Plot twist all’Arthur Ashe: Novak Djokovic esce di scena al primo turno dello US Open, sconfitto dall’argentino Mariano Navone. Per il serbo si tratta della prima eliminazione all’esordio a Flushing Meadows dopo una striscia di 78 vittorie consecutive al primo turno. È inoltre la terza volta in carriera che Djokovic perde al primo turno di uno Slam, dopo le sconfitte del 2005 e 2006 all’Australian Open.
La serata di Novak Djokovic all’Arthur Ashe è stata fortemente condizionata dalle sue condizioni fisiche. Il serbo ha spiegato di avere avuto problemi durante tutta la stagione, fino ad arrivare al match contro Mariano Navone, nel quale ha accusato episodi di vomito e un progressivo cedimento del corpo. “Penso fosse evidente che in campo stessi davvero malissimo. È qualcosa con cui, purtroppo, ho dovuto fare i conti praticamente in ogni partita quest’anno. Vomitare, avere episodi di vomito, è un problema serio. Poi tutto il mio corpo inizia praticamente a cedere, con crampi e dolori”.
Le difficoltà sono aumentate con il passare dei set. Djokovic è riuscito a rimanere in partita nonostante i problemi fisici, arrivando anche a portarsi avanti di un break nel quarto set, ma alla fine non ha avuto la possibilità di chiudere l’incontro: “Ero avanti di un break nel quarto set, ma ho fatto fatica praticamente dal quarto game della partita. Alla fine la schiena ha ceduto e anche la spalla, e non sono riuscito a chiudere la partita”.
Una situazione che lo ha portato anche a pensare al ritiro durante l’incontro. La vittoria di un set e poi del terzo, però, gli ha dato la convinzione di poter ancora completare la rimonta: “Sì, ci ho pensato. Ma poi ho vinto un set e poi il terzo. A quel punto ho pensato: ‘Ok, forse c’è una possibilità’. Non volevo arrendermi nel quarto o nel quinto, quindi volevo in qualche modo finire la partita”.
Il problema resta però quello di capire come affrontare una situazione che Djokovic descrive come ormai ricorrente. Alla domanda sulla possibilità di risolverla, il serbo non ha nascosto le difficoltà: “Non lo so. Ci sto provando, amico. Ci sto provando. Vedremo”.
Il 24 volte campione Slam non ha voluto nemmeno soffermarsi troppo sugli insegnamenti degli ultimi mesi, preferendo concentrarsi sulla situazione attuale. “In questo momento non voglio andare così a fondo. Sto semplicemente cercando di capire cosa sta succedendo e quanto a lungo posso andare avanti in questo modo”.
La sconfitta contro Navone interrompe inoltre una striscia storica: dopo 20 anni, Djokovic perde nuovamente al primo turno dello US Open. Un dato che, però, il serbo non sente di voler analizzare a caldo. “È un buon record, un altro ancora. Ma non ci sto pensando in questo momento. Ovviamente sono stato molto orgoglioso di tutti i risultati ottenuti in passato, ma adesso è adesso. In questo momento sono appena uscito dal campo e sto ancora cercando di gestire il mio corpo”.
A rendere meno amara la serata ci ha pensato il pubblico dell’Arthur Ashe, che ha provato a trascinarlo nei momenti più difficili. Djokovic ha apprezzato particolarmente il sostegno ricevuto, pur ammettendo di aver vissuto una partita estremamente negativa dal punto di vista fisico. “Sono stati fantastici. Sono davvero grato di aver vissuto tutto questo. Per quanto riguarda la partita e la sensazione generale che ho avuto con il mio corpo e con il mio gioco, non è stato affatto piacevole. Ho praticamente detestato ogni momento trascorso in campo per come mi sentivo”.
Il serbo ha infine voluto ringraziare il pubblico per l’affetto ricevuto fino all’ultimo punto: “Cercavano di spingermi nei momenti importanti e mi dispiace davvero di non aver giocato bene come avrei dovuto, come avrei potuto o come avrei voluto per loro. Ma l’affetto e l’apprezzamento che mi hanno dimostrato alla fine mi hanno davvero toccato il cuore”.