Finanziare i tornei ITF invece dei propri figli: Israele apre una strada?

di - 25 Settembre 2015

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di Stefano Berlincioni

Qualche settimana fa il mio amico Genci Cakciri, Segretario Generale della Federazione Tennis Albania, mi disse che chiacchierando con uno degli accompagnatori israeliani di un torneo junior disputatisi a Tirana aveva avuto modo di apprendere dell’esistenza in Israele di un “Progetto Genitori”. Incuriosito da questo progetto ho contattato il vice-direttore della Federazione Tennis Israeliana, Pavel Lisovtsev per cercare di avere qualche dettaglio in più.

Da cosa nasceva la mia curiosità? Innanzitutto dall’aver notato l’aumento notevole di tornei ITF giocatasi sul suolo israeliano: si è passati dai 26 (intesi come somma di tornei maschili e femminili) del 2013 alla flessione nel 2014 (solo 14) per arrivare a ben 29 quest’anno.

Interpellato sull’argomento Lisovtsev ha dichiarato: “L’idea principale è che i genitori dei giocatori che volevano iniziare la propria carriera internazionale e che erano alla ricerca dei primi punti ATP/WTA  stessero spendendo una montagna di soldi per viaggiare ai tornei e pagando centinaia di dollari alle compagnie aeree e agli hotel.” La federazione tennis israeliana, come accade un po’ i tutto il mondo aiuta anche alcuni dei migliori giovani ma ovviamente i fondi investiti, che sono tanti, non possono coprire le spese di tutti i giovani emergenti.

I genitori hanno avuto un’idea semplice”, continua Lisovtsev “si sono uniti e invece di pagare approssimativamente 1000 dollari a settimana per voli, hotel, cibo e soprattutto invece di mandare all’estero i propri figli senza il supporto di un coach (che avrebbe raddoppiato le spese) si sono uniti e spendono solo il 25% di quella somma ogni settimana per organizzare il torneo ITF.”

Anche il ruolo della Federazione nella gestione e organizzazione dei tornei è ovviamente fondamentale, Federazione che invece di aiutare 10 giocatori a cercare i punti all’estero riesce ad aiutarne 40 organizzando i tornei in Israele.

Curioso di sapere come venissero gestite le Wild Card ho ottenuto questa risposta: “Ci sono molti tornei e quindi molte Wild Card da concedere, quindi viene effettuato un sorteggio tra tutti i ragazzi e le ragazze israeliani ed ognuno di loro riceve da un minimo di 2 ad un massimo di 3 wild card.”

Allargando l’orizzonte a quali possano essere i nomi più interessanti per il futuro del tennis israeliano, non si può non citare il classe 2000 Yshai Oliel (che comunque non si allena in strutture federali ma fa parte della Davis Squad, organizzazione indipendente finanziata dal filantropo David Coffer) mancino dalla folta chioma già entrato dei top 100 junior e vincitore dell’ultima edizione dell’Orange Bowl Under 14, in azione nel video qui sotto.

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