederne un 15. Mi aspettavo una vittoria abbastanza agevole per Sarita e così è stato. Bene così…

Un salto sul campo 7 per Raonic-Anderson ma dopo 10 minuti e nemmeno uno scambio degno di questo nome abbandono in vista delle conferenze stampa di Schiavone ed Errani.

Quella della Errani, dopo un match dominati, non è molto rilevante. Quella della Schiavone, come sempre, riserva qualche considerazione interessante. Le chiedo subito quanto è stato importante rimanere attaccata mentalmente al match dopo aver perso un incredibile game sul punteggio di 1-1 nel terzo. “Sono stata brava a cambiare atteggiamento in quel momento, è vero, è stato un punto cruciale del set e del match.”

Prima delle conferenza però mi passa accanto un tizio, un brivido corre lungo la schiena perché inatteso. E’ il Re, è il Dio del tennis, è Roger Federer.

E’ il momento di seguire almeno il primo set di Seppi, che affronta Almagro sul campo 17 (match spostato a causa delle lunghissime partite disputare sul numero 3). Odio il campo 17 come ho già scritto più volte. Intanto è il più lontano in assoluto dalla sala stampa ma soprattutto si vede malissimo dalla tribuna stampa, come potete ammirare dalla foto in questione.

Andy parte benissimo e va avanti di un break, anche se il volto racconta di un Seppi che proprio bene non sta. Sul 4-3 l’unico passaggio a vuoto di Andreas che subisce il break giocando male un paio di punti (soprattutto un comodo smash sullo 0-30). Ma da fondo campo, una volta iniziato lo scambio, Seppi la fa da padrone. Purtroppo Almagro al servizio è una macchina da guerra e annulla 3 palle break con due prime ed una seconda eccellente che salta molto alta e costringe all’errore col rovescio Seppi. Il tie-break è un dominio di Almagro. Intuisco che la partita è pressoché finita vista la condizione non ottimale di Andreas e mi sposto sul campo 7 dove Roberta Vinci è avanti di un break. Ho parecchie difficoltà però a raggiungere quel match perché lo schermo fuori dal Suzanne Lenglen trasmette il tie-break del quarto set tra Monfils e Robredo e tutto il Roland Garros si ferma (come da foto) a seguirlo. Alla fine vincerà Robredo. Un gran peccato per Seppi, che fosse stato in condizione avrebbe potuto ambire ai quarti di finale.

Arrivo sul campo 7 finalmente. Guardando gli ultimi giochi del primo set sinceramente non riesco a capire come la Cetkovska possa aver battuto la Pavlyuchenkova. Nei primi 4 giochi del secondo set lo capisco. La ceca non tira forte ma riesce a nascondere sino all’ultimo la direzione dei colpi, soprattutto col rovescio, grazie ad una mano sinistra sensibilissima. Sfida Roberta a gare di smorzate e, per larghi tratti, vince questa particolare sfida. Nel terzo però la Cetkovska si incarta e Roberta gioca leggermente meglio (bene sarebbe dire troppo), portando a casa il match 6-2.

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