Cronache da Parigi (5)

di - 28 Maggio 2012

di Alessandro Nizegorodcew (inviato a Parigi)

Dopo qualche difficoltà (risolta parzialmente) per la ricarica del cellulare, riesco ad incamminarmi verso il Roland Garros solamente verso le 10.40. Arrivo sui campi intorno alle 11.15 e sono già consapevole di ciò che mi attende: il delirio al campo 17 per Seppi-Davydenko. Arrivo nei pressi del match e in effetti la gente è appollaiata ovunque, in attesa di un posto libero sugli spalti. Incontro il mitico fotografo Adelchi Fioriti (con moglie e prole al seguito) e, pochi passi più avanti, Giorgio Di Palermo e Ivan Ljubicic. Giorgio molto gentilmente mi presenta il grande “Ljubo”. Cerchiamo un modo per entrare, ma sul 17 non è prevista tribunetta per accreditati (nella foto qui sotto la folla che cerca di entrare sul campo 17)

Di Palermo rinuncia, mentre Ljubo si fa tenere un posto (credo) da Sartori. Io riesco ad entrare in qualche modo ma lo stadio è brutto (il più brutto forse). Guardo sino al 6-3 5-2 e vado via. Vado via perché Cristian Sonzogni mi chiama per chiedermi, interdetto: “Ma è reale il punteggio che arriva dal centrale?” e io: “Cioè?”.. Cristian: “La Brianti è avanti 76 10 e servizio con la Azarenka!”.. la mia risposta è ovviamente: “Corro!”

Arrivo sul centrale di corsa, mentre Alberta vince anche il secondo gioco. La vedo salire 4-0 con due palle del 5-0 su servizio Azarenka. Sulla secondo chance la russa tira una seconda ad occhi chiusi che colpisce l’incrocio delle righe al centro. Da lì la partita praticamente finisce e l’unica cosa degna di nota è un urlo sull’1-1 al terzo della Azarenka che frantuma i timpani di tutto il centrale, richiamando anche uno stormo di uccelli che passava da quelle parti!

E’ il momento di andare a pranzo, così da fare in tempo a seguire le conferenze stampa di Brianti e Seppi (che intanto nonostante si sia complicato la vita nel secondo, è sopra 63 76 33). Press Restaurant:Piatto di pasta con i funghi e uva.. oltre ad un piccolo dolcetto alla crema e ad una pepsi.. 13 euro (stavolta non ci si può lamentare, dai…).

E’ il momento delle conferenze stampa e della scrittura di un paio di pezzi..

Potito Starace intanto sta facendo partita pari con Novak Djokovic, l’impressione è che non vincerà nemmeno un set ma che gli italiani, oggi, sul centrale, stanno dimostrando qualità importante facendo una bellissima figura. Alcune smorzate strappano l’applauso convinto del pubblico francese e Poto si esalta. Lotta, fino a quando ne ha (cioè per poco)… Guardo ogni tanto Flavia Pennetta sugli schermi della sala stampa che perde contro la Hsieh (che Rino Tommassi in sala stampa associa al nome di un insetto.. in effetti, a pensarci bene, la “Mosca Hsieh Hsieh” ci sta benissimo!) il primo set 76 (dopo aver servito sul 5-4 ed essere stata avanti 30-15). Ma io sul campo 17 non ci voglio andare mai più, sono rimasto traumatizzato!

Scrivo, scrivo, aggiorno, aggiorno. Vado a vedere Robertina Vinci, che chiude vittoriosamente il secondo set con la Arvidsson, ma che ha perso malamente il primo (62 Svezia, 64 Italia). Purtroppo dal 2-2 al terzo la svedese gioca meglio, rischia di più e comanda sempre il gioco. Roberta è troppo difensiva e finisce per subire i “dirittoni” della scandinava, che vince meritatamente.

L’idea sarebbe quella di andare a vedere Dolgopolov ma il campo non ha tribuna stampa e non c’è mezza sedia libera. Ed eccomi qui ad un piccola critica sull’ordine di gioco. I match di Seppi e Dolgopolov, che per motivi diversi sono stati “assaliti” dagli appassionati, non dovevano assolutamente essere programmati sul 17 e sul 14! Errore da principianti… Ma per il resto non mi sento di criticare in nulla il Roland Garros!

Mentre torna indietro dalla mia personale sconfitta “dolgopoloviana”, mi fermo a guardare il maxi schermo sul Suzanne Lenglen, dove molti tifosi si sono fermati per guardare gli ultimi scambi di Bogomolov-Clement. Entrambi sembrano molto stanchi ma è Bogomolov a cedere per primo ai crampi (tutti i due li avevano in realtà), ritirandosi addirittura sul 4-5 vantaggio Clement al quinto!

E allora ecco il momento: in campo Brian Baker contro Xavier Malisse sul n.6. Il vero match del giorno. Mi siedo in prima fila e ammiro questi due fenomeni. Guardo il primo set, vinto dall’americano 6-3 e noto subito la caratteristica che balza agli occhi di Baker: la risposta sulla seconda di servizio, Brian entra in campo, anticipa, colpisce sempre forte, se necessario salta (nella foto qui sotto). Uno spettacolo. Per il resto match spettacolare dai colpi eccelsi tecnicamente…

Vi scrivo mentre seguo Harrison-Simon direttamente dal campo centrale… che dirvi, che goduria!

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