Roland Garros 2026, Sinner: “Boicottaggio 15 minuti? Questione di rispetto per noi stessi”

Luca Innocenti
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Jannik Sinner - Foto FITP

Durante il media day del Roland Garros 2026 Jannik Sinner ha commentato le decisione dei giocatori di ridurre a 15 minuti il tempo dedicato alle interviste. “Anch’io mi limito ai 15 minuti, ma non è nulla contro ai giornalisti: stiamo provando a metterci in una posizione che ci dia voce in capitolo ha spiegato il numero 1 del mondo -. Si tratta di una questione di rispetto: non è bello attendere un anno per avere una piccola risposta”. Come altri colleghi, anche l’azzurro ha sottolineato che la questione non riguarda solo i montepremi: “Si parla dei premi in denaro, ma anche delle pensioni: vorremmo avere una rendita una volta che ci ritiriamo”. 

Caccia al titolo

Per quanto riguarda l’imminente torneo, il finalista della scorsa edizione ha detto: “Con il caldo la palla viaggia di più, quindi è vero che le condizioni sono più dure ma anche più vicine al mio gioco“. Sinner ha poi evidenziato l’importanza di concentrarsi su una cosa per volta, senza guardare troppo in avanti: “Il tabellone si può sempre aprire perché le partite sono molto lunghe, mentalmente so chi potrebbe esserci al turno successivo ma il focus rimane su una giornata alla volta, quando mi alleno, ad esempio, penso all’allenamento e non alla partita dell’indomani”.

Un piccolo punto di domanda rimane sulle condizioni fisiche dell’azzurro, reduce da molte partire nell’ultimo periodo: “Spero di essere fisicamente pronto, l’ultimo periodo è stato lungo ma molto positivo: sono fortunato ad essere stanco perché ho vinto tante partite”. Il segreto, per Sinner sarà quello di “trovare un giusto equilibrio in allenamento” per affrontare un Roland Garros in cui tutti vorranno batterlo: “Normale che tutti provino a battermi, le partite al meglio dei 5 set sono diverse perché c’è tanto tempo per adattarsi all’avversario”. Ad un anno di distanza dall’epica finale persa contro Carlos Alcaraz, Sinner è a caccia dell’unico Slam mancante, che rimane uno dei suoi tornei preferiti “Tornare sullo Chatrier dopo la finale dell’anno scorso è stato speciale, questo torneo è magico: ho una connessione speciale con il pubblico e mi piace che ci siano sempre tanti bambini a fare il tifo”. 

 

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