Chi è Juan Carlos Prado Angelo, all’esordio nel main draw del Roland Garros

Tommaso Giuliani
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Pala Roland Garros - Foto FFT

A 21 anni, Juan Carlos Prado Angelo si prende il palcoscenico più grande della sua giovane carriera. Il boliviano ha infatti conquistato per la prima volta un posto nel main draw di uno Slam, superando le qualificazioni del Roland Garros 2026 grazie alle vittorie su Mackenzie McDonald, Daniil Glinka e Coleman Wong. Un traguardo storico per uno dei talenti più interessanti del tennis sudamericano, che proprio a Parigi aveva già lasciato intravedere il suo potenziale.

Nel 2023, infatti, Prado Angelo aveva raggiunto la finale junior del Roland Garros, fermandosi soltanto contro Dino Prižmić. Un percorso che aveva acceso i riflettori su questo ragazzo di Santa Cruz de la Sierra, lontano dai classici circuiti formativi del tennis mondiale e cresciuto in una famiglia senza particolari legami con questo sport.

Chi è Prado Angelo

La sua storia, in effetti, ha qualcosa di casuale. Prado Angelo iniziò a giocare quasi per caso, grazie a un professore del country club che gli mise una racchetta in mano. Da bambino divideva il tempo tra due passioni: calcio tre volte a settimana e tennis nei giorni rimanenti. In campo giocava da mediano o mezzala. “Mi piaceva marcare, non sono molto creativo né lirico”, ha raccontato in passato, descrivendosi con sorprendente lucidità. A dodici anni arrivò però la scelta definitiva: lasciare il pallone e puntare tutto sul tennis.

Un salto nel vuoto che oggi sta iniziando a dare i suoi frutti. Nel 2026 Prado Angelo aveva già scritto una pagina importante per il tennis boliviano raggiungendo la finale dello storico Challenger di casa, persa contro il connazionale Hugo Dellien. Un risultato simbolico, quasi un passaggio di consegne con il giocatore che negli ultimi anni ha rappresentato il riferimento del movimento boliviano.

Pur restando profondamente legato alle sue radici, è tifoso del Club Blooming, Prado Ángelo ha costruito il proprio percorso lontano da casa. Oggi si allena principalmente a Buenos Aires, dove ha trovato una struttura ideale per crescere. Il suo team mescola anime diverse del tennis sudamericano: il preparatore atletico Hernán Rojas e lo psicologo Ariel Borenstein sono argentini, mentre il coach Herman Ritter è boliviano.

Ora arriva il premio più grande: il debutto nel tabellone principale di uno Slam. E considerando quanto rapidamente stia bruciando le tappe, viene naturale pensare che per Juan Carlos Prado Angelo questo possa essere soltanto l’inizio.

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