“Un match incredibile per me, credo di aver giocato una delle mie migliori partite di sempre, specialmente su questa superficie. Sono orgoglioso e felice. Secondo quarto di finale di fila qui a Wimbledon significa molto per me ed è speciale. Ho giocato per la prima volta su Campo 1 e il feeling con il campo è stato incredibile”. Queste le dichiarazioni in conferenza stampa di Flavio Cobolli al termine del match vinto in tre set contro Alex de Minaur negli ottavi di finale di Wimbledon. L’azzurro sta disputando un ottimo torneo: dopo un inizio pieno di alti e bassi ha trovato il giusto ritmo e ridotto gli errori. Nella partita in questione è stata cruciale la risposta, con cui ha spesso sorpreso il proprio avversario: “Sono molto felice di tutti i colpi. Oggi ho trovato la soluzione di metterlo in difficoltà quando rispondeva. Con il mio servizio continuavo a cambiare qualcosa e sono contento. Sugli altri colpi credo che non ci sia qualcosa che posso migliorare rispetto a oggi perché ho giocato benissimo. Mi piace molto giocare sull’erba di Wimbledon, la trovo diversa ed è un’altra superficie rispetto a quella di altri tornei“.
“Sottovalutato? Forse si, però mi piace”
Nelle valutazioni su di sè, il tennista italiano ci ha tenuto a ribadire quanto sia sottovalutato, da avversari e bookmakers, risultando spesso sfavorito, ma che grazie a questa vittoria potrebbe aver aperto gli occhi di molti: “Alex credo sia un giocatore stratosferico. Batterlo oggi mi fa sentire pronto, soprattutto farlo per 3-0. Credo mi abbia dato tante risposte e le abbia date anche ai miei avversari. Oggi nessuno si aspettava la mia vittoria, questo mi dà tanta forza e grinta. Vedermi così sfavorito dai bookmakers mi riempie di carica e credo oggi si siano pentiti un po’ tutti“. Questa circostanza di ripresenta anche in patria, ma non essere sotto i riflettori ‘grazie’ a Jannik Sinner , non gli dispiace affatto: “Se mi sento sottovalutato? Forse sì, però mi piace. Io sono un po’ dietro a Jannik. La tanta pressione su di lui ne leva a me ed è un bene. Dall’altra parte delle volte vorrei essere apprezzato un po’ di più e sentirmi riconosciuti più meriti”.
Difficoltà d’approccio degli italiani
Tutti gli azzurri, sin da piccoli, non hanno opportunità di disputare incontri su erba. Questo comporta una maggiore difficoltà nell’approcciarsi a questa superficie e, allo stesso tempo, ad apprezzarla fino in fondo. É un ‘rapporto’ che può cambiare con il tempo, acquistando sempre più feeling con la suddetta erba: “Come tutti gli italiani noi prima dei tornei juniores non giochiamo sull’erba non ci abbiamo giocato neanche una volta. Siamo impreparati quindi è difficile che i primi anni a un italiano piaccia l’erba, devi poi essere bravo a migliorarti“. Questa la soluzione tentata dal tennista romano: “Io ho provato ad andare ad Halle proprio per questo e mi è servito per avere un livello buono qui. Per quanto è lenta a me piace ora, sono contento di quello che sto facendo su questa superficie“.
Prossimo turno
Il prossimo sfidante di Cobolli sarà il vincente dell’incontro tra il più quotato Grigor Dimitrov e il giovane Arthur Fery. In particolare su quest’ultimo e sul match disputato a gennaio in Australian Open, si è espresso il tennista classe 2002: “In Australia stavo male. Fery è un giocatore fantastico, ma quel match non potevo giocarlo. Poi ho perso altre partite in quel periodo e non ho giocato benissimo. Dopo la Davis Cup sentivo tanta pressione, perché tanti parlavano della stagione che avrei potuto fare e di cosa potevo migliorare. Non era facile trovare il modo per giocare in modo calmo“.
Passioni extratennistiche
Virando su questioni più leggere, il numero 10 del ranking ATP ha dichiarato di tifare Portogallo nei Mondiali di calcio per la presenza di Cristiano Ronaldo ed era riferita a quello la sua esultanza: “Mi godo il Mondiale e quello che succede in campo. Amo Ronaldo e la sua esultanza, così come Cunha. Stanotte tiferò il Portogallo per via di Ronaldo, ma se perderanno non sarà colpa mia (ride)”. Si è poi concentrato sulla sua squadra del cuore, la Roma: “Tifo la Roma e non voglio tifare nessun altro, neanche in Premier League. Calafiori che gioca nell’Arsenal è mio amico. Bove gioca con il Waford e guardo le sue partite. Ma non tifo nessuno in Inghilterra”.