Roland Garros 2026, Jodar al debutto: “Nadal? Solo quando sei qui capisci l’importanza di ciò che ha fatto”

Francesco Bruni
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Rafael Jodar - Foto FITP

Rafael Jodar si prepara a vivere il suo primo Roland Garros da professionista con entusiasmo, curiosità e la consapevolezza di trovarsi davanti a una tappa speciale della propria crescita. Lo spagnolo, tra i giovani più interessanti del circuito, ha parlato in conferenza stampa a due giorni dal debutto parigino, raccontando il percorso che lo ha portato fino al tabellone principale dello Slam francese.

L’EMOZIONE DEL DEBUTTO

È la mia prima volta qui nel torneo professionistico e il mio primo Slam sulla terra battuta, quindi sono davvero molto emozionato”, ha spiegato Jodar. “Sono arrivato due giorni fa e sto cercando di prepararmi nel miglior modo possibile per la partita di lunedì”.

A Parigi, giocherà per la prima volta al meglio dei cinque set sulla superficie su cui è cresciuto: “Sarà una nuova sfida per me. Voglio giocare il mio miglior tennis senza aspettative particolari, perché qui tutti giocano molto bene e basta una buona giornata per battere chiunque. Quando ero piccolo sognavo di giocare su questi palcoscenici e nei tornei dello Slam, quindi voglio soprattutto godermi l’esperienza”.

LA RAPIDA ASCESA

L’ascesa dello spagnolo negli ultimi mesi è stata rapida e costante. Dodici mesi fa era ancora lontano dalle posizioni che contano, mentre oggi arriva a Parigi da testa di serie: “È stato un anno molto bello per me. Ho apprezzato tantissimo il percorso nei Challenger alla fine della scorsa stagione, poi la qualificazione alle Next Gen ATP Finals e l’opportunità di giocare contro i migliori giovani del mondo. Quest’anno sto disputando tanti tornei ATP, in Spagna e in giro per il mondo. Essendo il primo anno a questo livello, ogni torneo è una scoperta speciale e sto cercando di abituarmi a tutto questo”.

Uno degli aspetti che più colpiscono di Jodar è la capacità di adattarsi rapidamente alle nuove esperienze senza lasciarsi intimidire. “Cerco sempre di imporre il mio tennis in qualsiasi torneo. Quando le cose non vanno bene, provo ad accettare la situazione e trovare delle soluzioni durante la partita. Penso che portare il mio gioco in campo sia stata una delle chiavi dei buoni risultati ottenuti negli ultimi tornei”.

NADAL E IL ROLAND GARROS

Nel corso della conferenza non poteva mancare un riferimento a Rafael Nadal, inevitabile per uno spagnolo che porta anche lo stesso nome: “Rafa ha fatto cose incredibili in questo torneo. Solo quando sei qui e giochi il torneo capisci davvero l’importanza di ciò che ha realizzato vincendo quattordici volte. È qualcosa di unico”.

L’ESPERIENZA NEGLI STATI UNITI

Jodar ha parlato anche della sua esperienza negli Stati Uniti, alla University of Virginia, scelta insolita per un prospetto del suo livello: “È stato un anno molto importante per me. Ho imparato tanto, giocato molte partite e sono cresciuto sia come tennista sia come persona. Vivere lontano dai miei genitori, con il supporto degli allenatori e dei compagni di squadra, è stata un’esperienza bellissima che porterò sempre con me”.

LA FINALE DEL 2025

Infine, spazio anche al presente del tennis mondiale e alla finale dello scorso Roland Garros tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz: “Ho visto la finale ed è stata una partita incredibile da entrambe le parti. Un livello altissimo. È una di quelle finali che verranno ricordate per sempre”.

PARAGONI ILLUSTRI

E sul paragone inevitabile con Nadal e Alcaraz, Jodar mantiene i piedi ben saldi a terra: “Essere spagnolo e chiamarsi Rafa non significa che riuscirai a ottenere quello che hanno ottenuto loro. Io cerco soltanto di seguire il mio percorso, costruire la mia carriera e godermi tutto questo”.

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