Wimbledon 2026, Grant: “Nonostante il risultato, sentivo di poter portare a casa la partita”

Francesco Petrucci
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Tyra Grant - Foto Enzo Amari

Ho iniziato bene e sapevo bene come giocare, cosa fare e stava funzionando bene, poi lei ha cominciato a fare meglio. Ha disputato i suoi giochi in risposta in modo davvero intelligente, mi faceva giocare sempre uno o due colpi in più. Questo mi ha messo più pressione, invece avrei dovuto prendermi il mio tempo e concentrarmi di più di me. Alla fine è stato un buon torneo, con molti risultati e cose buone che mi porto dietro“. Queste le parole di Tyra Grant in conferenza stampa al termine della sconfitta contro Marie Bouzkova per 7-5 6-3 nel secondo turno di Wimbledon 2026. La crescita nell’ultimo periodo dell’azzurra è sotto gli occhi di tutti, e ulteriori dimostrazioni sono arrivate sui campi dell’All England Club, dove ha fronteggiato avversarie di alto livello: “Sto sicuramente giocando molte buone partite contro giocatori di rango superiore ma fino ad ora, ho giocato solo un paio di 1000, e sono stata sul tour ITF. Penso che salire su questi grandi palcoscenici ed essere in grado di giocare ad alto livello in molte partite di fila non è facile. Sono davvero contenta perchè sono venuta sull’erba senza alcuna preparazione, ma penso di essermi adattata davvero bene, anche se alcuni giorni prima dell’inizio del torneo non avevo buone sensazioni”. Rispetto ai match disputati solo qualche mese fa nei circuiti minori, la tennista sta riscontrando notevoli differenze ma mano che il livello si alza: “Nonostante il risultato sento che avevo le le capacità di portare a casa la partita. Io sono più abituata a giocare contro giocatrici che o hanno il mio stesso gioco, quindi magari provano a tirar forte e comunque magari fanno più vincenti e sbagliano di più oppure al contrario magari proprio remano completamente. Invece giocatrici del genere secondo me sono un po’ più particolari e io sicuramente lo sapevo e mi ero preparata a riguardo”.

Rapporto con gli altri italiani

Con il tempo e la vicinanza è più che normale sviluppare rapporti d’amicizia con altri tennisti, in particolare con i propri connazionali. É cio che è successo alla Grant, che poi effettua un paragone con Serena Williams, che, invece, è un punto di riferimento in un altro senso: “Con gli altri italiani ho un ottimo rapporto, Serena, invece, non la conosco bene e la vedo un po’ più come idolo. Nell’ultimo periodo, giocando più questo tipo di tornei con gli italiani, ho più un rapporto di amicizia. Io e Sonny giocavamo tutti e due oggi primo match e ci siamo un po’ caricati prima di andare in campo. Anche con le ragazze, con Elisabetta, con Lucia abbiamo un ottimo rapporto. Così come con Sara e con Jasmine

Traguardi a lungo termine

Viste le grandi aspettative riposte sulla giovane tennista classe 2008, sono normali ragionamenti in ottica futura. Lei, però, vuole solo guardare al presente, torneo per torneo, non mettendosi pressione inutile: “Generalmente cerco di non darmi obiettivi di classifica perché penso che sia una cosa che possa veramente dipendere da tantissime cose ed è una cosa soprattutto che non riflette il valore o il livello del giocatore. L’anno scorso mi ero messa un po’ troppa pressione e avevo troppa fretta di entrare nelle quali slam e questo mi ha portato a non fare bene gli ultimi tornei

Attimi indimenticabili

Tutti i match point delle partite che ho vinto sono stati momenti speciali. Una cosa che generalmente a me rimane molto è la sensazione dell’ultimo punto di ogni partita, proprio il fatto sì di essere consapevole che ho il livello per giocare comunque contro questo tipo di giocatrici. So che sto facendo le cose giuste e devo continuare a migliorare”. Questo il commento dell’azzurra sull’ultima settimana e mezzo vissuta tra i campi di Wimbledon, grazie ai quali porterà con sè momenti indimenticabili, per molto tempo impressi nella sua memoria.

 

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