Diario di Bordo dal Palermo (4)

di - 12 Luglio 2013


(Nastassja Burnett – Foto Pasquale Ponente)

da Palermo, Giovanni Cola

Uno dei privilegi del poter accedere alla Players Lounge è quello di avere la possibilità di far venire alla luce qualche retroscena o alcuni gusti personali delle giocatrici. E’ proprio così infatti che ho potuto scoprire come Alice Matteucci, ancora a Palermo per supportare l’amica Burnett, conosca a memoria praticamente tutte le canzoni di Rihanna (che non canta neanche troppo male), mentre invece prima di entrare in campo la Zakopalova ama giocare a Ruzzle, in ceco suppongo. Alla faccia delle scaramanzie.

La direzione obbligata è poi quella del Centrale, quest’oggi con un programma tutto azzurro. Ad aprire le danze è Nastassja Burnett contro l’osso duro spagnolo Lourdes Dominguez Lino. Le premesse per una battaglia tosta ci sono tutte e puntualmente non vengono tradite. Scambi lunghi, ad una media di quasi 10 colpi l’uno. Break e controbreak in apertura. L’iberica tenta l’allungo sul 5-3, dopo un game regalato da “Asia” con due doppi falli, ma al momento di servire per il set la Dominguez crolla a sua volta e tutto torna in ballo sul 5-5. Ma qui la nostra portacolori si lascia tradire da un pizzico di tensione, commette qualche errore gratuito di troppo e cede il primo set 7-5.

Parte peró subito bene nel secondo, ritrova fiducia e continua a macinare gioco con servizio e dritto incrociato. La spagnola rema da fondo e puó poco contro la furia della Burnett, che fa il pugnetto ad ogni punto vinto e chiude 6-4.

La chiave per far girare definitivamente la partita l’azzurra l’avrebbe all’inizio del terzo, quando nel primo game non finalizza due capitali palle break che si era guadagnata. Nel turno di battuta successivo Nastassja perde il servizio e da lì in avanti non sarà più in grado di recuperarlo. 6-3 in favore della Dominguez il risultato finale. I progressi sono comunque evidenti da parte della Burnett. Unici punti deboli su cui ancora c’è da lavorare molto: i colpi in avanzamento, soprattutto il dritto, e la precisione nel tocco a rete. La qualità e il fisico per competere ai massimi livelli però ci sono tutti. Basterà avere una buona dose di pazienza e affidarsi ai preziosi suggerimenti di Tathiana Garbin. Il tempo sarà galantuomo.

Distratto dagli urlacci del campo 2, dove a sorpresa Kristina Mladenovic è stata battuta dalla Cabeza Candela dopo un incandescente tie break al terzo finito 8-6 in favore delll’iberica, mi torno ad appollaiare in tribuna stampa per l’incontro di Karin Knapp, finalmente di nuovo protagonista sui palcoscenici che contano dopo una miriade di problemi fisici. Dall’altra parte della rete c’è la ceca Zakopalova, “giustiziera” di Flavia Pennetta. Anche l’altoatesina parte male, con la prima di servizio spesso imprecisa e con tanti gratuiti commessi senza neppure l’intenzione di prendere un rischio concreto per aprirsi il campo. È sulla base di questi ingredienti che la ceca ne approfitta e scappa via quando si è sul 3-3 prima di chiudere il set 6-3, breakkando due volte consecutive Karin.

La reazione d’orgoglio dell’italiana all’inizio del secondo parziale peró c’è, per la gioia del pubblico palermitano che non smette mai di spronarla. Ruba la battuta alla sua avversaria ma non riesce a confermare il break al sesto gioco, facendosi nuovamente riacciuffare sul 3-3 dalla Zakopalova. E’ qui pero’ che viene decisamente innalzata la percentuale di prime, Karin passa indenne da un interminabile ottavo gioco nel quale, con grande cuore, annulla ripetutamente palle break alla ceca, che puntualmente subisce il contraccolpo psicologico e si lascia sorprendere nel game successivo. Ottimo per la Knapp che coglie al volo l’occasione e porta la sfida al terzo.

Anche nella partita decisiva la nostra portacolori va subito avanti di un break, conquistato in maniera perentoria, migliorando soprattutto la profondità della risposta. Da questo momento, forse anche a causa di un calo fisico, la Knapp cede peró di schianto. Esempio in negativo i 3 doppi falli consecutivi con cui l’azzurra fornisce il break del 3-1 alla sua avversaria che si porta in seguito fin sul 5-1. Karin, con le ultime energie rimaste, torna sotto sul 5-4 ma purtroppo offre ancora il fianco al micidiale dritto “inside out” della ceca che chiude così al terzo match point. Emblematico il finale con doppio fallo dell’altoatesina che si è difesa con umiltà per lunghi tratti ma si è espressa su buoni livelli soltanto a sprazzi. Certamente non a sufficienza per avere la meglio di una Zakopalova anche lei a corrente alternata ma tremendamente pragmatica.

Oltre le dieci di sera, si affacciano sul Centrale Roberta Vinci e la slovena Polona Hercog. Pronti via e la tarantina vola sul 4-1 in una manciata di minuti. La sua avversaria viene irretita dalle tante variazioni dell’azzurra: uno slice di rovescio sempre pungente, le non rare sortite a rete, un dritto sempre profondo. La Hercog, vedendo snaturato il suo gioco, prova così soluzioni alternative di cui peró perde facilmente il controllo. Palle corte a mezza rete, attacchi fuori misura e servizio tutt’altro che memorabile. Fila liscio 6-2 dunque il primo parziale per Robertina.

La tarantina trova una resistenza più strenua all’inizio della seconda partita. La Hercog la trafigge con un paio di passanti incrociati di dritto che fanno male. Trova le contromisure per arginare l’azzurra. Ma il tentativo di allungo della slovena si rivelerà effimero. In compenso il clima in campo diventa incandescente. Alcune chiamate dubbie scatenano l’ira della Hercog, che prende qualche rimbrotto anche dalla stessa Vinci per poca sportività. Poi l’episodio più eclatante di tutto il torneo. Sul 6-5 Hercog vantaggio Vinci il giudice di linea chiama il fallo di piede sulla prima di servizio alla slovena che si innervosisce e commette doppio fallo. A quel punto Polona si rivolge verso l’ufficiale di gara con un triplice gesto dell’ombrello.

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Plateale, volgare e inconfutabile. Penalty point ed epilogo al tie-break dove l’azzurra sfrutta l’inerzia favorevole e chiude in scioltezza. Furiosa nel frattempo la Hercog che continua ad imprecare e non stringe la mano all’arbitro prima di imboccare la via degli spogliatoi. Un caso, quello dell’ombrello, che farà il giro del circuito e sarà sicuramente tra i più cliccati su YouTube.

Premio simpatia di tutto il torneo, almeno dal mio punto di vista, da assegnare assolutamente alla brasiliana Teliana Pereira che, tra un match e l’altro, ha provato anche ad insegnarmi qualche passo di samba. Dal primo giorno, in cui eravamo seduti di fianco al ristorante, mi ha sempre riconosciuto e salutato con grande cordialità.

Il titolo di “meno simpatica” invece va di diritto alla giovane francese Caroline Garcia che si è pure sottratta ad una nostra richiesta di intervista. Cosa puntualmente accettata da chiunque altro abbiamo avvicinato nel backstage del torneo nel corso degli ultimi 4 giorni. Noblesse oblige, direbbe qualcuno.

Ebbene sì, questo è un bilancio, assolutamente positivo, di questa bella avventura al Wta di Palermo. Da domani si torna a casa, mi mancherà il Country Club, non poco.

Dai, non fatemi scendere la lacrimuccia… 🙂

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22 commenti

  1. biglebowski

    Circa il finale del match vinci-hercog:

    la chiamata è stata inopportuna e lascia il forte dubbio che si sia voluta favorire la giocatrice di casa essendo chiaro che per il torneo fosse preferibile che andasse avanti la nostra. La reazione eccessiva è sicuramente stata dettata da questo dubbio. Ha condizionato pesantemente l’esito dell’incontro e ha fatto dispiacere a me che tifavo per roberta figuriamoci all’avversaria. Difficile credere che dopo una cinquantina di servizi proprio in quella circostanza la slovena abbia commesso l’infrazione in modo così clamoroso da giustificare la chiamata. Non una bella figura sicuramente: a parti invertite avremmo gridato alla malafede, auguriamoci che non sia così.
    Bella partita che lascia comunque la sensazione delle buone potenzialità della slovacca che gioca un tennis molto elegante, guastata da qualche situazione evitabile. Peccato davvero.

    p.s.: complimenti all’articolista per i brillanti e piacevoli resoconti.

  2. el diablo

    concordo chiamata fuori luogo, reazione pesante ma molto umana, mi disoiace per la Hercog ricordiamoci che la Vinci vive a Palermo….se voleva chiamare un fallo di pede lo doveva fare molto prima cosi’ ha rovinato un match e l’immagine degli appassionati di tennis palermitani(fra cui io)

  3. Alessandro Nizegorodcew

    Non entro nel merito della reazione, ma riguardando il servizio al rallentatore si nota l’evidente fallo di piede. Con il piede praticamente copre tutta la riga del servizio… Insomma a Fognini gleli hanno chiamati spesso in situazioni assurde e tutti a criticarlo se reagiva nervosamente. Ricordo addirittura un fallo di piede chiamato in un momento cruciale a Trevisan, al Foro Italico, contro Bjorkman. Di certo non una chiamata “di casa”. Comunque a prescindere dalle varie discussioni la Hercog sbaglia prima a fare fallo di piede e poi nel gesto.

  4. Un fallo di piedi che forse non c’era ti può far perdere la pazienza perche è una ingiustizia. Non è giusto. Voglio darti una brutta notizia…Ci sono molte ingiustizie nel mondo.
    Quello che insegno agli Atleti e che avevamo già visto con il caso Fognini è di non considerare ciò che è Giusto /Sbagliato ma ciò che Funziona/Non Funziona. Un comportamento del genere ha funzionato? A voi l’ardua sentenza…Stefano

  5. Alessandro Nizegorodcew

    @Stefano
    Discutiamo della seconda parte del tuo commento.. Però va eliminata la prima riga, perché il fallo di piede c’era 😉

  6. biglebowski

    se sei certo che negli altri 50 servizi non abbia mai calpestato la riga e che robi non abbia mai fatto altrettanto nei suoi, allora hai ragione.
    altrimenti rimane il dubbio se non altro di un protagonismo eccessivo del giudice.

  7. Alessandro Nizegorodcew

    Bisogna distinguere tra eventuale protagonismo del giudice e un fallo di piede che comunque ha fatto e sul quale doveva fare attenzione.

    E’ una regola. Punto. Poi io non posso dire che la Vinci non l”ha mai commesso né se la Hercog fosse alla prima “invasione” o meno. Ma anche tu non puoi dare per certo il contrario.

    Posso altresì dirti che hai sicuramente ragione su una questione. In genere per il fallo di piede può esserci una sorta di avvertimento al giocatore, se viene fatto spesso, per poi sanzionare negli episodi successivi. Questo però quando non vi sono i giudici di linea, quindi non saprei, Ci vorrebbe l’intervento di un arbitro

  8. Giovanni Cola

    Per fare chiarezza vi dico che alla Hercog era gia stato chiamato un fallo di piede nel primo set da un altro giudice di linea..da quel momento in tribuna stampa abbiamo prestato maggiore attenzione al suo movimento dei piedi in battuta e abbiamo notato che effettivamente ha la tendenza in piu occasioni ad avanzare di qualche cm..
    Sul timing della chiamata si puo discutere..ma se c’era l’infrazione e’ giusto che vada sanzionata..reazione indegna!

  9. biglebowski

    penso di essere stato molto misurato: ho parlato di decisione INOPPORTUNA non di decisione scandalosa o errata in assoluto.
    qualche volta l’arbitro intelligente si tappa le orecchie per una imprecazione (ricordo un caso riguardante Totti), qualche volta sono un tantino permissivi sulla seconda ammonizione quando non è clamorosa.
    il buon senso dovrebbe prevalere in certe circostanze.
    riconosco tuttavia che la tua posizione più intransigente ha dalla sua delle motivazioni che rispetto.
    saluti.

  10. Alessandro Nizegorodcew

    @biglebowski
    Non sono intransigente, dico solo che se fai fallo di piede di qualche millimetro ogni tanto ci si passa sopra, ma se ci metti tutto il piede sopra….

  11. Piero Zucca

    Il fallo di piede è una delle cose più, se non quella più difficile da chiamare in un campo da tennis! se la Hercog ha fatto evidente fallo di piede era da chiamare… però ci sono varie espressioni di chiamare o meno i falli di piede, varie visioni! il punteggio era delicato, forse era il primo fallo di piede che commetteva nel match! Posso dire con sicurezza che il primo fallo di piede va chiamato se è possibile quando il giocatore o la giocatrice non mette in campo il primo servizio.. quindi sarebbe meglio chiamarlo per fargli capire che lo sta commettendo!! Protagonismo o meno del giudice di linea andava chiamato… soprattutto perchè la Hercog è entrata di tanto!!! Ho una domanda per chi ha visto il match… la Hercog aveva già il warning prima dell’ombrello? Deve ringraziare il supervisor e l’arbitro perchè altri le avrebbero dato il default, più una multa salatissima!!!

  12. Ale, io dalle riprese non sono riuscito a vederlo. A me non interessano arbitri e giudicied eventuali forme di protagonismo. Un atleta di un certo livello deve pensare ed allenarsi a gestire quelle decisioni che possono coinvolgerti emotivamente e mandare a pallino una gara intera. Se il giudice ha decretato il fallo, che ti piaccia o no, resta una decisione presa e che l’atleta non può cambiare. Cosa può cambiare l’atleta? Il suo modo di pensare e di gestire la situazione in modo che FUNZIONI 😉

  13. Alessandro Nizegorodcew

    @Stefano
    Ah beh certo, su questo non vi è alcun dubbio. Posso farti l’esempio anche del match Chardy-Berrer. In un momento importante del terzo set chiamato “time violation – warning” a Berrer, che non fa una piega e va a servire. Nel gioco successivo chiamato lo stesso time violation a Chardy che sbrocca e perde il match

  14. Monet

    perfettamente daccordo con stefano nel post 4,fabio i falli di piedi li fa e se glieli chiamano hanno ragione,lui si incazza non perchè glieli chiamano ma perchè li chiamano prima del servizio o contemporaneamente,da regolamento il fallo deve essere chiamato quando il giocatore ha colpito la palla e non prima…ecco il perchè ,sbagliato,del suo fuori di cabeza…….

  15. Monet

    sul time violatione ce ne sarebbe da dire, e se applicassero il regolamneto alla lettera i nadal e diokovic dovrebbero prendere una decina a set di questi worning,ma il regolamento lo applicano,gli arbitri sopratutto a i giocatori di seconda fascia….quello è certo!!!!

  16. Madoka

    Oh ragazzi, la Hercog è una giocatrice che tende spesso a commettere falli di piede non solo oggi.

    Oltretutto non era il primo che le veniva chiamato ieri ed in una delle precedenti occasioni aveva lanciato la pallina al giudice di linea e si era beccata il warning, infatti quando ha mandato a fanculo l’arbitro le è arrivato il penalty point.

    Rivedendo le immagini a me il fallo di piede sembra abbastanza netto, sale con il piede proprio su tutta la linea ( che scompare sotto il piede, appunto :

    http://i40.tinypic.com/6gihhg.jpg

    E’ stata scema lei, come avete detto voi faceva finta di nulla, ritornava a servire e magari chiudeva il secondo set.

    Mo non vedo perchè dobbiamo andare a prendercela con il giudice di linea, che anche se il fallo ci fosse stato avrebbe dovuto non chiamarlo per buon senso, la regola è là, non è che se l’è inventata…

  17. Post 12 Grazie Ale…me lo vado a vedere perchè mi faccio un archivio per una lezione che terrò a breve.
    Post 13 Monet Riguardo a Fognini , oltre al falli di piede, pensavo anche all’ultimo Fognini’s show di Wimbledon…cambiando i fattori il risultato non cambia. Cambia la situazione ma si ottiene lo stesso sbotto… ;-)Peccato ci sarebbe da lavorare.

  18. Nikolik

    Fallo di piede enorme.
    Reazione del tutto ingiustificata ed ancora più enorme e plateale, poteva limitarsi a protestare.
    Andava squalificata.

  19. Alain

    se si fa fallo di piede va chiamato. le regole ci sono per essere fatte rispettare. In tutti gli sport.
    Sul momento opportuno o meno, se lo ha fatto, lo ha fatto, ed è giusto che il giudice di linea lo chiami.
    Vi ricordate Serena Williams agli US Open contro la Clijsters ?
    Alessandro forse tu ricordi anche cosa disse alla giudice di linea, ma non furono paroline dolci. e sappiamo tutti come andò a finire la partita.
    un saluto e complimenti per il sito che è grandioso!

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