Roland Garros 2026, temperature oltre i 30 gradi: quando può entrare in vigore la heat rule

Francesco Bruni
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Suzanne Lenglen - Foto FFT

Il Roland Garros 2026 è iniziato nel segno del caldo estremo. La prima giornata del tabellone principale è stata infatti caratterizzata da temperature superiori ai 30 gradi che hanno messo a dura prova giocatori, giocatrici e pubblico sugli spalti di Porte d’Auteuil.

CALDO GIÀ NEI PRIMI GIORNI

Già durante gli ultimi turni delle qualificazioni si era intuito quale sarebbe stato il tema dominante del torneo, ma domenica il caldo si è fatto sentire con ancora maggiore intensità. In mattinata il termometro ha sfiorato i 30°C, superandoli poi stabilmente nel corso del pomeriggio sotto un sole battente che ha trasformato gran parte dell’impianto in una sorta di “forno” a cielo aperto.

Sugli spalti, molti spettatori hanno cercato riparo nelle poche zone d’ombra disponibili, abbandonando i seggiolini esposti direttamente ai raggi solari. Lunghissime anche le code alle fontanelle sparse per il site. “È quasi invivibile, meno male che amiamo il tennis”, ha scherzato un tifoso dopo aver assistito al match tra Alexander Zverev e Benjamin Bonzi sul Philippe-Chatrier.

LE OPINIONI DEI GIOCATORI

Anche i giocatori hanno dovuto fare i conti con condizioni molto pesanti. Clara Burel, eliminata da Katie Volynets, ha parlato apertamente dell’effetto del caldo: “C’era davvero un effetto forno. È più difficile recuperare tra un punto e l’altro e anche il rimbalzo della palla cambia molto”. Più serena invece Mirra Andreeva, che ha sottolineato come la situazione sia uguale per ogni giocatore: “Fa molto caldo, ma giochiamo tutte nelle stesse condizioni”.

Karen Khachanov, vittorioso contro Arthur Gea nelle ore più torride della giornata, ha addirittura ammesso di gradire questo scenario: “È un caldo estremo, bisogna gestirlo fisicamente e mentalmente, ma penso che queste condizioni favoriscano il mio gioco”. Diversa invece l’esperienza dello stesso Gea, costretto anche a lasciare temporaneamente il campo per problemi gastrici accusati già nel primo set.

COME FUNZIONA LA HEAT RULE

Con il caldo destinato a proseguire anche nei prossimi giorni, torna inevitabilmente d’attualità il protocollo previsto dal Roland Garros e dagli Slam in caso di temperature estreme. A Porte d’Auteuil sono installate due sonde, sul Philippe-Chatrier e sul Campo 14, che monitorano costantemente il WBGT (Wet-Bulb Globe Temperature), l’indice che combina temperatura, umidità e radiazione solare.

Il primo livello della cosiddetta “heat rule” scatterebbe con un indice WBGT di 30,1°C, equivalente circa a 35 gradi con il 60% di umidità: in quel caso verrebbe introdotta una pausa di dieci minuti dopo il secondo set nei match femminili e dopo il terzo in quelli maschili. Il secondo livello, fissato a 32,2°C (circa 36 gradi con il 66% di umidità), potrebbe invece portare alla sospensione temporanea degli incontri fino al miglioramento delle condizioni climatiche, con la possibilità di chiudere i tetti del Chatrier e del Lenglen.

Il problema, però, è che a Parigi difficilmente si raggiungono valori di umidità così elevati durante le giornate più calde. Anche con temperature oltre i 30 gradi, infatti, l’aria resta generalmente piuttosto secca, rendendo complicato il raggiungimento delle soglie previste dal regolamento. Per questo motivo, almeno per ora, appare difficile vedere applicata concretamente la “heat rule” durante questa edizione del Roland Garros.

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