Roland Garros 2026, Fonseca: “Ora sono più consapevole, che livello Mensik”

Tancredi Crepax
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Joao Fonseca - Foto Javier Garcia/Shutterstock

Joao Fonseca ha dovuto almeno rimandare l’appuntamento con la prima semifinale Slam della carriera. È stato infatti costretto ad arrendersi ai quarti di finale per 6-4 6-3 7-6(3) a uno Jakub Mensik in versione premium.

Nonostante la sconfitta, il brasiliano rimane positivo sul suo cammino: “È stata una partita difficile oggi, ma nel complesso è stata una settimana molto positiva. Ho giocato un buon tennis durante tutto il Roland Garros anche se sono arrivato senza particolari aspettative a causa di un piccolo infortunio. Riuscire a fare un percorso del genere è quindi molto importante”.

Insomma, un’infusione di consapevolezza: “Adesso guardo ai prossimi tornei con fiducia. Questo torneo mi dà ancora più convinzione e sicurezza per continuare a crescere. Mi ha aiutato anche a capire meglio il mio corpo e i miei limiti”.

IL TENTATIVO DI RIMONTA

Anche se il punteggio sembrava definitivamente sfuggito di mano dopo i primi due set, Joao è riuscito a lottare nel terzo, annullando 6 match point sul proprio servizio nel dodicesimo game: “In quel momento pensavo soltanto a vincere quel game. Non stavo pensando al resto della partita. Cercavo semplicemente di esprimere il miglior tennis possibile e di continuare a lottare”.

 

UN GRANDE AVVERSARIO

Con grande classe, il brasiliano ha poi descritto i meriti di Jakub Mensik, soprattutto sui colpi di inizio gioco: “Il suo servizio è straordinario. Credo che abbia controllato gran parte della partita, servendo molto bene e prendendo spesso l’iniziativa già con la risposta. Sia sulla prima sia sulla seconda di servizio riesce a rispondere molto vicino alla linea di fondo e mette costantemente pressione all’avversario”.

Il ceco è sempre riuscito a trovare la contromossa: “Ho cercato di fare il massimo in risposta, ma lui ha servito molto bene e ha eseguito con efficacia anche il serve and volley. Ha davvero un grandissimo potenziale, infatti ha già vinto un Masters 1000 e ora è alla sua prima semifinale Slam. Gioca bene, ma soprattutto sa come comportarsi nei momenti importanti: non ha paura. Gli auguro il meglio perché è una persona umile e molto piacevole”.

LA STAGIONE SULL’ERBA

Interpellato sul futuro, Fonseca si è dimostrato positivo, anche se avrà bisogno di un po’ di tempo prima di riattaccare la spina: “Mi piace giocare sull’erba. Penso che sia una superficie divertente, anche se purtroppo la stagione è molto breve.

Adesso però non vedo l’ora di staccare un po’, probabilmente starò a casa una settimana al massimo. Mi godrò un po’ di tempo con la mia famiglia e poi ripartirò per affrontare una nuova parte della stagione”.

CONSAPEVOLEZZA

Ha proseguito con una panoramica generale su questa fase della sua carriera: il classe 2006 sta vivendo le sue prime esperienze a questo livello di tennis, ma non lascerà che le novità cambino la sua rotta: “Resto la stessa persona, senza dubbio. Semplicemente conosco meglio i miei limiti. Non sapevo se sarei stato in grado di reggere una partita di cinque ore o una battaglia di quattro ore”.

Chiude poi sulla propria crescita dal punto di vista mentale, dimostrata in ben due rimonte da sotto due set a zero (contro Prizmic e Djokovic, rispettivamente secondo e terzo turno): “Penso che anche la mia mentalità stia seguendo la strada giusta. In due partite qui a Parigi mi sono trovato sotto di due set e ho dovuto cercare soluzioni diverse, nuovi modi per restare nel match e riuscire a ribaltarlo. Quindi sì, forse sono sempre lo stesso João, che ha scoperto qualcosa di nuovo su sé stesso”.

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