Federer sul futuro allo US Open: “Magari un giorno avrò la chance di tornare”

Jacopo Di Lorenzo
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Roger Federer - Foto Andrew Schwartz/SIPA/ipa-agency.net

La notte italiana di mercoledì 26 agosto è destinata a rimanere un giorno speciale per i fan di Roger Federer. Il cinque volte campione dello US Open, infatti, si è esibito a New York, in una serata-evento dal titolo “Roger Federer: An Icon Returns to New York”, giocando prima un set di singolare contro l’amico Andy Roddick e poi in un set di doppio a fianco di John McEnroe, contro l’intrigante coppia Andre Agassi e Andy Roddick. Il set d’esibizione, vinto 7-5 dal duo Federer/McEnroe, si è trasformato nell’occasione, per la United States Tennis Association, di celebrare e intervistare ancora una volta King Roger. Il fuoriclasse svizzero, infatti, non aveva avuto modo, in quel 2019 che solo in seguito si rivelò essere l’ultima volta all’Open americano, di essere omaggiato a dovere per l’addio allo slam conquistato ininterrottamente tra il 2004 e il 2008. Sperava di poterci tornare dopo la sconfitta ai quarti contro Grigor Dimitrov, ma così non avvenne. Ecco allora che, 7 anni dopo, si presenta l’opportunità di chiudere il cerchio, dedicando le esibizioni sull’Artur Ashe proprio a Federer.

Tanti sono stati i temi, le emozioni, e le risate, mentre le quattro leggende venivano incalzate dalle domande dei giornalisti, ma una risposta su tutte ha fatto illuminare gli occhi di molti appassionati di tennis. Interpellato sulle intenzioni di tornare allo slam newyorkese, Federer, per il quale New York è il luogo “Dove è iniziato tutto”, ha risposto: “Spero non sia la mia ultima volta in campo qui”. “Magari un giorno, lungo la strada, avrò la chance di tornare su questo magnifico campo”. Detto fatto, ora il mondo del tennis può legittimamente pensare che lo svizzero torni ancora una volta sull’Artur Ashe a esprimere il suo tennis di rara bellezza, la cui assenza dal circuito è ancor oggi rimpianta e il cui ritorno ogni volta più atteso, come testimoniato dallo stadio pieno zeppo di gente durante il doppio d’esibizione, al quale hanno assistito anche giocatori del calibro di Serena Williams, Felix Auger-Aliassime, Casper Ruud e Alexandra Eala.

Non solo: il giocatore col primato di 237 settimane consecutive da numero 1 del mondo, sabato 29 agosto entrerà ufficialmente nella International Tennis Hall of Fame, l’organizzazione non-profit con sede a Newport che dal 1954 consacra i giocatori di tennis dalla carriera leggendaria o figure che hanno dato contributi eccezionali al tennis. Tra i giocatori, ne fanno parte nomi di spicco come Andre Agassi, John McEnroe, Pete Sampras, Steffi Graf, Björn Borg e Martina Navrátilová, solo per dirne alcuni. “Quanto è bello che questo ragazzo entrerà nella Hall of Fame quest’anno? Ben fatto, Roger. Sono davvero entusiasta”, ha commentato Agassi in persona.

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