Diario di Bordo da Palermo (3)

di - 10 Luglio 2013


(Kristina Mladenovic)

da Palermo, Giovanni Cola

Al terzo giorno che entri al Country Club di Palermo non hai praticamente piú bisogno di mostrare il pass. In tanti ti sorridono e quasi tutti ti riconoscono. Impareggiabile da questo punto di vista il senso dell’ospitalità dei siciliani, apprezzato anche dalle giocatrici e dai loro staff.

Il programma di oggi sul torrido Centrale delle quattro del pomeriggio è stato aperto da una delle mie giovani giocatrici preferite come potenziali margini di miglioramento. La francese Kristina Mladenovic, che non avevo mai visto all’opera dal dal vivo, opposta alla portoghese Koehler. Il primo set è filato via in un baleno in favore della transalpina, quasi ingiocabile con servizio e dritto. Poi nel secondo set, durato oltre un’ora, tanti break con innumerevoli capovolgimenti di fronte. La lusitana è andata avanti 5-2, ma ha sprecato tutto non concretizzando ben 6 set point. A me, francamente, ha dato l’impressione di essere una delle atlete meno “intelligenti” nella visione di gioco che siano al momento sul circuito. Me la ricordavo a Wimbledon contro l’Azarenka zoppa con lei che continuava a palleggiare al centro, non provando nemmeno a farla muovere. Oggi invece ha commesso due doppi falli su altrettanti set point, prima di farsi recuperare dalla Mladenovic e perdere al tie break per 7 punti a 5. La francese, dal canto suo, mi ha confermato le buone sensazioni, deve ancora migliorare sotto l’aspetto della pesantezza di palla e il tocco a rete, ma le “physique du role” c’è tutto. Se resta solida mentalmente, potrà togliersi grandi soddisfazioni. Intanto approda al secondo turno qui in Sicilia con il punteggio di 6-1 7-6.

In Corinna Dentoni invece non abbiamo mai smesso di credere. Anche nei suoi momenti più duri. Figuriamoci se potevamo non supportarla oggi, in un match che lei “sentiva” tantissimo, come ci aveva dichiarato già nella giornata di ieri.

L’avversaria, la ceca Voracova, era nettamente più in alto in classifica ma è sembrata in verità tutt’altro che irresistibile. Si è limitata ad aspettare gli errori gratuiti dell’azzurra che purtroppo prontamente sono arrivati. Imprecisa sia col dritto che col rovescio Cori, intestardita sul provare la palla corta con una percentuale di successo ben inferiore al 50%. Eppure la Dentoni nel primo set ha saputo recuperare il break di svantaggio iniziale ed issarsi fino al 5-4 0-30 in suo favore mentre serviva la ceca. Brava in quel caso peró a rimettersi subito in carreggiata. Corinna ha poi avuto anche una palla del 6-5 sul suo servizio, malamente sprecata. Ecco, la sua partita è sostanzialmente finita lì. Il secondo set si è infatti rivelato un calvario per la nostra portacolori che si è scoraggiata ed e’ capitolata abbozzando soltanto una timidissima reazione. 7-5 6-1 lo score conclusivo con cui la Voracova arriva ai quarti.

La vera attesa degli appassionati palermitani era in ogni caso quella per Sara Errani, campionessa in carica, in campo nella sessione serale in una riedizione della finale dello scorso anno contro un’altra ceca, la Zahlavova Strycova. Nella prima frazione, tanti scambi prolungati dalla linea di fondo, ritmo alto, poche variazioni. Il contesto ideale per Sarita che ha avuto la meglio per 6-3 dopo un avvio a singhiozzo con break realizzato e immediato controbreak subito. Molto nervosa in compenso la Zahlavova, infastidita incomprensibilmente dal pubblico e con tutta probabilità da qualche “demone” nella sua testa. Ha preso anche un warning per aver scaraventato fuori dallo stadio a tutta forza una pallina che sarà atterrata come minimo nella spiaggia di Mondello. Evidentemente si faceva sentire la pressione dei tanti punti da difendere. Buon comunque per la Errani che non si è persa d’animo neppure dopo la partenza ad handicap, 2-0 sotto, nel secondo parziale conclusosi poi senza particolari patemi 6-2. Con pazienza Sarita ha lavorato ai fianchi una nervosissima Zahlavova, regalando al pubblico anche sprazzi di buon tennis. La finalista del Roland Garros 2012 è sembrata in uno stato di forma più che buono e si conferma ancora una volta la grande favorita per la vittoria finale.

Tra le curiositá, prima di avviarmi verso l’uscita, incrocio nuovamente la Mladenovic che parla fuori dagli spogliatoi con la sua compagnia di doppio, la polacca Piter. La frase della francese che capto nitidamente è questa: “When your partner in doubles is stupid, she is stupid, and I had a lot of them..”. Sghignazzando me ne vado verso l’albergo. Con la curiosità di sapere chi sono state le compagne di doppio “poco furbe” di Kiki…

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