Da Parigi
Moïse Kouame, contro Marin Cilic, ha conquistato la prima vittoria in un main draw Slam. È il primo classe 2009 a riuscirci (il primo 2007, pochi giorni fa, era stato Federico Cinà, mentre non vi è ancora traccia dei 2008). Il croato, va detto, era acciaccato e in una giornata storta, ma ciò non toglie che vi siano alcuni aspetti da mettere in risalto del giovanissimo francese.
A saltare all’occhio, prima ancora della parte tennistica, sono due dettagli: l’atletismo, eccezionale, del ragazzo, che è già piuttosto formato a livello fisico seppur ancora visibilmente acerbo. Può diventare una forza della natura, una sorta di Monfils 2.0. L’altro aspetto riguarda l’elettricità che trasmetta al match, quasi come fosse, anche in questo senso, un Monfils 2.0. Chiama il pubblico sulle palle break, esalta sia in fase offensiva che nelle rincorse difensive. Dito all’orecchio alla Alcaraz, chiamata dell’applauso prima dei momenti importanti, coinvolgimento totale di tutti i presenti. Una dote, a quest’età, per nulla scontata né banale.
Dal punto di vista tecnico la prima di servizio è già molto potente (tranquillamente e con costanza sopra i 210 km/h), anche se ancora non così varia; la seconda salta abbastanza ma può diventare molto più incisiva. Il dritto, quando lascia andare il braccio e la mano a grande velocità, è già un colpo molto pesante e rapido; con il rovescio manovra, tiene, fa passare la palla abbastanza alta sulla rete e cerca la profondità. Poi, ogni tanto, cambia ritmo in lungolinea in maniera estemporanea. La smorzata di rovescio è la variazione che è sembrato cercare maggiormente nel match contro Cilic. A volte giocata bene, altre volte molto meno.
La sfida di secondo turno contro il paraguaiano Adolfo Daniel Vallejo sarà un banco di prova decisamente diverso. Non arriveranno errori gratuiti a pioggia come nella seconda parte del match con Cilic. Vallejo è in fiducia, fisica e tennistica, e partirà certamente favorito.